Introduzione
Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 tornano le “Giornate FAI di Primavera”, l’appuntamento che dal 1993 ha permesso a più di 13 milioni di visitatori di scoprire o riscoprire oltre 17.000 tesori di storia e di bellezza in tutto il Paese. In Emilia-Romagna, grazie alla disponibilità offerta da istituzioni pubbliche, proprietà private, volontarie e volontari del Fondo ambiente italiano si potranno visitare 53 luoghi con ingresso a contributo libero: saranno aperti palazzi, ville, chiese, monasteri, castelli, biblioteche, ma anche laboratori che tramandano tradizioni artigianali e artistiche uniche.

I luoghi
Sul territorio regionale che va da Rimini a Piacenza il FAI è rappresentato da 10 delegazioni, 12 gruppi con oltre 22.000 aderenti, 8 gruppi giovani e 4 gruppi ponte tra culture, che permetteranno per alcuni siti visite in lingua inglese, polacca, georgiana, russa, araba e ucraina. Le mete visitabili nel finesettimana scelto per questa trentaquattresima edizione si trovano:
- nel Bolognese / ad Argelato: Villa Talon; a Bologna: Chiesa di Santa Maria Incoronata, Complesso di San Giovanni in Monte, Palazzo Dall’Armi Marescalchi; a Budrio: Palazzo Bentivoglio Odorici; a Bagnarola di Budrio: Villa Ranuzzi Cospi; a Imola: Chiesa e Convento di San Giacomo Maggiore del Carmine, CIDRA - Centro imolese documentazione resistenza antifascista, ex Chiesa della Santissima Annunziata, Istituzioni riunite di Imola, Palazzo Dal Monte Casoni; a San Giovanni in Persiceto: Palazzo Bonfiglioli.
- nel Ferrarese / ad Argenta: una palazzina novecentesca e una casa d’aste; a Bondeno: Villa Pepoli-Spisani; a Codigoro: Pomposa “Chiesa e campanile - Una storia millenaria”; a Comacchio: Palazzo Bellini “Il racconto di un palazzo e di una famiglia”; a Ferrara: ex Chiesa di Santa Maria delle Grazie, Il Novecento ex Mercato ortofrutticolo di Ferrara, Palazzo Paradiso, Palazzo Todeschi.
- nel Forlivese-Cesenate / a Cesena: Chiesa di Santa Cristina; a Forlì: Monastero del Corpus Domini “La spiritualità della clausura”, San Pellegrino e Morgagni “Guarigione tra fede e scienza”; a Gambettola: Stamperia Pascucci, antica bottega artigiana; a Longiano: Fondazione Tito Balestra Castello Malatestiano; a Savignano sul Rubicone: Palazzo Vendemini.
- nel Modenese: a Concordia sulla Secchia: Palazzo Corbelli; a Fiorano Modenese: Villa Coccapani Pignatti Morano; a Formigine: Villa Clementina; a Guiglia: Castello di Guiglia; a Modena: Biblioteca Estense Universitaria.
- nel Parmense / a Busseto: Biblioteca del Monte di Pietà e Fondo Gesuitico, Palazzo Corbellini “Il Carteggio col Maestro”, Chiesa di Sant’Ignazio; a Parma: Conservatorio Arrigo Boito, Palazzo dei Ministeri “Tra storia e potere”, Palazzo Ducale del Giardino.
- nel Piacentino / a Piacenza: Monastero di San Sisto, Caserma Nicolai Secondo Reggimento Genio Pontieri; a Pianello Val Tidone: “Dall’oratorio di Case Gazzoli alla storia della Val Chiarone”; a San Giorgio Piacentino: Castello di San Giorgio, Chiesa di San Giorgio Martire, Rocca di San Giorgio Piacentino.
- nel Ravennate / a Cervia: Aeroporto di Cervia-Pisignano; a Faenza: Museo Carlo Zauli, Museo Ceramica Gatti, Museo Guerrino Tramonti; a Lugo: “Storia dell’abitare a Lugo, dal Neolitico all’Età moderna”; a Ravenna: Palazzo di Teodorico e Mosaici dell’area palaziale, Basilica di San Giovanni e Paolo; a Russi: “Russi Risorgimentale: Museo Civico e Chiesa di San Francesco”.
- nel Reggiano / a Gualtieri: Palazzo Bentivoglio e Museo Ligabue; a Reggio Emilia: ex Ospedale psichiatrico giudiziario, Hotel Posta e Gran Salone Tirelli.
Approfondimenti
Documenti
Ultimo aggiornamento: 11-03-2026, 15:53
