Introduzione
Un incontro che ha ridefinito i canoni della fotografia industriale e che ha influenzato generazioni di autori, dando vita a una scuola della quale furono protagonisti gli allievi dell'Accademia d'Arte di Düsseldorf, tra cui Andreas Gursky, Thomas Struth, Candida Höfer e Thomas Ruff, per citarne alcuni.
Bernd e Hilla Becher, compagni nella vita e nel lavoro, si incontrano nel 1957 all'Accademia di Düsseldorf. Hilla Wobeser (1934-2015) è già una fotografa professionista e lavora per un'agenzia pubblicitaria. Bernd Becher (1931-2007) ha invece intrapreso un percorso artistico, prima come pittore decorativo e poi come grafico. A partire dal 1959 iniziano a fotografare insieme . Il loro primo progetto è dedicato alla Valle della Ruhr, nella Germania settentrionale, un’area legata all’industria mineraria e siderurgica. Insieme avviano la realizzazione delle loro celebri serie fotografiche
basate su tipologie, presentate in blocchi o griglie di immagini. Miniere, torri d’estrazione, torri idriche e
torri di raffreddamento, gasometri, bunker per il carbone, altiforni e silos per i cereali diventano i soggetti
di un’indagine sistematica e rigorosa.
«Grazie al lavoro comune, portato avanti a partire dal 1959 e fino ai primi
anni Duemila in Germania, nei Paesi del Benelux, in Gran Bretagna, Francia, Italia e successivamente negli
Stati Uniti e in Canada - commenta Urs Stahel, curatore della mostra insieme a Gabriele Conrath-Scholl e Max Becher - i Becher hanno dato vita a un nuovo stile documentario dalla marcata dimensione
artistica. Nel solco della fotografia della Nuova Oggettività, senza dimenticare la lezione della fotografia
descrittiva del XIX secolo, hanno scelto e mantenuto con costanza un approccio oggettivo, che ha avuto
una forte risonanza e un’eco particolarmente significativa nell’ambito del minimalismo e dell’arte
concettuale».

(Bernd & Hilla Becher, Pozzo di Seven Sisters, Galles meridionale, Gran Bretagna, 1966, © Estate Bernd & Hilla Becher)

(nella foto: Bernd e Hilla Becher alla miniera di carbone Ensdorf, Saarland, Germania, 1979, © Estate Bernd & Hilla Becher))
La storia di un metodo
Il loro approccio alla fotografia industriale è rigoroso e sistematico. Le architetture che caratterizzano il paesaggio industriale sono trattate innanzitutto come una composizione di forme, "sculture anonime" (titolo della loro celebre prima raccolta fotografica, pubblicata nel 1970) da inquadrare seguendo una precisa composizione e con l'utilizzo di una fotocamera di grande formato. Da evitare ombre e giochi di luce, preferendo per questo le giornate nuvolose. Il colore e la presenza di soggetti umani sono banditi e visti come fonte di distrazione dal vero soggetto della fotografia, che è analizzato nella sua oggettività.
Per evidenziare la struttura dell'edificio fotografato, i Becher giustappongono sistematicamente immagini che lo ritraggono da diversi punti di vista (li chiamano "Svolgimenti"). Celebri sono anche le loro "Tipologie", gruppi di immagini composti da un minimo di nove a un massimo di ventiquattro
fotografie organizzate in una griglia. Esse rappresentano il risultato di un’analisi comparativa e di una
classificazione delle forme e delle strutture degli edifici industriali, che ne evidenzia sottili differenze. Un lavoro ripetitivo e duraturo nel tempo, che poteva richiedere anche diversi anni.
A partire dal 1968, i Becher estendono la loro indagine alle case degli operai e degli impiegati delle
industrie. In particolare, la loro attenzione si concentra sui caseggiati popolari che sorgono all’epoca nel
bacino della Ruhr e in Renania, nei pressi di miniere di carbone e acciaierie. Segue la serie di "case a graticcio", presentate attraverso tre modalità. l'immagine singola frontale, una sequenza di fotografie da diversi punti di vista per restituire la visione tridimensionale dell'oggetto, l'inclusione della casa in una "tipologia" in quindici parti.

