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Introduzione

Dal 23 maggio al 13 settembre 2026 Casa Morandi del Settore Musei Civici del Comune di Bologna e Casa Museo di Giorgio Morandi del Comune di Grizzana Morandi ospitano le due mostre dell'artista Evgeny Antufiev (1986, Kyzyl) Luce che proietta ombra / Light Casts Shadow e Luce congelata / Frozen Light.
Il progetto concepito da Antufiev per Casa Morandi a Bologna e per quella di Grizzana non vuole essere un omaggio a Giorgio Morandi, nemmeno una rilettura filologica della sua arte, ma un dialogo costruito sull’incompatibilità, sulla distanza, sull’impossibilità stessa di una conciliazione tra i due artisti. Le due mostre, curate da Lorenzo Balbi, non cercano un terreno comune, sono come «due poli della stessa sfera», scrive Antufiev, «opposti, ma non per questo meno connessi» . Antufiev rifiuta così ogni facile parallelismo. Le analogie esteriori - i vasi, gli oggetti, la natura morta e la composizione - vengono immediatamente dichiarate insufficienti, quasi fuorvianti. La vera prossimità tra i due artisti non si trova nella superficie delle forme, ma nella radicalità con cui entrambi interrogano il rapporto tra materia e presenza, tra visibile e invisibile, tra tempo e memoria.

Evgeny Antufiev, Untitled, 2026, Bronzo, 50 x 20 x 20 cm. Courtesy l’artista, z2o Sara Zanin (Roma) ed Emalin (Londra). Foto di Carlo Favero

(Evgeny Antufiev, Luce che proietta ombra, Untitled, 2026, Bronzo, 50 x 20 x 20 cm. Courtesy l’artista, z2o Sara Zanin (Roma) ed Emalin (Londra). Foto di Carlo Favero)

Luce congelata / Frozen Light a Grizzana

A Grizzana, nella casa dove Morandi trascorse lunghi periodi della propria vita (Località Campiaro, 115), Antufiev realizza Luce congelata / Frozen Light, un intervento diffuso che si insinua con estrema discrezione negli ambienti domestici, quasi evitando deliberatamente l’idea di installazione. Ogni oggetto sembra appartenere già alla casa, come se fosse rimasto lì per decenni, emerso lentamente dalla stessa polvere che ricopre i mobili, i tavoli, i vetri e i libri.
L'inaugurazione è prevista per sabato 23 maggio 2026, alle 18

La Casa Museo possiede una qualità rara: non è semplicemente un luogo conservato, ma uno spazio in cui il tempo sembra essersi contratto. Tutto appare ancora abitato da una presenza silenziosa. Antufiev comprende immediatamente questa natura profondamente emotiva della casa e decide di lavorare non per contrasto spettacolare ma per sottrazione e sedimentazione. L’alluminio diventa il materiale centrale dell’intervento proprio per la sua capacità di riflettere la luce in modo opaco, attenuato e polveroso. Non la brillantezza del metallo industriale, ma una luminosità fragile, quasi domestica, affine alla luce lattiginosa che attraversa le stanze di Morandi a Grizzana. Accanto all’alluminio compaiono l’argento, il piombo, il bronzo, i lapislazzuli. Materiali che appartengono contemporaneamente alla dimensione dell’ornamento, del rito e dell’archeologia.

Antufiev costruisce vasi, composizioni, fiori secchi, oggetti sospesi tra reliquia e natura morta. Alcuni sembrano frammenti provenienti da una civiltà sconosciuta; altri evocano direttamente dettagli intimi degli spazi quotidiani vissuti da Morandi: la candela sciolta nella stanza delle sorelle, i fiori essiccati, i piccoli oggetti accumulati da Morandi nel corso degli anni. Ma nulla viene trasformato in citazione nostalgica. Ogni elemento mantiene una propria opacità simbolica, come se custodisse un significato impossibile da decifrare completamente.
In questo senso Luce congelata / Frozen Light è una mostra sul tempo immobilizzato. Non sul tempo storico, ma sul tempo emotivo: il tempo della memoria, della permanenza, dell’assenza. Antufiev sembra riconoscere nella casa di Morandi una forma di malinconia trattenuta, una spiritualità silenziosa che attraversa ogni stanza. Le sue opere non interrompono questo equilibrio; vi si depositano sopra con delicatezza rituale, come presenze minime capaci di modificare impercettibilmente la percezione dello spazio.
Anche la scelta di eliminare quasi completamente gli apparati didascalici risponde a questa logica. Il visitatore non viene guidato da un percorso esplicativo tradizionale, ma invitato a entrare nella mostra come si entra in una casa ancora abitata: osservando lentamente, cogliendo dettagli, costruendo connessioni intime e personali.

La mostra è aperta il sabato e la domenica dalle ore 15 alle 18. Ingresso 5 euro (ridotto 3 euro). Fino al13 settembre 2026
www.casamuseomorandi.it

(Evgeny Antufiev, Luce che proietta ombra, Untitled, 2026, Bronzo, 40 x 30 x 30 cm. Courtesy l’artista, z2o Sara Zanin (Roma) ed Emalin (Londra). Foto di Carlo Favero)

(Evgeny Antufiev, Luce che proietta ombra, Untitled, 2026, Bronzo, 40 x 30 x 30 cm. Courtesy l’artista, z2o Sara Zanin (Roma) ed Emalin (Londra). Foto di Carlo Favero)

Luce che proietta ombra / Light Casts Shadow a Bologna

Se Grizzana è il luogo della luce trattenuta, Bologna diventa invece il luogo dell’ombra. In via Fondazza, Antufiev presenta Luce che proietta ombra / Light Casts Shadow a partire non dalla pittura di Morandi, ma dalle sue incisioni. È una scelta decisiva. Nelle acqueforti morandiane, infatti, la morbidezza atmosferica della pittura lascia spazio a una linea dura, nervosa, tagliente. Una linea che scava, incide, costruisce tensioni improvvise. Antufiev riconosce in questa dimensione grafica una presenza inattesa di oscurità, una vibrazione inquieta che sembra contraddire la calma apparente dell’opera pittorica.

