Introduzione
Giovannino Guareschi fotografo...e che fotografo! All'APE Parma Museo, centro culturale ed espositivo della Fondazione Monteparma, la mostra "Giovannino Guareschi fotografo. Uno sguardo d’autore in bianco e nero" (inaugurazione 1 aprile, ore 17.30. Fino al 28 giugno 2026) offre l'occasione unica di ammirare il fare creativo dell'artista nel periodo interessato dalla sua produzione/pratica fotografica, che va dal 1934 al 1956, con un’interruzione di quasi due anni (1943-45) di internamento militare e di altri due anni (1954-55) di carcerazione.
La mostra trae ispirazione dall’omonimo volume Giovannino Guareschi fotografo. Uno sguardo d’autore in bianco e nero, di Giuseppina Benassati e Roberta Cristofori, con presentazione di Gino Ruozzi e un’intervista ad Alberto Guareschi (Monte Università Parma Editore), attingendo dai materiali conservati presso l’Archivio di Roncole Verdi.

(Locandina della mostra)
Guareschi fotografo
Parlare di Guareschi fotografo significa innanzitutto chiarire cosa non è: non è un dilettante, non è un professionista, non è un cultore della bella immagine realizzata a regola d’arte, non è seguace di nessuna tendenza artistica o estetica. È un outsider perché non è un fotografo in senso stretto ma un creatore di immagini in senso onnicomprensivo.

(Giovannino Guareschi, Lungolago (Iseo), 1941 © Archivio Giovannino Guareschi)
La fotografia di Guareschi è qui proposta non tanto come attività autonoma ma soprattutto come tessera di un mosaico creativo eterogeneo composto di tasselli interdipendenti l’uno dall’altro. Al di là del mezzo che utilizza – fotocamera, disegno, ma anche scrittura – l’Autore risponde solo al proprio personalissimo sguardo, un insieme di curiosità, profonda cultura umanistica, ricchissima cultura visiva, geniale immaginazione, spesso declinata in una vena di irresistibile comicità.

(Giovannino Guareschi, Campo di grano, 1941 © Archivio Giovannino Guareschi)

(Giovannino Guareschi, Casa che parla - “Al fotografo vino cattivo” (Strada Provinciale per Iseo, Brescia), 1941 © Archivio Giovannino Guareschi)
La scelta di realizzare un’esposizione attraverso riproduzioni digitali a stampa di fotografie analogiche e disegni autografi è motivata dalla duplice volontà di tutelare gli originali e di agevolare la lettura attraverso ingrandimenti. L’Autore, infatti, essendo totalmente lontano dall’intento di creare belle fotografie da fruire come opere attraverso stampe accurate, ha lasciato solamente negativi e piccole stampe a contatto, né ha mai pensato di misurarsi con la sfida della camera oscura.
Questo suo approccio ha suggerito di privilegiare il suo sguardo, il suo pensiero sull’immagine fotografica, piuttosto che la fisicità dell’esito del suo fare: tante piccole fotografie che si aggiungono allo straordinario “magazzino”, reale e mentale, dei molteplici prodotti della sua creatività.

(Giovannino Guareschi, Sesto Calende, 1941 © Archivio Giovannino Guareschi)
L'allestimento
La mostra si snoda attraverso un percorso articolato in nuclei tematici, dove l’originalità del segno iconografico, che si tratti di fotografie o di disegni (complessivamente circa 90 pezzi), trova risonanza nella parola dell’Autore attraverso un’accorta selezione di sue citazioni.

