Introduzione
Steve McCurry, uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea, pluripremiato con il prestigioso World Press Photo Award, il “Premio Nobel” della fotografia, è protagonista a Parma di una grande mostra allestita a Palazzo Pigorini. A curare l’esposizione è Biba Giacchetti, profonda conoscitrice del suo lavoro.




(Immagini dall'allestimento a Palazzo Pigorini)
Il percorso espositivo
La mostra presenta oltre 40 anni di carriera con immagini iconiche e scatti inediti. Le fotografie non seguono un criterio cronologico o geografico, ma sono accostate per affinità di soggetti, emozioni e atmosfere, cercando quei fili invisibili che legano persone e luoghi, anche lontanissimi tra loro.
Instancabile viaggiatore, McCurry ha fatto del movimento una filosofia di vita: «Il solo fatto di viaggiare e conoscere culture diverse mi dà gioia e una carica inesauribile».

(Angkor, Cambogia, 1999 ©Steve McCurry)

(Jodhpur, India, 2007 ©Steve McCurry)

(Kabul, Afghanistan, 1992 ©Steve McCurry)
L’allestimento evoca quel senso profondo di umanità che si respira in ogni scatto di McCurry. In mostra non mancano le sue immagini più celebri, come l’indimenticabile ritratto della ragazza afghana: scatti intensi dal Sud-Est asiatico, dalla Cina, dal Sud America e da molte altre parti del mondo. Ogni volto ritratto da McCurry è un concentrato di storie, emozioni, dolore, speranza, paura e bellezza. «Ho imparato a essere paziente. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te», racconta il fotografo.
La mostra è prodotta da ARTIKA, in collaborazione con Orion57 e il Comune di Parma.

(Peshawar, Pakistan, 1984 ©Steve McCurry)

(Nuristan, Afghanistan, 1990 ©Steve McCurry)
Informazioni
La mostra è aperta fino al 12 aprile 2026. Orari: me-gio-ve ore 10-13 e 14-19. Sa-do e festivi: ore 10-19. Per tutti i dettagli: sito web della mostra

(Srinagar, Kashmir, 1996 ©Steve McCurry)
Biografia
Nato a Philadelphia nel 1950, McCurry muove i primi passi come fotografo per un giornale locale. Dopo tre anni, intraprende un viaggio in India, da cui nasce il suo primo vero portfolio. La svolta arriva con il reportage sull’Afghanistan, che gli apre le porte delle più importanti riviste internazionali, come Time, Life, Newsweek, Geo e National Geographic. Inviato sui fronti più caldi del pianeta – da Beirut alla Cambogia, dal Kuwait all’ex Jugoslavia, fino di nuovo all’Afghanistan – McCurry ha sempre scelto di essere in prima linea, mettendo a rischio la propria vita pur di raccontare le conseguenze della guerra.
Membro dell’agenzia Magnum dal 1985 e vincitore di numerosi riconoscimenti fotogiornalistici, McCurry è autore di uno degli scatti più iconici della fotografia mondiale: il ritratto della ragazza afghana dagli occhi verdi, pubblicato sulle pagine di National Geographic e divenuto simbolo universale del conflitto.
Ultimo aggiornamento: 22-12-2025, 12:51
