Introduzione
A Piacenza è in mostra, direttamente dalla Galleria Borghese di Roma, un prestito eccezionale: La Sibilla cumana di Domenico Zampieri, detto il Domenichino, capolavoro del Seicento che incarna l'interpretazione classica e vibrante della profetessa. L'occasione è la mostra "Sibille. Voci oltre il tempo, oltre la pietra", in corso nella Cappella Ducale di Palazzo Farnese fino al 3 maggio 2026 e curata da Antonio Iommelli, direttore dei Musei civici di Palazzo Farnese.

(Domenico Zampieri detto Domenichino, Sibilla cumana, 1617, Galleria Borghese, Roma)
L'allestimento
Al centro dell’esposizione la Sibilla cumana del Domenichino del 1617, data attestata da una ricevuta di pagamento da parte di Scipione Borghese che, si ipotizza, possa aver in qualche modo suggerito l'iconografia. La Sibilla è ritratta con un turbante e alle sue spalle una viola da gamba. Il suo bel volto rivela chiari contatti con la scuola bolognese, mostrando lo sguardo tipico delle protagoniste di Guido Reni. Alle sue spalle, il paesaggio rivela precisi riferimenti simbolici, come l’alloro, albero sacro ad Apollo protettore delle arti, e la vite, che rimanda a Bacco, dio del vino e dell'ispirazione poetica, ma anche a Cristo la cui venuta fu preannunciata da una sibilla secondo l'interpretazione di Virgilio.
Dalla Sibilla cumana del Domenichino parte un'affascinante e complessa esplorazione della figura profetica femminile delle Sibille, nella storia dell'arte e nel legame indissolubile di queste figure con il patrimonio artistico della città, che arriva alla contemporaneità grazie alla presenza di otto sculture sibilline dell'artista piacentino Christian Zucconi.

(allestimento mostra)
L’accostamento con le sculture sibilline di Christian Zucconi, classe 1978, realizzate in travertino rosso persiano e ferro, non sono semplici accompagnamenti, ma rappresentano l'attualizzazione del mito attraverso un linguaggio scultoreo che ne esplora la dimensione psicologica e simbolica. Zucconi infatti ha curato interamente l’installazione, occupandosi della progettazione, dell’allestimento, delle luci e dell’opera sonora Versi sibillini con parole, composizione e musica dello stesso Christian Zucconi, voce e rumori di Greta di Lorenzo e percussioni di Gian Luca Capelli. Una traccia audio che guida il visitatore in una circolare ripetizione di eventi e suoni, un continuo susseguirsi di significati che estende il tema della profezia e del tempo al di là del visivo, completando il dialogo tra scultura, mito e modernità.

(Christian Zucconi, Madonna della febbre, particolare)

(Christian Zucconi, Madonna dell'assenza, particolare)

(Christian Zucconi, Sibilla del mattino)

(Christian Zucconi, Sibilla del ramo d'oro)

(Christian Zucconi, Canto delle foglie, particolare)
Sibille e Piacenza: un itinerario
Il progetto espositivo nasce dalla volontà di evidenziare l'importanza delle Sibille nel contesto piacentino, in particolare in riferimento al ciclo pittorico di Giovan Francesco Barbieri, detto il Guercino. Tra il 1626 e il 1627, il Guercino lasciò infatti una testimonianza fondamentale nella Cattedrale di Piacenza, dove affrescò il ciclo dei Profeti inserendo coppie di Sibille nelle lunette del tamburo. Quest'atto, che completava l'opera iniziata da Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone, testimoniava la rilevanza paritaria di queste figure profetiche nella cultura dell'epoca, rendendo Piacenza un luogo naturale per ospitare un'esposizione dedicata a questo tema.
Le Sibille, infatti, compaiono anche in altri due luoghi simbolo della città: nella cupola cinquecentesca di Santa Maria di Campagna, affrescata da Giovanni Antonio de' Sacchis, detto il Pordenone, e nella basilica di San Francesco, dove Giovan Battista Trotti, detto il Malosso, le inserì a coronamento della sua Incoronazione e Genealogia della Vergine Maria.
Tutte queste opere, unite, offrono un percorso che partendo da Piacenza e passando attraverso il Pordenone, il Malosso, il Guercino e il Domenichino, approda fino alla scultura e al suono contemporaneo di Zucconi, dimostrando la vitalità e la risonanza del mito sibillino come archetipo profetico universale che risuona attraverso i secoli.
La mostra è accompagnata da un testo critico che esplora il tema delle sibille dal mondo antico fino alla prima metà del Seicento. Dal titolo Sibille: mito, iconografia e visione profetica, di Antonio Iommelli, è edito da Nomos Edizioni e sarà presentato a febbraio 2026.
Informazioni
Sibille. Voci oltre il tempo, oltre la pietra
Ultimo aggiornamento: 16-01-2026, 11:52
