Introduzione
La Regione finanzia il restauro della "Venere che allatta Amore" del Guercino, oggi conservata nei Musei Civici di Cento. Si tratta di un intervento urgente per un’opera il cui stato di conservazione risultava critico ed era stato segnalato alla Regione (Settore Patrimonio culturale) dal Comune di Cento nel 2024, in occasione della ricognizione che ha coinvolto tutti i musei, le biblioteche e gli archivi dell'Emilia-Romagna.
Il piano 2025 della Legge regionale 18/2000 finanzia l’intervento (costo complessivo preventivato 25.000 euro) con il contributo interamente richiesto: 18.750 euro. La parte restante è a carico del Comune.

(Guercino, Venere che allatta Amore, Musei Civici di Cento. Foto Civica Pinacoteca il Guercino, Cento
L'opera
Il sopracamino “Venere allatta Amore” dalla “Camera della Venere” di Casa Pannini — affresco staccato, oggi presso i Musei Civici di Cento — è uno dei fulcri del ciclo giovanile di Guercino. Dopo lo strappo ottocentesco e successivi trasferimenti, l’opera è stata trasportata su tela e fissata per chiodatura a un telaio ad alveare in legno di abete. La situazione attuale è critica: lo strato pittorico è segnato da crettature diffuse, sollevamenti e semidistacchi; il supporto è gravemente deformato da precedenti rifoderi con doppie tele (cotone e canapa) e collanti sintetici non elastici né reversibili, stesi “a spessore” e responsabili di forti ritiri e irrigidimenti. Ulteriori fettucce applicate sul retro, adese con colle tenaci e disposte in modo irregolare, hanno aggravato i rigonfiamenti “a crociera” tra le maglie del telaio. Le indagini in luce UV e le prove di pulitura confermano vecchi fissativi/ritocchi e l’estensione del degrado. La stabilità dell’opera è compromessa e il rischio conservativo è elevato.
L'intervento di restauro si inserisce nell’attenzione che la Regione da alcuni anni sta riservando alle opere del pittore Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino e a Cento, la città che gli ha dato i natali.
“Ovunque si respira Guercino”: così si può sintetizzare il resoconto della sosta di Johann Wolfgang von Goethe a Cento e questa è la frase che è anche il titolo dell’iniziativa avviata nel 2022 dalla Regione Emilia-Romagna, di scoperta e valorizzazione di tutti quei luoghi emiliano-romagnoli che conservano le opere del maestro del Barocco, per celebrare e indagare a fondo questo magnifico pittore.
Importante episodio di questo progetto è l’ampliamento dell’esposizione della Pinacoteca di Cento negli spazi della chiesa di San Lorenzo che da settembre 2024 permette di fruire di altre venti grandi opere, la maggior parte inedite pale d’altare, a firma di Guercino e dei suoi allievi, che fino ad oggi erano nascoste all’occhio del pubblico perché custodite in sedi non visitabili. Di queste venti opere cinque provengono dalla Pinacoteca del Comune di Forlì, grazie ad un lodevole e virtuoso accordo tra i due Comuni, stimolato e accompagnato dal sostegno della Regione.
Tutti dipinti in grado di intrattenere un dialogo serrato con il patrimonio già in mostra nella Pinacoteca di Cento, nonché con altre opere ospitate dalla stessa chiesa di San Lorenzo.
Parole che guidano, immagini che parlano
Un ulteriore finanziamento regionale, sempre nell’ambito del Piano museale 2025 (L.R. 18/2000) e pari a 26.250 euro (per un costo complessivo di 35.000 euro), sostiene invece il progetto Parole che guidano, immagini che parlano, dedicato al miglioramento dei servizi di accoglienza, accessibilità e fruizione delle opere esposte in Pinacoteca, con nuovi strumenti di segnaletica, analogica e digitale rivolti a pubblici diversi.
Per approfondire
Ultimo aggiornamento: 19-01-2026, 15:38