(Giovannino Guareschi, Piazza Garibaldi dalla stanza d'albergo, Iseo (BS), 1941 © Archivio Giovannino Guareschi)
S’inizia con l’archetipo della finestra quale confine dello sguardo, limite tra dentro e fuori, passaggio dal chiaro allo scuro; si prosegue con il paesaggio della Bassa, l’ “antipittoresco” per eccellenza: il Po, la Pianura padana, le strade che l’attraversano, le case che parlano; si racconta l’avventura del “giretto in bicicletta” effettuato per il “Corriere della Sera” nel 1941-42; si passa alla città di Milano – che gli regala lavoro, casa e famiglia ma che è anche emblema della metropoli dalle crescenti periferie e solitudini – e poi alla smisurata Ville Lumière, con il suo vertiginoso sviluppo verticale; infine, la dimensione domestica e quotidiana intrisa di surrealismo, dove ‘le cose di casa’, sapientemente accostate, sembrano costruire/inscenare improbabili dialoghi.

(Giovannino Guareschi, In riva al Po, Bergantino (Rovigo), 1941 , © Archivio Giovannino Guareschi)

(Giovannino Guareschi, Case e muri in periferia, Milano, 1942 © Archivio Giovannino Guareschi)

(Giovannino Guareschi, Milano, 1942 © Archivio Giovannino Guareschi)
Pervade il racconto un’assoluta lontananza dalla retorica e dalla rappresentazione convenzionale, ben evidente nelle originali, vere e proprie “anti-cartoline” delle vedute di città, da Milano a Parigi passando per Pisa.

(Giovannino Guareschi, Pisa, 1949 © Archivio Giovannino Guareschi)
Del tutto anticipatore della fotografia contemporanea è il suo sguardo che si posa sul paesaggio di cui coglie l’essenza attraverso particolari solo apparentemente banali. Le sue fotografie, come i suoi disegni e i suoi scritti, sono sempre coerenti con questa visione poiché, come scrive Gino Ruozzi, “Guareschi le sue storie le ‘scrive’ e le vede, le fotografa e le disegna, in un sistema di vasi comunicanti di eccezionale espressività”.
Il volume
Ad accompagnare la mostra, il volume omonimo che l’ha ispirata, autrici Giuseppina Benassati e Roberta Cristofori, presentazione di Gino Ruozzi e intervista ad Alberto Guareschi, MUP Editore. Disponibile presso il bookshop di APE Parma Museo.
Informazioni
La mostra è a cura di Carla Dini, con la collaborazione scientifica di Giuseppina Benassati e Roberta Cristofori.
E' aperta all'APE Parma Museo (strada Farini 32/a, Parma) da martedì a domenica, ore 10.30 - 17.30, fino al 28 giugno 2026.
Ingresso: 8 euro (intero); 5 euro (ridotto)
Contatti: tel. 0521 203413.
Sito web: www.apeparmamuseo.it
L'Archivio Giovannino Guareschi
L’Archivio Giovannino Guareschi, di proprietà del figlio Alberto, è ospitato nei locali dell’ex ristorante Guareschi a Roncole Verdi (Busseto, PR), ristrutturati nel 2008 in occasione del centenario della nascita dell'artista.
Si tratta di uno degli “Archivi culturali” di maggior consistenza e pregio del nostro Paese. Vera e propria miniera di manoscritti, opere grafiche, fotografiche, bibliografiche e documentarie, comprende più di 200.000 documenti personali e di lavoro raccolti da Guareschi ai quali si devono aggiungere gli oltre 50.000 raccolti dal Club dei Ventitré, associazione culturale che da quarant’anni è un punto di riferimento per gli appassionati di Guareschi.
L’archivio è accessibile online per la parte grafica e fotografica su IMAGO, il catalogo collettivo digitale online di opere grafiche, fotografiche e cartografiche appartenenti alle istituzioni culturali sul territorio dell’Emilia-Romagna. Nato dal censimento avviato dalla Regione Emilia-Romagna nel 1985, costantemente arricchito nel tempo e attivo su web dal 2000, il catalogo dà accesso a un patrimonio di oltre 1 milione di informazioni bibliografiche, relative a oltre 400mila opere: stampe, disegni, manifesti, figurine, fotografie, cartoline, libri illustrati, album, collezioni, raccolte, fondi, legati.
Per approfondire
Ultimo aggiornamento: 17-04-2026, 11:38
