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Introduzione

John Giorno (New York, 1936 - 2019), nato il 4 dicembre 1936 da una famiglia di origini italiane, è una figura cardine della New York d’avanguardia. Poeta, artista e attivista, Giorno ha attraversato oltre sessant'anni di storia e cultura trasformando la parola in esperienza e forma d’arte, facendo della poesia un corpo vivo, un gesto capace di abitare luoghi inattesi, dalle strade alle linee telefoniche.
Le sue amicizie e collaborazioni con alcune delle figure più significative di quegli anni, tra cui Andy Warhol, Robert Rauschenberg, William Burroughs, John Cage e Patti Smith, e la fondazione, nel 1965, della Giorno Poetry Systems - la piattaforma no-profit che ha rivoluzionato la diffusione della poesia intrecciandola con musica, arti visive, impegno politico e pratiche comunitarie - testimoniano l’impatto che Giorno ha avuto nella storia dell’arte.
A questa tensione performativa si intrecciano in modo decisivo il suo impegno politico - in particolare all’interno della comunità LGBTQ+ e durante l’emergenza dell’AIDS negli anni Ottanta, periodo in cui fondò l' AIDS Treatment Project - e la sua adesione al buddhismo tibetano, che introduce nella sua opera una profonda dimensione meditativa.

John Giorno with Dial-A-Poem, 1970 courtesy of Giorno Poetry Systems

(John Giorno with Dial-A-Poem, 1970 courtesy of Giorno Poetry Systems)

John Giorno performance, 1979, Photo by James Hamilton courtesy of Giorno Poetry Systems

(John Giorno performance, 1979, Photo by James Hamilton courtesy of Giorno Poetry Systems)

La mostra

Ad aprire il percorso espositivo, nella Sala delle Ciminiere del MAMbo, sono i colorati estratti delle sue poesie riprodotti su diversi supporti. Partiamo con i fiori: Perfect Flowers è una serie di tele dai colori vibranti che riportano alcuni versi dedicati ai fiori e alle loro qualità. Ricorrenti nelle sue poesie, come nella sua celebre poesia Welcoming the Flowers (2004), i fiori costituiscono per Giorno un serbatoio di metafore attraverso cui esplorare i cicli di vita, morte e reincarnazione, la trasformazione incessante delle cose e le gioie dell’amore, della sessualità e dell’attivismo politico.
Epicentro della mostra è Dial-A-Poem, l'iconica opera interattiva con cui l’artista ha reso fruibili al pubblico, attraverso un numero di telefono da comporre, le registrazioni delle voci di poeti, artisti, musicisti e attivisti intenti a leggere le proprie composizioni. Il progetto pioneristico che trasformò il telefono in uno strumento di diffusione poetica su larga scala fu originariamente prodotto nel 1969 e presentato successivamente nel 1970 nella mostra Information al MoMA – Museum of Modern Art di New York. L'opera divenne un lavoro emblematico dell’arte concettuale partecipativa, ampliandosi negli anni fino a raccogliere 282 registrazioni di 132 autori, tra cui Patti Smith, Allen Ginsberg e Amiri Baraka, e generando edizioni internazionali in diversi Paesi come Dial-A-Poem France, Dial-A-Poem Mexico, Dial-A-Poem Brazil, Dial-A-Poem Thailand, Dial-A-Poem Switzerland.

Veduta di allestimento, Sala delle Ciminiere, Courtesy MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna | Settore Musei Civici | Comune di Bologna, Foto di Ornella De Carlo

John Giorno, Dial-A-Poem (2012 version), 1968-2012, Telephone, soundfile player with 200 digitally recorded poems from 80 poets, courtesy of Giorno Poetry Systems

(John Giorno, Dial-A-Poem (2012 version), 1968-2012, Telephone, soundfile player with 200 digitally recorded poems from 80 poets, courtesy of Giorno Poetry Systems)

In occasione di John Giorno: The Performative Word, nasce la versione italiana dell’opera ideata appositamente per il MAMbo, Dial-A-Poem Italy, che ha visto il coinvolgimento di oltre trenta poete e poeti italiani contemporanei, selezionati da Caterina Molteni, curatrice del museo, che hanno prestato la voce al progetto sonoro che conduce il pubblico nel cuore pulsante della visione di Giorno. Tra questi, ricordiamo Antonella Anedda, Domenico Brancale, Milo De Angelis, Valerio Magrelli e Patrizia Valduga. Come nell’opera storica, anche nella sua versione italiana l’ascolto rimane imprevedibile: una chiamata, una voce inattesa, un frammento poetico che trasformano l’esperienza in una performance privata.
Un nuovo numero telefonico +39 051 0304278 è attivato in occasione della mostra ed è raggiungibile gratuitamente ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette, da chiunque.

