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Introduzione

Alla morte del cardinale Rodolfo Pio (nipote di Alberto III e suo erede), avvenuta a Roma nel 1564, tra i beni inventariati per stabilire il patrimonio da inserire nel testamento è presente un oggetto strabiliante: “Una forma intiera di formaggio Parmigiano” il cui inserimento nell’inventario rende evidente che, allora come ora, un’intera forma di Parmigiano era un bene di valore considerevole. È anche da questa apparentemente insolita presenza tra i beni ereditari del nobile carpigiano che nasce l’idea dei Musei di Palazzo dei Pio di proporre la mostra “Non di solo pane. Cucina, tavola e cibo nel Rinascimento”, un viaggio nella “più antica delle arti e la più importante delle scienze”, come la definiva nel Settecento il gastronomo Jean Anthelme Brillat Savarin, tra ceramiche, utensili, opere d’arte, installazioni immersive e interattività, profumi e suoni che ricostruiscono ambienti, gesti e rituali della cucina rinascimentale. La mostra, promossa dal Comune di Carpi, si avvale del finanziamento della Regione Emilia-Romagna (LR 18/2000 - piano museale 2025).

Inaugurazione: sabato 28 marzo alle 17, alla presenza del sindaco di Carpi Riccardo Righi e dell’assessore alla Cultura Giuliano Albarani. Interviene Tommaso Lucchetti, docente di Storia e cultura dell’alimentazione e immagine del cibo nelle scienze gastronomiche all’Università di Parma. Presenta la mostra la direttrice dei Musei Manuela Rossi.

grafica della mostra

La mostra

Tra il Quattro e il Cinquecento cucina, tavola e cibo diventano uno dei contesti sociali e culturali sui quali si misurano l’importanza e l’autorevolezza di un signore e di una casata, in questo caso quella dei Pio. La mostra “Non di solo pane” racconta, appunto, tutto ciò che ruota intorno a cucina, tavola e cibo, che sono le tre sezioni in cui è articolata ma anche l’occasione per parlare di inclusione, perché per avvicinarsi alla cucina non serve alcuna formazione o conoscenza specifica ma solo curiosità; integrazione, perché le cucine, le tavole, i cibi rappresentano un argomento di dialogo tra persone che vengono da culture diverse; accessibilità, perché ciò che consideriamo scontato, come mettere un piatto a tavola due volte al giorno, non lo è per tutti e ovunque; consapevolezza, del fatto che il cibo, da cercare, preparare, mangiare, merita oggi più rispetto e cura. La mostra è anche l’occasione per valorizzare materiali come le ceramiche da tavola, la graffita carpigiana in particolare, che quantitativamente costituiscono il nucleo principale delle collezioni del Museo.

Alzata con uccellino, ceramica graffita carpigiana, fine XVI secolo

(Alzata con uccellino, ceramica graffita carpigiana, fine XVI secolo)

A condurre i visitatori alla scoperta del mondo rinascimentale del cibo sono tre guide d’eccezione, ricreati con l’intelligenza artificiale: i cuochi Bartolomeo Scappi, Cristoforo da Messisbugo e Bartolomeo Sacchi detto Platina che, insieme a Maestro Martino da Como, furono i cuochi più importanti dell’epoca, così celebri da essere ricordati nei secoli per i loro trattati gastronomici e l’influenza che ebbero sull’evoluzione della cucina europea.

Nella prima sezione, dedicata alla cucina, Bartolomeo Scappi, cuoco di papi e nobili, conduce il visitatore in una cucina rinascimentale carpigiana, illustrando gli utensili, tra i quali una rara e preziosa rotella tagliapasta del XVI secolo delle collezioni museali, e la gestione del fuoco. Sono cinque i temi presentati: pesare i cibi (grazie alla collaborazione con il Museo della Bilancia di Campogalliano), preparare, cuocere, conservare, riparare o buttare.

Bartolomeo Scappi, Opera, cucina, 1570

(Bartolomeo Scappi, Opera, cucina, 1570)

(Bilancione da Parmigiano, dettaglio, Museo della BIlancia, Campogalliano)

La seconda sezione è dedicata alla tavola: con la guida virtuale di Cristoforo da Messisbugo, per il quale “la bellezza della presentazione del cibo è quasi importante quanto il suo sapore”, si indaga un aspetto fondamentale della mensa rinascimentale grazie a una selezione di opere d’arte che portano, con un’installazione immersiva, a una tavola reale in cui sono apparecchiati vasellame, vetri, posate medievali e rinascimentali ella collezione del museo.

(Mattia Preti, La vendetta di Progne, 1640 circa, collezioni dei Musei di Palazzo dei Pio)

(Mattia Preti, La vendetta di Progne, 1640 circa, collezioni dei Musei di Palazzo dei Pio)

Infine, nella terza sezione, guidati da Bartolomeo Sacchi detto Platina, cuoco ma anche umanista e bibliotecario dello Stato Pontificio, si scopre quali cibi si mangiavano nel Rinascimento e a quali sapori erano abituati i palati dei ricchi convitati dei signori, ma anche cosa mangiavano i poveri. In questa parte del percorso la parte sensoriale è stimolata da profumi, suoni, fragranze, con postazioni interattive che consentono di approfondire alimenti che hanno attraversato la storia dell’uomo come il pane, la carne e il pesce, il formaggio, la frutta e la verdura e il vino.

sperone da pasta, bronzo, XVI secolo

(sperone da pasta, bronzo, XVI secolo)

In un percorso che integra storia, arte, cultura, scienza e tecnica, gastronomia, anche l’area dedicata ai più piccoli si muove tra esperienze di gioco e curiosità: con un occhio alla sostenibilità, bambini e bambine potranno diventare piccoli cuochi, imbandire una tavola, fare la spesa, ma anche cimentarsi con giochi interattivi, video e storie nella grande parete ludica del Museo.

Informazioni

La mostra “Non di solo pane. Cucina, tavola e cibo nel Rinascimento”, che propone anche un programma di visite guidate e laboratori per scuole e famiglie, è aperta fino al 10 gennaio 2027, il venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 18. Il martedì, mercoledì e giovedì, dalle 10 alle 13, su prenotazione, per gruppi e scuole.
Per tutti i dettagli: Sito web Palazzo dei Pio

Ultimo aggiornamento: 30-03-2026, 13:55