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Introduzione

Un percorso aperto, strutturato e costruito nel tempo, che mette al centro il confronto diretto con operatori, istituzioni e territori: è questa la cifra distintiva del lavoro avviato dalla Regione Emilia-Romagna per il varo di una nuova Legge Quadro sulla Cultura. Un’esperienza che, per ampiezza e metodo, si distingue nel panorama nazionale non solo per la portata della riforma, ma per il processo che la sta generando.

Il cammino ha preso avvio con il primo incontro, nell’ottobre 2025, del Forum permanente delle assessore e degli assessori alla cultura dell’Emilia-Romagna, che ha convocato oltre 300 amministratori locali, segnando l’inizio di un processo partecipato ampio e articolato. Il confronto è proseguito con la cabina di regia dell’Hub Cultura e Creatività, quindi con le associazioni di categoria, i sindacati, il Terzo settore e le tante realtà dello Spettacolo dal vivo, nonchè con incontri dedicati a Musei, Archivi e Biblioteche, Istituti storici. La prossima tappa è in programma il 5 maggio con gli operatori del Cinema e gli Enti partecipati. Il percorso si concluderà con un nuovo Forum degli assessori e delle assessore, momento di sintesi di un lavoro condiviso che tiene insieme territori e visione strategica.

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L’obiettivo è arrivare entro la fine dell’anno all’approvazione della prima legge quadro regionale sulla cultura, attraverso un confronto continuo che consenta di costruire un testo condiviso, capace di tenere insieme visione strategica e bisogni concreti del sistema culturale, di rafforzare il rapporto tra Regione ed enti locali e, allo stesso tempo, di semplificare l’impianto normativo e i procedimenti amministrativi, rendendoli più chiari e accessibili per chi opera quotidianamente nel settore.

Un’idea di cultura ampia e dinamica che intende potenziare lo spettacolo dal vivo, il cinema, la musica e la danza, valorizzare il patrimonio culturale e promuovere la rigenerazione urbana e territoriale a base culturale, sostenere la filiera del libro e dell’editoria regionale e investire nella promozione della lettura. Accanto a questo, si consolida l’impegno sulla memoria del Novecento, estendendo lo sguardo anche al XIX secolo, con particolare attenzione al Risorgimento e alla nascita del Tricolore, riconosciuti come radici profonde della democrazia italiana.

Le ragioni della riforma legislativa

Alla base del percorso c’è l’esigenza di aggiornare un sistema normativo stratificato in oltre vent’anni, per renderlo più coerente, organico e rispondente alle trasformazioni dell’ecosistema culturale regionale, nazionale ed europeo. La normativa attuale, infatti, si è sviluppata per interventi successivi, producendo nel tempo alcune disomogeneità e frammentazioni. Da qui la necessità di una complessiva razionalizzazione, attraverso l’abrogazione delle leggi precedenti e un riordino aggiornato.
Il nuovo impianto normativo nasce dunque con l’obiettivo di:

  • ricondurre a unità le diverse disposizioni;
  • offrire un quadro legislativo più semplice e leggibile;
  • garantire maggiore stabilità agli operatori;
  • rafforzare il ruolo della cultura come diritto e presidio democratico.

Non si tratta solo di un riordino tecnico, ma di una vera ridefinizione della funzione pubblica della cultura, riconosciuta come bene primario, fattore di cittadinanza e leva di sviluppo sociale ed economico

Il metodo

Elemento qualificante dell’intero percorso è la scelta di costruire la legge attraverso un confronto diretto e continuativo con il sistema culturale regionale. Gli incontri con gli operatori e i referenti dei servizi culturali regionali rappresentano momenti centrali di un processo partecipato strutturato, articolato in consultazioni, restituzioni e fasi di co-progettazione.

Il calendario stesso del percorso evidenzia questa impostazione:

  • una fase pubblica di consultazione fino a maggio;
  • il coinvolgimento del Consiglio delle Autonomie locali;
  • il passaggio in Giunta e poi in Assemblea legislativa;
  • fino all’approvazione dei programmi attuativi.

La partecipazione non è dunque solo un principio enunciato, ma una modalità operativa concreta, coerente con l’idea di cultura come “infrastruttura democratica”.

La nuova Legge Quadro: obiettivi e finalità

La nuova Legge Quadro propone una visione ampia e integrata delle politiche culturali. Tra le finalità principali emergono:

  • il rafforzamento della relazione tra cultura, welfare, educazione e sviluppo economico;
  • la valorizzazione della creatività contemporanea, dell’innovazione e della ricerca artistica;
  • il sostegno alla formazione artistica e professionale;
  • la promozione dell’accessibilità universale e della partecipazione culturale;
  • l’integrazione tra tradizione e nuovi linguaggi.

La cultura viene esplicitamente intesa come diritto universale e bene comune, capace di generare inclusione, coesione sociale e benessere individuale e collettivo.

Le modalità

Dal punto di vista strutturale, la legge si presenta come una vera “legge quadro”, articolata in sei titoli che coprono l’intero spettro delle politiche culturali: patrimonio, spettacolo dal vivo, cinema e audiovisivo, promozione culturale, memoria, enti partecipati e strumenti di programmazione.
L’impianto introduce:

  • un approccio unitario a tutte le attività culturali;
  • criteri omogenei per interventi e sostegni;
  • strumenti di programmazione pluriennale;
  • dispositivi di monitoraggio, come l’Osservatorio regionale.

Particolarmente rilevante è l’adozione di una logica “di filiera”, che considera in modo integrato produzione, distribuzione, formazione e fruizione culturale.

Le principali novità per il patrimonio, gli Istituti e i servizi culturali

La Nuova Legge Quadro:

  • Riunifica e aggiorna la normativa su musei, archivi, biblioteche;
  • Definisce gli istituti culturali con criteri omogenei e aggiornati;
  • Promuove e rafforza reti territoriali e cooperazione nell'ambito di un sistema culturale regionale integrato;
  • Sostiene qualità, digitalizzazione, accesso ai servizi;
  • Riconosce l'importanza del welfare culturale come modello integrato di benessere per la comunità.

In particolare:

  • Promuove la valorizzazione dei beni storici, artistici, architettonici, archeologici, paesaggistici, del patrimonio immateriale e delle culture popolari, nonché la valorizzazione delle espressioni dell'eredità culturale, dei paesaggi culturali e dei siti iscritti alla Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO;
  • Rende gli Ecosistemi digitali del patrimonio e degli istituti culturali accessibili e interconnessi.

Al via la consultazione pubblica: come partecipare

La Regione Emilia-Romagna apre al confronto con il sistema culturale e invita gli operatori della Cultura a partecipare alla fase pubblica di consultazione per la definizione della nuova Legge Quadro sulla Cultura. Si tratta di un passaggio strategico: la scelta istituzionale è quella di costruire la futura legge attraverso un dialogo diretto, continuo e strutturato con tutti i protagonisti del settore. 
I referenti dei servizi culturali sono invitati ad inviare osservazioni e suggerimenti via mail all’indirizzo  leggecultura@regione.emilia-romagna.itpossibilmente entro il 22 maggio 2026.
In allegato il testo contenente l’impianto e i contenuti della legge quadro a cui fare riferimento nell’oggetto della mail.



Documenti

Ultimo aggiornamento: 29-04-2026, 10:54