Introduzione
Arte tradizionale e giovani voci, arte contemporanea e la Scuola di Casablanca: composta da 54 nazioni, custode di incredibili risorse naturali, ricca di culture e tradizioni e culla dell’umanità, l’Africa continua a esercitare sull’universo interculturale e globale contemporaneo un fascino indiscutibile.
Negli spazi di Palazzo Gotico, uno dei più antichi edifici di Piacenza, la mostra Sguardi sull’Africa a cura di Paolo Giglio e Samuele Menin, attraverso 250 tra opere d’arte e manufatti, racconta la complessa e variegata produzione artistica africana.

(Pittura dal Marocco: Fatima Hassan El Farouj, Senza titolo, anni 2000. Olio su tela cm 100 x 140. Collezione Giglio)
La mostra
L'esposizione, allestita in un dispositivo spaziale unitario simile a un coro medievale, capace di valorizzare singolarità e risonanze reciproche, mette in dialogo opere provenienti da due importanti collezioni, – la Collezione Giglio di Paolo e Bruno Giglio e la Collezione54 di Rosario Bifulco – ed è organizzata in sezioni dedicate rispettivamente a oggetti e statue rituali, alla pittura marocchina degli anni Trenta e a opere di artisti africani contemporanei, sia emergenti sia già affermati, in un allestimento innovativo ideato da Studio Fosbury in dialogo con gli spazi storici.



(nelle foto, Installation view della mostra)
La sezione dedicata a Oggetti e Sculture di Culto comprende manufatti che non nascono per essere osservati ma utilizzati: maschere, statue, strumenti rituali, oggetti di arredo o di uso quotidiano, mediatori tra il visibile e l’invisibile, incarnazioni di funzioni precise che hanno a che fare con protezione, guarigione, fertilità, sapienza o identità, e un valore che non risiede nella bellezza formale ma nell’efficacia simbolica e spirituale. Fondamentali per molti artisti del Novecento – da Picasso a Brancusi, da Modigliani a Giacometti – come testimonianza di libertà formale e sintesi espressiva, gli oggetti di questa sezione, provenienti dalla raccolta del Prof. René Marcy dell’Università di Caen - Normandia, si distinguono per una straordinaria varietà ed esposti tutti insieme restituiscono a pieno il mosaico di culture in dialogo tra loro che è il continente africano.

(Coppia Maschile e femminile seduta, Dogon, Mali, XX Secolo)

(Contenitore rituale Mboko. Popolazione Luba, Repubblica Democratica del Congo. XX Secolo)
La sezione Scuola di Casablanca e Modernismo in Marocco comprende opere di Mohammed Ben Ali R’bati, Farid Belkaia, Ahmed Cherkaoui, Fatna Gbouri, Hassan El Glaoui, Jilali Gharbaoui, Fatima Hassan El Farouj, Mohamed Melehi, Mohamed Kacimi, Chaibia Talal e Jacques Majorelle. Si tratta di artisti che hanno cercato risposta a una comune domanda: come essere contemporanei senza rinunciare alla propria memoria visiva e simbolica? E se alcuni di loro, come gli appartenenti alla Scuola di Casablanca (Farid Belkahia, Mohamed Melehi), hanno definito un atteggiamento volto a costruire la modernità all’interno della tradizione, altri, come Chaibia Talal, Fatna Gbouri e Fatima Hassan El Farouj, hanno esplorato percorsi personali e istintivi, non meno innovativi. La scena marocchina del Novecento mantiene dunque, nel suo complesso, una comune tensione a trasformare memoria, esperienza e cultura visiva in linguaggio contemporaneo.

