Introduzione
A Forlimpopoli (Forlì-Cesena), da sabato 27 giugno a domenica 5 luglio 2026, torna l’appuntamento con la “Festa Artusiana”. La trentesima edizione della rassegna, intitolata “Essere patrimonio”, è dedicata al riconoscimento che nel dicembre scorso l’UNESCO ha assegnato alla cucina italiana, iscritta nella “Lista del Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità”.
Il prestigioso traguardo è stato raggiunto anche grazie al contributo diretto di Casa Artusi, che ha curato e promosso il dossier di candidatura insieme all’Accademia italiana della cucina e alla rivista “La Cucina Italiana”, sotto la direzione scientifica di Massimo Montanari.

Gli eventi
Si apre il 27 giugno con una lezione magistrale dello stesso Montanari e si prosegue nei giorni successivi con conferenze, laboratori, dialoghi, spettacoli e degustazioni che attraversano i vari aspetti della gastronomia. In particolare, con Elisabetta Moro, componente dell’Assemblea della Commissione nazionale italiana UNESCO, si approfondirà il tema del patrimonio immateriale, discutendo di cosa significhi custodire e tramandare questa eredità.
Tra le conferenze serali si segnalano quelle sulla “Storie e stranezze del cibo”, con letture e performance di disegno dal vivo dell’illustratore Gabriele Pino, sulla “Cucina diasporica”, con Grazia Menechella e le scrittrici Gabriella Ghermandi e Gabriella Kuruvilla, e sulla cucina domestica sarda, con l’antropologa Alessandra Guigoni. Tra gli spettacoli l’omaggio doppio a Grazia Deledda e a Pellegrino Artusi, con Paola Contini e Paola Sabbatani.
Ogni sera, per tutta la durata della festa, Casa Artusi sarà aperta dalle 18 alle 23, con visite guidate al percorso museale, alla mostra fotografica “30 Tavole” e alla mostra-documentario “Passaggi”. Il programma è realizzato con il contributo del Comune di Forlimpopoli, dell’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna e della Direzione generale Biblioteche e Istituti culturali del Ministero della Cultura.
Casa Artusi
Riconosciuta dalla Regione Emilia-Romagna con il marchio “Case e studi delle persone illustri”, Casa Artusi è il nome della fondazione che dal 2007 mantiene in vita la memoria di Pellegrino Artusi, lo scrittore gastronomo ottocentesco a cui si deve “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, il libro di ricette più celebre della letteratura italiana.
Negli spazi restaurati dell’antico convento dei Servi di Maria, insieme a una scuola di cucina e a un ristorante, i visitatori trovano la biblioteca comunale che conserva i libri e le carte di Artusi e una stanza che, con arredi originali, rievoca la dimora in cui nacque, demolita negli anni Sessanta del Novecento nella piazza centrale del borgo.
Approfondimenti
Ultimo aggiornamento: 06-07-2026, 09:02