YOU GOT TO BURN TO SHINE, 1989. Acrylic on Viynl. 48x48 inches. courtesy of Giorno Poetry Systems

(YOU GOT TO BURN TO SHINE, 1989. Acrylic on Viynl. 48x48 inches. courtesy of Giorno Poetry Systems)

BAD NEWS IS ALWAYS TRUE, 2015, acrylic on canvas, 40 x 40 inches courtesy of Giorno Poetry Systems

(BAD NEWS IS ALWAYS TRUE, 2015, acrylic on canvas, 40 x 40 inches courtesy of Giorno Poetry Systems)

Il percorso prosegue con una sezione dedicata ai materiali d’archivio a cura di Nicola Ricciardi con la collaborazione di Eleonora Molignani, e con un allestimento progettato da EX. (Andrea Cassi, Serena Giardina e Michele Versaci): poster, lettere, libri e contratti, in alcuni casi mai esposti, tracciano l’evoluzione della traiettoria di John Giorno tra arte e attivismo e mettono in relazione la sua esperienza con quella di altri artisti.

A evocare il profondo legame umano e artistico che unì Giorno all’artista svizzero Ugo Rondinone, compagno del poeta fino alla sua scomparsa, è la video-installazione di Rondinone THANX 4 NOTHING, in cui l’artista ritrae Giorno mentre recita l’omonima poesia su un palcoscenico. Il lavoro mette in risalto l’energia dell’artista grato per “tutto e tutti”: per gli amori e le perdite, per i nemici e gli amici, per gli sconforti e per l’accettazione spirituale.

In mostra Vinyl Paintings, realizzati nel 1989, in cui i testi oscillano tra lo slogan e il mantra buddhista, rivelando le molteplici influenze che Giorno ha assorbito nella sua pratica. Nei Black & White Paintings, avviati nel 2010, la parola assume un tono più categorico grazie al contrasto netto tra i due colori e alla brevità delle frasi selezionate: il loro impatto visivo ed espressivo trasforma i versi in oracoli, incisivi, perturbanti e contraddittori. Una selezione di Works on Paper introduce una presenza più delicata, fatta di sfumature ad acquerello e grafite attraverso cui l’artista sperimenta nuove modulazioni del testo.

(Veduta di allestimento, Sala delle Ciminiere, Courtesy MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna | Settore Musei Civici | Comune di Bologna, Foto di Ornella De Carlo)

(Veduta di allestimento, Sala delle Ciminiere, Courtesy MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna | Settore Musei Civici | Comune di Bologna, Foto di Ornella De Carlo)

(Veduta di allestimento, Sala delle Ciminiere, Courtesy MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna | Settore Musei Civici | Comune di Bologna, Foto di Ornella De Carlo)

Alcune Early Prints, realizzate tra il 1968 e il 1974, dialogano con le altre opere in mostra: in queste stampe Giorno intreccia testi politici ed erotici, tratti da giornali e riviste, ai suoi componimenti originali, costruendo sequenze che cuciono l’esperienza personale al panorama sociale e politico di quegli anni e dando forma alla voce aperta di un “io” collettivo. Ad accompagnare i testi, in mostra anche una serie di video-installazioni realizzate in collaborazione con Ugo Rondinone in occasione della mostra I ♥ John Giorno al Palais de Tokyo di Parigi nel 2015. Ogni installazione si compone di due schermi verticali che riproducono la voce di Giorno mentre il testo della poesia si colora gradualmente.

A chiudere il percorso una selezione di Rainbow Paintings, che associano ai versi dell'artista colori vibranti che fanno eco alla bandiera arcobaleno delle comunità LGBTQIA+, per le quali Giorno si è battuto come attivista per tutta la vita.

LIFE IS A KILLER, 1989. Acryclic on Viynl. 48x48 inches courtesy of Giorno Poetry Systems

(LIFE IS A KILLER, 1989. Acryclic on Viynl. 48x48 inches courtesy of Giorno Poetry Systems)

Ad accompagnare la mostra una monografia edita da Mousse Publishing. Il volume raccoglie un’ampia selezione di materiali d’archivio e testi di Lorenzo Balbi, curatore della mostra, di  Drew Sawyer, curatore del Whitney Museum of American Art (New York), del poeta Kyle Dacuyan e del curatore Nicola Ricciardi, oltre a un’inedita intervista tra Ugo Rondinone e Laura Hoptman, che insieme offrono approfondite prospettive interpretative sull’opera di Giorno.

Il commento

«John Giorno ha incarnato, come pochi altri, la possibilità di una poesia che si fa esperienza del mondo, che abita il corpo, la voce e lo spazio, aprendosi alle forme e ai linguaggi dell’arte contemporanea. La sua opera, oggi riconosciuta come una delle più influenti e trasversali del secondo Novecento, si situa al crocevia tra parola e immagine, suono e gesto, spiritualità e cultura pop, costruendo un universo estetico e performativo che ancora risuona con sorprendente attualità» Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo e curatore della mostra.

(LIVING IN YOUR EYES, 2015, acrylic on canvas, 48h x 48w in_ courtesy of Giorno Poetry Systems

(LIVING IN YOUR EYES, 2015, acrylic on canvas, 48h x 48w in_ courtesy of Giorno Poetry Systems)

Informazioni

La mostra al MAMbo è realizzata in collaborazione con Giorno Poetry Systems e con il supporto della Galleria Thomas Brambilla.
Orari di apertura
Martedì e mercoledì ore 14.00 – 19.00
Giovedì ore 14.00 – 20.00
Venerdì, sabato, domenica e festivi ore 10.00 – 19.00
https://www.museibologna.it/mambo/

Ultimo aggiornamento: 19-02-2026, 14:23