(Chaïbia Talal, Senza Titolo, anni 80. Colori a olio su tela, cm 80 x 80. Collezione Giglio)

(Farid Belkahia, Senza titolo (2). Tintura su pelle, montata su legno, 118 x 100 cm. Collezione Giglio)
La parte dedicata all’Arte Contemporanea Africana proveniente dalla Collezione 54, costruita in oltre trent’anni da Rosario Bifulco, comprende le opere di Kamudzengerere Admire, Bodo Amani, Patrick Bongoy, Wim Botha, Edson Chagas, Meschac Gaba, Maimouna Guerresi, Fathi Hassan, Pieter Hugo, Cyrus Kabiru, Bonolo Kavula, Abdoulaye Konaté, Teresa Kutala Firmino, Ibrahim Mahama, Zanele Muholi, Kelechi Charles Nwaneri, Chéri Samba, Barthélémy Toguo e Raymond Tsham.
Le opere esposte, che spaziano dalla pittura alla fotografia, dagli arazzi alle installazioni, documentano la molteplicità di posizioni, visioni e contesti che caratterizza oggi la scena africana, affrontando temi come il rapporto tra materia e memoria nelle opere tessili di Abdoulaye Konaté e Ibrahim Mahama, le questioni identitarie nelle fotografie di Cyrus Kabiru e Zanele Muholi, o il riuso e la trasformazione dei materiali nelle opere di Patrick Bongoy e Bonolo Kavula. Una sezione che restituisce un panorama dinamico, un campo di relazioni capace di costruire una nuova narrazione del presente.

(Barthelemy Toguo, Take my breath away, acquarello, 28 x 38 cm. Courtesy Collezione 54, Milano)

(Cheri Samba, Coperation Nord Sud, acrilico su tela 55 x 62 cm. Courtesy Collezione 54, Milano)
L’ultima sezione, Giovani Voci, con le opere di Ako Atikossie, Ibrahim Ballo, Soly Cissè, Binta Diaw, Adji Dieye, Victor Fotso Nyie, Francis Offman, Odinakachi Okoroafos e Pedro Pires, racconta una generazione di artisti giovani o giovanissimi le cui ricerche si fanno interpreti delle trasformazioni identitarie contemporanee e delle relazioni tra cultura africana, migrazioni e diaspora: una polifonia capace di ridefinire l’Africa di oggi.
Provenienti da contesti geografici e culturali diversi, molti segnati dall’esperienza della migrazione, questi autori raccontano la diaspora come spazio dinamico di scambio e trasformazione, in cui radici e cambiamento convivono e si rinnovano. Attraverso pittura, fotografia, scultura, installazione e pratiche d’archivio, gli artisti di questa sezione affrontano temi legati alla memoria, all’eredità coloniale e ai sistemi di rappresentazione che hanno contribuito a costruire narrazioni semplificate sull’Africa e le sue comunità.

(Ako Atikossie, L'Europa o l'assenza, 65x40x40 cm. Courtesy Nashira Gallery, Milano)

(Ibrahim Ballo, Le porteur de masque, Tecnica 1mista su tela, 45 x 85. Courtesy Trium Gallery, Monza)
Piacenza e l'Africa
Sguardi sull’Africa celebra anche il profondo legame tra Piacenza e l’Africa, nato negli anni Sessanta con la costruzione della Diga di Kariba sul fiume Zambesi, che vide coinvolta anche un’impresa locale, e tenuto vivo da figure di grande spessore umanitario come don Vittorio Pastori, fondatore del Movimento Africa Mission, che dagli anni Settanta porta aiuti concreti sul territorio, in particolare in Uganda.
Gli eventi
La mostra è accompagnata da un ricco programma di eventi collaterali, grazie alla collaborazione con la Cooperativa sociale Arti e Pensieri che dedicherà una particolare attenzione alla didattica, con laboratori per scuole, famiglie e adulti (partecipazione previa registrazione scrivendo a didattica@sguardisullafrica.it). La mostra sarà arricchita anche da incontri e tavole rotonde dedicati all’Africa contemporanea a cura di Mauro Molinaroli, e da spettacoli di danza, musica e teatro, a completare la rappresentazione di un continente in continua evoluzione.
Per tutti i dettagli: https://sguardisullafrica.it/
Informazioni
SGUARDI SULL'AFRICA
Palazzo Gotico, Piazza Cavalli, Piacenza
a cura di Paolo Giglio e Samuele Menin
1° marzo - 4 maggio 2026
apertura al pubblico: dal lunedì al venerdì 10.00-13.00; 15.00-18.00; sabato e domenica 10.00-19.00. Ingresso: gratuito
info@sguardisullafrica.it
Ultimo aggiornamento: 12-03-2026, 11:07