(Bernd & Hilla Becher, Torre di estrazione, Pozzo 2, 1982-1985, ©:Estate Bernd & Hilla Becher)

(Bernd & Hilla Becher, Torri di raffreddamento in Germania, 1965-1993, © Estate Bernd & Hilla Becher)

(Bernd & Hilla Becher, Case a graticcio della regione industriale di Siegen, 1959-1973, © Die Photographische Sammlung/SK Stiftung Kultur, Bernd & Hilla Becher Archive, Colonia, e Museum für Gegenwartskunst Siegen, acquisite con il sostegno della Kunststiftung NRW)
La mostra
Gli spazi del MAST accolgono oltre 350 fotografie originali in bianco e nero, affiancate da un ampio corpus di materiali di
approfondimento, tra cui disegni, libri e poster, che contribuiscono a restituire la complessità e la
coerenza del metodo di lavoro dei Becher.
In apertura i loro "paesaggi industriali" - altiforni, forni da calce, miniere e
cave di ghiaia - realizzati tra il 1962 e il 1999 in diversi Paesi. Un focus è dedicato alla miniera di carbone Ewald
Fortsetzung, a Recklinghausen, nella regione industriale della Ruhr, con fotografie scattate tra il 1982 e
il 1985. Seguono gli "Svolgimenti", ovvero le immagini di uno stesso soggetto ripreso da diversi punti di vista, e le "Tipologie" realizzate dagli anni Sessanta ai primi anni Duemila, tra cui la tipologia in ventiquattro parti del bunker per il carbone.
Con oltre quaranta fotografie originali e testi scritti nel 1970, una sezione presenta un’ampia selezione
delle immagini confluite nel volume Anonyme Skulpturen. Eine Typologie technischer Bauten. Il progetto
trae origine dalla mostra "Anonyme Skulpturen" allestita nel 1969 alla Kunsthalle Düsseldorf, evento
determinante per l’affermazione dell’opera dei Becher negli ambienti dell’arte minimalista e concettuale.

(Bernd & Hilla Becher, Tralicci dell’alta tensione, Düsseldorf, Germania, 1969, ©:Estate Bernd & Hilla Becher)

(Bernd & Hilla Becher, Cava di ghiaia, Oberbüren, San Gallo, Svizzera, 2001, ©:Estate Bernd & Hilla Becher)
Un approfondimento è dedicato alle prime opere di Bernd Becher: disegni e prime fotografie testimoniano il progressivo orientamento
verso il medium fotografico, consolidato dopo i viaggi in Italia e Spagna e l’incontro con la futura moglie Hilla Wobeser. Di quest'ultima si ripercorre il periodo di formazione, dagli studi fotografici a Potsdam fino all'esperienza dell'Accademia di Düsseldorf, dove avvia il primo laboratorio di fotografia.
Anche l'attività editoriale dei Becher è documentata in mostra. Dal 1977
collaborano con la casa editrice Schirmer/Mosel, dando vita a venti pubblicazioni che rappresentano
veri e propri capolavori sotto il profilo artistico ed editoriale. La loro formazione grafica si riflette anche
nella progettazione di inviti, locandine e manifesti.

(Bernd Becher, Mudersbach, Anni Cinquanta, Acquarello, © Estate Bernd & Hilla Becher)

(Bernd & Hilla Becher, Anonyme Skulpturen. Eine Typologie technischer Bauten, Art-Press, Düsseldorf, Copertina del volume, 1970)
La Scuola di fotografia di Düsseldorf
Nel Foyer del MAST, in dialogo con la mostra, un'esposizione dedicata ai fotografi della Scuola di Fotografia di Düsseldorf, con opere provenienti dalla Collezione MAST, mette in luce l’eredità e
l’attualità del metodo dei Becher attraverso le ricerche delle generazioni successive.
La Scuola si sviluppa attorno all’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf, dove Bernd Becher insegna
fotografia dal 1976 al 1996, e all’atelier dei due artisti a Düsseldorf-Kaiserswerth, luogo di
confronto e lavoro collettivo.
Nel Foyer sono esposte fotografie di alcuni tra i più noti allievi dei Becher, tra cui Salinas e Schiesser
Diptycon di Andreas Gursky, Full Scale Mock Up 1, 2, 3 di Thomas Struth, opere dalle serie Machines
e Photograms di Thomas Ruff, e alcuni lavori di Tata Ronkholz.
Il catalogo
La mostra è accompagnata da un catalogo, pubblicato da Schirmer/Mosel Verlag in lingua tedesca, con testi di Max Becher, Gabriele Conrath-Scholl, Marianne Kapfer, Urs Stahel, e da un booklet, in lingua italiana e inglese, edito da Fondazione MAST.
Informazioni
La mostra è aperta fino al 27 settembre, con ingresso gratuito, dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 19. E' affiancata da un programma di talk, proiezioni, presentazioni e workshop per il
pubblico, le famiglie e i più piccoli, a ingresso gratuito su prenotazione.
Il programma su: mast.org

(Bernd & Hilla Becher, : Gasometro, 1886, Tyldesley, dintorni di Manchester, Gran Bretagna, 1966, © Estate Bernd & Hilla Becher)

(Bernd & Hilla Becher, Altoforno , c. 1930, stabilimento siderurgico Esch, Lussemburgo, 1969, © Estate Bernd & Hilla Becher)
Ultimo aggiornamento: 08-05-2026, 12:59
