Presentazione
Cristina Ambrosini, Responsabile Settore Patrimonio culturale, Regione Emilia-Romagna
Il protagonista di questa giornata è il patrimonio culturale dei mulini storici della nostra regione. Ad essi il Settore Patrimonio culturale della Regione Emilia-Romagna ha inteso dedicare azioni volte alla conoscenza e alla valorizzazione, nel solco di una stagione già virtuosamente avviata nei decenni passati dall’IBACN.
Oggi intendiamo offrire una riflessione a più voci, per fare il punto sullo stato di queste testimonianze nel quadro regionale: oltre 500 mulini le cui tracce sono disseminate tra valli e pianura, per riannodare i fili di una memoria collettiva, comprenderne i potenziali sviluppi nel tessuto connettivo territoriale, nel loro imprescindibile rapporto con l’acqua e il paesaggio e per calibrare azioni di valorizzazione realmente sostenibili.
Su quale strada ci siamo avviati?
Dal 2023 grazie alla convenzione con l’Associazione Amici dei Mulini Storici (A.I.A.M.S.) collaboriamo a sostegno delle comunità locali attive nella promozione dei mulini storici: l’appuntamento odierno è frutto di un’azione condivisa con A.I.A.M.S., protagonista diretta nella sessione pomeridiana.
Il Piano di ripresa e di resilienza (PNRR), attraverso l’investimento dedicato alla conservazione e alla valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale, ha offerto l’occasione per avviare progetti di recupero da completarsi entro il 2026 di 11 mulini storici, in maggioranza di proprietà privata, allo scopo di prevederne anche finalità di fruizione pubblica.
Stiamo poi avviando il progetto di censimento a livello regionale dei mulini storici che prevede uno stretto e approfondito dialogo con l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero della Cultura, per adattare e testare alla particolare tipologia dei mulini il recente modello di scheda predisposto per i beni afferenti all’architettura rurale. Un banco di prova stimolante quanto pionieristico.
Si tratta di un’attività di carattere tecnico, sperimentale, ma non per questo in ultima analisi destinata in via esclusiva ad una platea di specialisti, in quanto si prospettano ricadute su un pubblico più vasto che avrà accesso al catalogo digitale dei mulini storici di agevole consultazione, con un inquadramento architettonico puntuale, comprensivo degli impianti molitori e idraulici, oltre che con riferimenti all’ambito paesaggistico e un corredo di documentazione fotografica di dettaglio.
Il programma della giornata intende offrire, nella prima parte, contributi di ampio respiro per una aggiornata cornice conoscitiva dei contesti: i mulini come rappresentazione della storia sociale e economica e i paesaggi d’acqua. Gli interventi permetteranno inoltre di delineare lo stato degli studi e di presentare alcuni meritori processi di valorizzazione in atto di questi manufatti, desunti sia dal panorama regionale che extraregionale.
Nella seconda parte dei lavori la parola passerà a esponenti di comunità attive sul fronte dei mulini storici e del loro studio, soggetti pubblici e privati conoscitori e interpreti autorevoli della storia e della “vita da mulini”, come emblematicamente richiama il titolo della sessione. Li vogliamo ringraziare fin d’ora: essi ci restituiranno sguardi, voci, esperienze e visioni che, con approcci molteplici, ci stimolano a convergere verso l’obiettivo condiviso di riconoscere i caratteri di autentica valorizzazione ( o piuttosto dovremmo parlare di patrimonializzazione?) di un patrimonio di terra e di acqua su cui occorre impegnarsi fin d’ora e nel prossimo futuro.
Cristina Ambrosini
Archeologa, dirigente responsabile del Settore Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna dal 2021, in precedenza ha ricoperto il ruolo di Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Bologna e per le Province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.
Membro ICOM Italia (International of Museums), dal 2011 è docente a contratto in Legislazione dei beni culturali all'Accademia di Belle Arti di Brera.
Ha al proprio attivo articoli e contributi di archeologia preromana e romana nell'ambito dell'Italia settentrionale, approfondimenti sull'archeologia preventiva e sui temi di valorizzazione e gestione dei beni culturali, acquisendo un profilo composito in materia di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, con incarichi svolti sia presso i musei civici che presso le strutture del Ministero della Cultura, in Piemonte, in Lombardia e Emilia-Romagna.
Le esperienze professionali maturate l'hanno vista impegnata sia in ambito museale che nel campo della tutela territoriale dei beni archeologici.
Segue e coordina progetti di sviluppo di reti museali territoriali e di gestione integrata del patrimonio culturale come responsabile del Settore, con particolare attenzione al tema dell'accessibilità e della digitalizzazione.
In questi anni è impegnata come responsabile del Settore Patrimonio culturale in alcuni investimenti PNRR inerenti da un lato la rigenerazione dei borghi e l’architettura rurale, dall’altro il censimento dei giardini storici per la loro tutela e valorizzazione.