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Introduzione

Il Museo della Figurina di Modena, inaugurato nel dicembre del 2006, apre le celebrazioni dei vent’anni con un omaggio a Giuseppe Panini “Collezionista di passioni” di cui ricorrono anche i trent’anni dalla scomparsa. L’allestimento, che si può visitare fino a domenica 6 settembre accanto alla collezione permanente, si snoda tra i tanti suoi hobby: dalla fotografia alle fisarmoniche, dall’enigmistica allo sport, fino alle figurine, ovviamente.
Dopo aver fondato, insieme ai fratelli, la casa editrice Panini nel 1961, facendo diventare Modena capitale mondiale della figurina, infatti, negli anni Novanta Giuseppe donò al Comune la sua collezione personale che rappresentò la base per la nascita del Museo dove si ripercorre la storia e l’evoluzione della figurina a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, tra tutela del patrimonio, ricerca e sperimentazione contemporanea.

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La mostra

Il racconto di Giuseppe Panini “Collezionista di Passioni” propone immagini, oggetti e testimonianze video di alcuni dei protagonisti. Non si può che partire dall’edicola di corso Duomo acquisita da mamma Olga il 6 gennaio 1945, nei mesi finali della guerra, per avviare un’attività che ben presto diventò un modo per riunire tutta la numerosa famiglia (quattro figli e quattro figlie) in un’eccezionale impresa dalla quale nacque nel 1961 l’azienda di figurine.
Il racconto prosegue ricordando la passione per l’enigmistica, nata durante la convalescenza di un’impegnativa operazione. Giuseppe firmava rebus e cruciverba che ideava con il nome di Paladino, il primo simbolo anche dell’azienda di figurine. Il logo dell’azienda Panini divenne poi nel 1965 l’immagine della celebre rovesciata di Carlo Parola rivisita da Wainer Vaccari: in un video l’artista racconta come nacque.

Allestimento della mostra al Museo della Figurina

(Allestimento della mostra al Museo della Figurina)

Tra le numerose passioni collezionistiche di Giuseppe, di cui si diceva avesse “l’hobby degli hobby”, ci sono anche le fotografie storiche di Modena e non solo, le cartoline, le immagini dedicate all’aviazione. E poi lo sport, con la squadra di volley fondata nel 1966, in una città dove la pallavolo è davvero sport di massa. È l’allenatore Julio Velasco che racconta in un video il suo rapporto con il presidente della squadra che guidò a tanti successi negli anni Ottanta.

Dalle collezioni di Giuseppe Panini, che custodiva all’interno di un archivio soprannominato la “Tana del Paladino”, oltre al Museo della Figurina sono nati diversi istituti, come il Fotomuseo e la Biblioteca Enigmistica Italiana (BEI); per merito di una sua donazione è stato ampliato, inoltre, il patrimonio del Museo della Fisarmonica di Castelfidardo. La fisarmonica era un'altra delle sue "passioni" e la sua collezione una delle più ricche in Italia.
Nel percorso si possono ascoltare anche le testimonianze dei figli Antonio e Annamaria e di Giuseppe Riva della BEI.

(Giuseppe Panini suona la fisarmonica)

In mostra una delle fisarmoniche di Panini, la stessa suonata da Panini nella foto, proveniente dal Museo Internazionale della Fisarmonica di Castelfidardo. Nella foto Aldo Belmonti, pro loco, Beniamino Buggiolacchi, fondatore del Museo marchigiano e Romina Calvani, vice sindaca di Castelfidardo

(In mostra una delle fisarmoniche di Panini, la stessa suonata da Panini nella foto, proveniente dal Museo Internazionale della Fisarmonica di Castelfidardo. Nella foto Aldo Belmonti, Pro Loco, Beniamino Buggiolacchi, fondatore del Museo marchigiano e Romina Calvani, vice sindaca di Castelfidardo)

L’introvabile Pizzaballa

La più nota tra le figurine rare, il Pierluigi Pizzaballa della collezione Calciatori Panini del 1963/64, quando era un giovane portiere dell’Atalanta, grazie a questa mostra ha trovato una collocazione speciale nel Museo della Figurina. Ed è lo stesso Pizzaballa, che oggi ha 86 anni, a raccontare in una video intervista come è nata la leggenda della figurina introvabile e a ripercorrere la sua carriera tra Atalanta, Roma, Verona, Milan e ancora Atalanta.

La celebre figurina di Pizzaballa

(La celebre figurina di Pizzaballa, 1963-64)

Pierluigi Pizzaballa con la sua maxi-figurina

(Pierluigi Pizzaballa con la sua maxi-figurina)

La curatrice della mostra, Francesca Fontana, accanto all'allestimento dell'introvabile figurina

(La curatrice del Museo, Francesca Fontana, accanto all'allestimento dell'introvabile figurina)

Informazioni

Il Museo della Figurina si può visitare dal mercoledì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19; al sabato, alla domenica e nei festivi dalle 11 alle 19. Ingresso 10 euro (ridotto 5 euro), con agevolazione per i residenti in provincia di Modena (7 euro). Ingresso libero per tutti ogni prima domenica del mese; per i residenti anche ogni mercoledì.
Altre info: agomodena.it

Ultimo aggiornamento: 26-02-2026, 12:29