Evgeny Antufiev, Luce che proietta ombra, Untitled, 2026. Mosaico, due elementi, ciascuno 195.2 x 79,6 x 4cm

(Evgeny Antufiev, Luce che proietta ombra, Untitled, 2026. Mosaico, due elementi, ciascuno 195.2 x 79,6 x 4cm. Courtesy l’artista, z2o Sara Zanin (Roma) ed Emalin (Londra). Foto di Carlo Favero)

Da questa intuizione nasce un secondo corpo di lavori, composto da mosaici e sculture realizzati in parte insieme al suo collaboratore Lyubov Nalogina. Qui il peso diventa elemento centrale. Se la pittura di Morandi appare immateriale, quasi fatta d’aria e polvere, le opere di Antufiev rivendicano una gravità fisica e simbolica. Bronzo, pietra, mosaico, superfici dense e opache costruiscono un universo che sembra provenire da un tempo arcaico, funerario, rituale. Ma proprio questa opposizione radicale genera il dialogo più fertile. Antufiev evita accuratamente ogni armonizzazione estetica. Non cerca di emularne lo stile, né di inserirsi mimeticamente nel suo ambiente. Al contrario, porta dentro lo spazio una tensione estranea, una materia oscura che permette di guardare Morandi da un punto di vista inatteso. Le sue opere funzionano come controfigure simboliche: se Morandi dissolve il peso nella luce, Antufiev restituisce alla materia tutta la sua gravità. Se Morandi tende verso l’essenzialità, Antufiev si dirige nella direzione contraria.
L’incontro con Morandi non produce quindi reverenza ma attrito, non genera imitazione ma trasformazione reciproca. Guardando le opere di Antufiev comprendiamo qualcosa di nuovo su Morandi; guardando Morandi attraverso Antufiev percepiamo improvvisamente la presenza dell’ombra dentro la luce, della tensione dentro il silenzio, della materia dentro l’etere.
Forse è proprio questo il punto più profondo del progetto: mostrare come il dialogo tra opere non avvenga mai per rassomiglianza, ma per differenza. L’arte autentica non conferma, destabilizza. Non illustra, apre possibilità inattese di percezione. In questa distanza apparentemente incolmabile tra Morandi e Antufiev emerge allora una forma rara di prossimità: quella tra due artisti che, pur parlando linguaggi radicalmente differenti, condividono la stessa necessità assoluta di interrogare il mistero della presenza delle cose nel mondo

La mostra è aperta in Via Fondazza 36 con ingresso gratuito.
Sabato: ore 14.00 - 17.00
Domenica: ore 10.00 - 13.00 e 14.00 - 17.00
Sabato 23 maggio 2026 (Notte Europea dei Musei): ore 10.00 – 22.00
Orari di apertura estivi a partire dal 27 giugno 2026:
Sabato e domenica: ore 15.00 - 19.00

Evgeny Antufiev, Luce che proietta ombra, Untitled, 2026. Mosaico, 126 x 46,6 x 4 cm. Courtesy l’artista, z2o Sara Zanin (Roma) ed Emalin (Londra). Foto di Carlo Favero

(Evgeny Antufiev, Luce che proietta ombra, Untitled, 2026. Mosaico, 126 x 46,6 x 4 cm. Courtesy l’artista, z2o Sara Zanin (Roma) ed Emalin (Londra). Foto di Carlo Favero)

Biografia dell'artista

Evgeny Antufiev (nato nel 1986 a Kyzyl, Repubblica di Tuva) è un artista contemporaneo russo laureato all’Istituto di Arte Contemporanea di Mosca nel 2009. La sua ricerca artistica si è sviluppata fin dagli esordi attorno all’uso di materiali non convenzionali e “organici” come ossa, capelli, denti e pelle, attraverso i quali esplora i temi dell’immortalità delle forme, della trasformazione della materia e dei riferimenti a pratiche sciamaniche della sua regione d’origine e ad antiche culture arcaiche.
Ha esordito tra il 2008 e il 2009 con la mostra personale Objects of Protection a Mosca, che ha definito il suo linguaggio artistico iniziale e gli è valsa il premio “Young Artist – Project of the Year” del Premio Kandinsky. Negli stessi anni ha partecipato a numerose mostre collettive e personali tra Mosca e San Pietroburgo, consolidando rapidamente la sua presenza nella scena artistica russa. Nel 2011 ha attirato l’attenzione internazionale grazie alla mostra Ostalgia al New Museum di New York, evento che lo ha portato a collaborare con il collezionista Luigi Maramotti. Questo ha dato origine a importanti esposizioni in Italia, tra cui la personale presso la Collezione Maramotti a Reggio Emilia nel 2013. Successivamente ha esposto in musei e gallerie tra Russia, Italia e Europa, partecipando anche alla Biennale Manifesta 11 nel 2016. (testo tratto dal sito del Museo Morandi di Bologna)

Ultimo aggiornamento: 27-05-2026, 14:33