Introduzione
Intitolata come il romanzo incompiuto di René Daumal (1952), che racconta di una spedizione utopica di otto persone alla ricerca di una misteriosa montagna inaccessibile, l’esposizione Il monte analogo. Michelangelo Antonioni e Luigi Ghirri, allestita allo spazio Antonioni di Ferrara, nasce dal desiderio di esplorare l’opera di Michelangelo Antonioni (Ferrara, 1912 – Roma, 2007) e di Luigi Ghirri (Scandiano, 1943 – Roncocesi, 1992) a partire dalle affinità che si riscontrano tra la produzione pittorica del grande cineasta ferrarese e il lavoro del celebre fotografo reggiano.

(Michelangelo Antonioni, Le montagne incantate n. 176, s.d., Blow Up, Ferrara, Archivio Michelangelo Antonioni)

(Luighi Ghirri Rimini, 1977, Eredi di Luigi Ghirri)
La mostra
L'esposizione - già presentata a La Virreina Centre de la Imatge di Barcellona e curata da Frederic Montornés - attraverso il confronto tra la serie delle Montagne incantate, sviluppata da Antonioni tra gli anni Settanta e Ottanta riproducendo con l’ingrandimento fotografico opere su carta di piccole dimensioni, e le fotografie giovanili di Ghirri realizzate durante gli anni Settanta nei suoi viaggi, mette in dialogo due protagonisti assoluti della cultura italiana del Novecento, accomunati da uno sguardo capace di interrogare il paesaggio, esplorare la dimensione del vuoto e dell’attesa, fino alla costruzione di immagini che sembrano trattenere il tempo.

(Michelangelo Antonioni, Le montagne incantate n. 126, s.d., Blow Up, Ferrara, Archivio Michelangelo Antonioni)

(Luighi Ghirri, Bressanone, 1979, Eredi di Luigi Ghirri)
Antonioni e Ghirri condividono un approccio poetico che trasforma il reale in esperienza mentale e percettiva: nei loro lavori l’ambiente non è mai semplice sfondo, ma luogo simbolico, territorio sospeso, spazio dell’immaginazione e dell’enigma. La mostra si configura dunque come un percorso di conoscenza attraverso paesaggi reali e immaginari e visioni sospese e silenziose, mettendo continuamente in discussione il nostro modo di guardare e di abitare il mondo.

(Michelangelo Antonioni, Le montagne incantate n. 188, s.d., Blow Up, Ferrara, Archivio Michelangelo Antonioni)

(Luigi Ghirri, Bastia, 1976, Eredi di Luigi Ghirri)
«Si tratta – scrive il curatore Montornés – di un catalogo di analogie, approssimazioni e gesti comuni, sereni e impercettibili, caratteristici del modo in cui entrambi gli artisti riflettono su quella parte dell’esistenza che scorre al margine dello sguardo, si esprime in silenzio e cerca di colmare alcuni dei suoi vuoti. Una forma di essere, stare e agire nel mondo di cui questa mostra rivela soltanto la punta di un iceberg. O la cima di una montagna. O, meglio ancora, la rappresentazione della cima di un’idea di montagna».
Nel contesto dell’attività dello Spazio Antonioni, luogo dedicato alla valorizzazione dell’eredità artistica e culturale del grande regista ferrarese, il dialogo con Luigi Ghirri apre prospettive inedite e restituisce al pubblico la straordinaria attualità di due autori che hanno saputo ridefinire, ciascuno nel proprio ambito, l’immaginario contemporaneo.
La mostra è organizzata da Fondazione Ferrara Arte e dal Servizio Cultura, Turismo e rapporti con l’UNESCO del Comune di Ferrara, in collaborazione con Fondazione Luigi Ghirri e La Virreina Centre de la Imatge di Barcellona.
Informazioni
La mostra è aperta fino al 1 novembre 2026 allo Spazio Antonioni di Ferrara (Corso Porta Mare 5).
Orari: dal martedì alla domenica10.00-13.00 / 15.00-18.30.
Ingresso compreso nel biglietto del museo.
diamanti@comune.fe.it
Tel. 0532 244949
museiferrara.it

(Michelangelo Antonioni, Le montagne incantate n. 171, s.d., Blow Up, Ferrara, Archivio Michelangelo Antonioni)

(Luigi Ghirri, Modena, 1970, Eredi di Luigi Ghirri)
Documenti
Ultimo aggiornamento: 26-06-2026, 11:35
