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Introduzione

Michelangelo Pistoletto ritorna a Palazzo Boncompagni dopo la mostra "Gregorio XIII e Michelangelo Pistoletto. Dal Rinascimento alla rinascita", che segnò nel 2021 l’apertura ufficiale del Palazzo alla città. Il nuovo progetto, a cura di Silvia Evangelisti, è molto ambizioso: non solo una retrospettiva di opere che seguono oltre sessant'anni di ricerca artistica, ma un dispositivo che parla dell'azione creativa e della sua capacità di mettere in relazione arte e società. "Pistoletto - scrive Silvia Evangelisti - porta l’intervento artistico nel campo d’azione della politica, impegnando l’arte, in ogni sua forma, in un’impresa sociale, culturale, economica che restituisce all’arte stessa un ruolo primario nella società contemporanea".

M. Pistoletto, il tavolo "Love Difference"  e il neon, 2010, Palazzo Boncompagni, Sala delle Udienze papali

(M. Pistoletto, il tavolo "Love Difference" e il neon, 2010, Palazzo Boncompagni, Sala delle Udienze papali)

La mostra

Cuore del progetto è il ritorno a Bologna, dopo vent’anni, del Tavolo Love Difference, collocato nella Sala delle Udienze Papali. L’opera è il simbolo del movimento "Love Difference – Movimento Artistico per una Politica InterMediterranea", fondato da Pistoletto nel 2002 e presentato alla Biennale di Venezia del 2003, quando l’artista ricevette il Leone d’Oro alla Carriera. Si tratta di un grande tavolo specchiante a forma di bacino del Mediterraneo, circondato da sedie provenienti dai Paesi che si affacciano su questo mare, attorno al quale si sono sviluppate nel tempo molte delle attività del Movimento.
Dopo Venezia, il tavolo è stato esposto nel 2004 a New York e Arles e nel gennaio 2005 a Bologna, come progetto speciale di Arte Fiera, su invito di Silvia Evangelisti. Il Manifesto di Love Difference “unisce l’universalità dell’arte all’idea di transnazionalità politica”, affermando che “una politica che porti ad ‘amare le differenze’ è vitale per lo sviluppo di nuove prospettive nell’intera compagine sociale”. Durante la durata della mostra il Tavolo è animato dalle Conversazioni intorno al tavolo Love Difference, un Public Program curato da Chiara Belliti.

Il percorso espositivo prosegue con opere e documenti che ripercorrono i momenti chiave del lavoro di Pistoletto: dall’esperienza di Lo Zoo (1968–70) opera fondativa dell’Arte Povera, a Il presente. Autoritratto in camicia, lavoro che anticipa i quadri specchianti, nucleo centrale della pratica di Pistoletto.
In dialogo con questi lavori è esposto il Manifesto dell’apertura dello studio alla collaborazione creativa nel 1967, documento che segna il passaggio dall’atelier come spazio privato a luogo di condivisione e produzione collettiva.

M. Pistoletto, Quadro da pranzo, 1965. Allestimento Loggia Palazzo Boncompagni)

(M. Pistoletto, Quadro da pranzo, 1965. Allestimento Loggia Palazzo Boncompagni)

Lungo la Loggia sono presentati il Quadro da pranzo, appartenente al ciclo degli Oggetti in meno, e quattro opere dedicate a diverse tradizioni religiose poste in dialogo tra loro. Il percorso si chiude con Il Mappamondo, che introduce il tema della dimensione globale della ricerca di Pistoletto.

M. Pistoletto, Mappamondo, 1966. Allestimento Loggia Palazzo Boncompagni

(M. Pistoletto, Mappamondo, 1966. Allestimento Loggia Palazzo Boncompagni)

Nelle tre nuove sale della Boncompagnina, un plastico, video e documenti d’archivio permettono al visitatore di entrare nella Cittadellarte , il laboratorio permanente fondato dall’artista nel 1994 a Biella, lungo il torrente Cervo, all'interno di una manifattura laniera divenuta "Cittadellarte- Fondazione Pistoletto", per mettere in relazione arte, economia, politica, educazione e ambiente attraverso pratiche operative.

Le sale adiacenti al Salone delle Udienze Papali ospitano una selezione di opere che mettono in tensione classicità e contemporaneità: la Venere degli stracci (1966), i lavori dedicati all’intelligenza artificiale (con la possibilità per il visitatore di realizzare un autoritratto virtuale) e un grande quadro specchiante inedito con una figura femminile che solleva il simbolo del Terzo Paradiso, opera che Palazzo Boncompagni ospita da anni in forma permanente e costituisce il fulcro teorico dell’intero progetto. Formato da tre cerchi, indica la fusione fra il primo e il secondo paradiso. Il primo è quello in cui gli esseri umani erano totalmente integrati nella natura. Il secondo è il paradiso artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana, fino alle dimensioni globali raggiunte oggi con la scienza e la tecnologia. Il Terzo Paradiso è la terza fase dell’umanità, che si realizza nella connessione equilibrata tra l’artificio e la natura.
Il Terzo Paradiso assume forma concreta e operativa attraverso le attività di Cittadellarte e della sua rete globale, fatta di Ambasciate, Forum e Cantieri, e centinaia di partner.

(Venere degli stracci, 1967-2022. Allestimento a Palazzo Boncompagni)

(Venere degli stracci, 1967-2022. Allestimento a Palazzo Boncompagni)

M. Pistoletto, Terzo Paradiso, allestimento permanente Loggia Palazzo Boncompagni

(M. Pistoletto, Terzo Paradiso, allestimento permanente Loggia Palazzo Boncompagni)

Informazioni

La mostra è aperta fino al 3 giugno 2026 a Palazzo Boncompagni (via del Monte 8, Bologna). Orari:
Dal martedì al giovedì: 15.30-18.30;
Dal venerdì alla domenica: 10-13, 15.30-18.30.
Chiuso lunedì
Per ulteriori dettagli: sito web Palazzo Boncompagni

Michelangelo Pistoletto. foto di Alessandro Sartori

(Michelangelo Pistoletto. Foto di Alessandro Sartori)

Ultimo aggiornamento: 10-04-2026, 09:51