Introduzione
E' il ritorno alla bellezza e all’eleganza del progetto che nel 1931 Giulio Ulisse Arata aveva ideato per Giuseppe Ricci Oddi e la sua collezione privata. Il nuovo progetto di riqualificazione della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, ideato dallo studio milanese Lissoni & Partners e avviato nella primavera del 2025, ha riguardato gli oltre 1000 metri quadrati di superficie complessiva del museo e tutte le sue 22 sale.
Tra i principali interventi il restauro delle pareti e il rinnovamento delle infrastrutture espositive, il ripristino degli arredi antichi e delle proporzioni architettoniche di alcuni elementi, così come l’integrazione di nuovi totem informativi, dispositivi tecnici e audioguide, oltre allo sviluppo di una grafica coordinata.
Per celebrare il nuovo corso, la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi sarà aperta gratuitamente fino a domenica 3 maggio 2026 (compreso venerdì 1° maggio), secondo i consueti orari: martedì/mercoledì/giovedì dalle ore 9.30 alle 13.00, venerdì/sabato/domenica dalle ore 9.30 alle 18.00.


(nelle foto: Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, Piacenza ©️ outThere collective)
La storia
La Galleria nasce dalla trasformazione della raccolta privata di Giuseppe Ricci Oddi (Piacenza, 1868 – 1937) in Galleria aperta al pubblico, inaugurata nel 1931. La collezione è dapprima collocata nell’appartamento all’interno del palazzo di famiglia in via Poggiali, a Piacenza. Successivamente (intorno al 1924) Ricci Oddi decide di trasformare la sua raccolta in Galleria. Dopo aver cercato invano una sede adatta ad ospitarla, commissiona all’architetto Giulio Ulisse Arata un nuovo edificio costruito a proprie spese su un terreno messo gratuitamente a disposizione dal Comune di Piacenza. La Ricci Oddi è uno dei rari casi di museo dove contenuto e contenitore sono da subito strettamente legati.

(nella foto: Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, Piacenza ©️ outThere collective)
Fin dal principio, il percorso espositivo ha proposto una selezione delle opere della collezione, che muove dagli anni Trenta dell’Ottocento fino agli anni Trenta del Novecento, tenendo salda la matrice figurativa cara al fondatore Giuseppe Ricci Oddi, che prediligeva in particolare il genere del paesaggio e dei dipinti di figura.
Dopo i primi acquisti tra il 1898 e il 1899 - tra cui Pecore tosate (1885 ca) di Francesco Filippini e Dopo Novara (1884) di Gaetano Previati - la raccolta ha continuato ad arricchirsi, arrivando a contare oggi un patrimonio di 1184 opere, a fronte delle 546 presenti alla morte del fondatore. Circa 250 sono esposte lungo il percorso permanente, mentre oltre 800 sono custodite nei depositi, comprese le opere grafiche.

(nella foto: Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, Piacenza ©️ outThere collective)
Tra i capolavori più iconici figura il Ritratto di signora di Gustav Klimt, datato 1916-1917, opera al centro di una vicenda che ha segnato profondamente la storia del museo: la scoperta del sottostante Ritratto di ragazza, il furto nel 1997 e il misterioso ritrovamento nel 2019. Accanto a Klimt, la collezione conserva, tra le altre, opere fondamentali di Giuseppe Pellizza da Volpedo (Il roveto, 1900-1902 ca), Medardo Rosso (Ecce Puer, 1906), Amedeo Bocchi (La colazione del mattino, 1919), Felice Casorati (Donne in barca, 1933), Felice Carena (Quiete, 1921) e Federico Zandomeneghi (Place d’Anvers, 1880).

(nella foto: Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, Piacenza, Ritratto di signora di Gustav Klimt, ©️ outThere collective)
Il restauro
Il progetto di rinnovamento della Galleria Ricci Oddi si è sviluppato a partire da un’approfondita analisi storica e architettonica dell’edificio di Giulio Ulisse Arata, con l’intento di restituire coerenza agli spazi attraverso un linguaggio essenziale e contemporaneo, liberando l’impianto originario dalle stratificazioni incongrue.
L’intervento ha previsto la rimozione delle tappezzerie ammalorate e il risanamento delle superfici murarie, ora dotate di una finitura a calce e accompagnate da una palette cromatica neutra e calibrata, pensata per valorizzare le opere della collezione. Significativa l’introduzione di nuovi infissi interni, di un nuovo sistema di attaccaglie per i dipinti e di didascalie magnetiche bilingue italiano/inglese, che consentono la massima mobilità senza compromettere le pareti.
Elemento distintivo è il sistema di portali in metallo testa di moro che segna il passaggio tra gli ambienti, definendo un filo conduttore unitario insieme al disegno continuo del pavimento. Sono stati inoltre restaurati e ripensati gli arredi antichi, con il recupero della grande panca centrale e degli sgabelli appartenenti ai complementi originali, probabilmente realizzati su disegno dello stesso Arata. Le porte interne sono state riportate alle altezze originarie, ristabilendo le corrette proporzioni architettoniche.
Arredi, totem informativi e dispositivi tecnici, compresi l’impianto di diffusione audio e i basamenti delle sculture, sono stati integrati in modo coerente, con particolare attenzione al rapporto tra funzione ed estetica. Completa il quadro dei lavori il nuovo sistema di comunicazione grafica.
Infine, è stato messo a punto un nuovo servizio di audioguide in italiano e inglese, realizzato da Orpheo Audioguide.

(nella foto: Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, Piacenza ©️ outThere collective)
Il complesso intervento è stato reso possibile grazie al contributo di ventiquattro sostenitori tra aziende, associazioni di categoria e privati cittadini del territorio piacentino. Determinante il ruolo del presidente Massimo Toscani, promotore della raccolta fondi. I lavori si sono svolti sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza. Dal punto di vista progettuale, la riqualificazione degli interni si è avvalsa della collaborazione dello studio milanese Lissoni & Partners. Della direzione lavori e della progettazione esecutiva si è occupato lo Studio Milani Carini di Piacenza con il contributo dell'Architetto Ravazzani, mentre la direttrice della Galleria Lucia Pini ha coordinato le diverse fasi dell’intervento sul fronte museale e ha lavorato sul percorso espositivo. Di Ma:design, infine, la grafica coordinata.
Per approfondire
Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza
Ultimo aggiornamento: 04-05-2026, 11:21
