Introduzione
Sono più di 300 i mulini storici recentemente catalogati su PatER, il portale che mette a disposizione online il Catalogo del patrimonio culturale dell’Emilia-Romagna. Il censimento su cui si basa la catalogazione è stato condotto nelle pianure e nelle valli delle province di Bologna, Modena e Reggio Emilia, in luoghi spesso remoti.
Il quadro d’insieme restituisce le forme architettoniche, le tecniche costruttive e le testimonianze di una cultura materiale e artigianale sviluppata nel tempo e tramandata nei diversi territori emiliani: una sapienza che ha permesso di macinare i frutti della terra (cereali, castagne e non solo), ma anche di sfruttare la forza dell’acqua per battere i tessuti e, in alcuni casi, per produrre energia elettrica.

I mulini storici su PatER
Il progetto di catalogazione è stato realizzato dal Settore Patrimonio culturale della Regione Emilia-Romagna in collaborazione con l’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione (ICCD) del Ministero della cultura, adattando la scheda per l’architettura rurale alla particolare tipologia costruttiva dei mulini.
Le schede descrivono lo stato di conservazione e la funzionalità attuale dei manufatti, il loro utilizzo e la loro accessibilità, con un’attenzione particolare al sistema di gestione dell’acqua motrice che - dai canali di carico, al bottaccio di raccolta delle acque - modella gli spazi esterni dei manufatti architettonici e ambientali, dialogando con il paesaggio circostante. Vengono inoltre fornite la cronologia e la bibliografia specifica per ogni bene rilevato, puntualmente mappato geograficamente e corredato da un ricco apparato fotografico e di immagini da drone.
La maggior parte dei mulini catalogati è a ruota orizzontale, con impianti molitori che nel 90 per cento dei casi sono interni alle strutture architettoniche, così da sfruttare anche getti d’acqua meno abbondanti e salti verticali più limitati. Non mancano tuttavia strutture a ruota verticale e si osservano anche sistemi più articolati di complessi rurali che integrano mulini di entrambi i tipi, a più salti, che si snodano lungo le valli.
La quasi totalità dei beni presenta, tuttora, alcuni degli elementi che caratterizzano la macchina molitoria e idraulica. La maggioranza dei mulini censiti, quando non in disuso, è stata trasformata in abitazione o in struttura di accoglienza. Uno su dieci è attualmente operante, mantenendo la sua funzione originaria grazie alla tenacia e allo spirito imprenditoriale di chi lo gestisce, ma anche grazie alla collaborazione tra soggetti diversi.
La catalogazione è l’esito di un lavoro effettuato all’interno dell’amministrazione regionale, con la collaborazione della società Minerva4Art, che ha curato in particolare il censimento sul campo e la relativa schedatura.
Approfondimenti
I mulini storici nel Catalogo regionale del patrimonio culturale - PatER
Crediti
Un particolare del mulino storico di Còrnola, borgo situato in località Niviano nel territorio di Pavullo nel Frignano (Modena) - foto Minerva4Art.
Ultimo aggiornamento: 09-12-2025, 09:32
