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Introduzione

Perdersi nel Labirinto più grande al mondo e poi visitare una mostra che ti fa scoprire un campione dell'Art Déco mondiale: un bel programma per festeggiare la Pasqua e l'arrivo della Primavera. Al Labirinto della Masone di Fontanellato (PR), fino al 28 giugno 2026, con oltre 150 opere, tra disegni, bozzetti, fotografie d’epoca, documenti e materiali cinematografici, si offre un’ampia rilettura dell’opera di Erté (1892 -1990), restituendone la complessità e la modernità, con particolare attenzione al suo lavoro tra gli anni Dieci, Venti e Trenta del Novecento, considerato il periodo più originale e fortunato della sua lunga attività.

1.	Erté - Romain de Tirtoff (1892-1990), Salomé, 1926, tempera su cartone, cm 30 x 39, Collezione Franco Maria Ricci, Labirinto della Masone, Fontanellato (Pr)

(Erté - Romain de Tirtoff (1892-1990), Salomé, 1926, tempera su cartone, cm 30 x 39, Collezione Franco Maria Ricci, Labirinto della Masone, Fontanellato (Pr), © Chalk & Vermilion LLC / SIAE. Immagine guida della mostra)

Erté, artista poliedrico

Roman Petrovič Tyrtov nasce a San Pietroburgo nel 1892 e nel 1912 si trasferisce giovanissimo a Parigi per inseguire le sue passioni artistiche; qui naturalizza il proprio nome in Romain de Tirtoff, da cui nascerà lo pseudonimo che lo renderà celebre, Erté, dalla pronuncia alla francese delle iniziali del suo nome.

Tra il 1913 e il 1914 lavora presso il celebre couturier Paul Poiret; nel 1915 avvia una lunga e fortunata collaborazione con la rivista di moda Harper’s Bazaar, per la quale disegna circa duecento copertine fino al 1937, un lavoro questo che gli permise di entrare in contatto con il mondo dello spettacolo e dello star system dell’epoca, realizzando scenografie e costumi di scena per figure leggendarie come Mata Hari, Marion Davies e Mistinguett e per gli spettacoli del celebre teatro Folies Bergère. Tra gli anni ’20 e ’30 le sue illustrazioni sono pubblicate anche su testate come London News, Cosmopolitan e Vogue oltre che su riviste musicali; nel 1922 sbarca a New York collaborando per anni con il produttore teatrale George White e nel 1925 arriva a Hollywood dove realizza scene e costumi per vari film muti.

Erté - Romain de Tirtoff (1892-1990), Set Design, Conte Hindou, Folies Bergère, 1922, Gouache su carta

(Erté - Romain de Tirtoff (1892-1990), Set Design, Conte Hindou, Folies Bergère, 1922, Gouache su carta, cm 51 x 41, Private collection, London, © Chalk & Vermilion LLC / SIAE)

Nella sua lunga carriera Erté fu pittore, stilista, scenografo e ideatore di costumi teatrali, ma anche creatore di gioielli e illustratore per le più importanti riviste internazionali di moda nella Parigi degli anni Dieci e Venti. Erté seppe sintetizzare in un lessico elegantissimo e inconfondibile gli elementi stilistici e decorativi più caratterizzanti della modernità tra le due guerre, diventandone uno degli interpreti più raffinati, ed è ad oggi considerato una delle figure emblematiche del gusto Art Déco, le cui opere si trovano in numerosi musei, dal Metropolitan Museum of Art di New York al LACMA di Los Angeles al Victoria and Albert Museum di Londra.

7.	Franco Maria Ricci e Erté, Anni Settanta, Archivio Fondazione Franco Maria Ricci, Labirinto della Masone, Fontanellato (Pr).

(Franco Maria Ricci e Erté, Anni Settanta, Archivio Fondazione Franco Maria Ricci, Labirinto della Masone, Fontanellato (Pr)

Erté nella collezione di Franco Maria Ricci

Il legame tra Ertè e il creatore del Labirinto della Masone, Franco Maria Ricci, risale agli anni Settanta del Novecento. Easttamente nel 1970 Ricci pubblicò per la collana I segni dell’uomo la prima importante monografia in lingua italiana dedicata ad Erté, con un testo di Roland Barthes e una selezione di ricordi dell’artista. Nello stesso periodo l’Editore ne acquisì alcune opere, che entrarono a far parte della collezione oggi conservata presso il Labirinto della Masone, ampliata di recente con quattro ulteriori disegni. Uno di questi è la Salomè, immagine guida dell'attuale mostra.

La mostra

Il percorso espositivo, ideato da Maddalena Casalis, presenta oltre 150 opere, tra cui disegni, bozzetti, pochoir, litografie, le celebri serie dell’Alfabeto e dei Numeri, fotografie d’epoca, documenti e materiali cinematografici. In mostra saranno presenti anche le 28 opere della collezione Franco Maria Ricci, accanto a importanti prestiti provenienti da collezioni private italiane e internazionali e dal Victoria and Albert Museum di Londra.

4.	Erté - Romain de Tirtoff (1892-1990), Testa di manichino per Pierre Imans in "La Reine de Saba", 1927, tempera su carta, cm 38,5 x 28,2, Collezione Franco Maria Ricci, Labirinto della Masone, Fontanellato (Pr), © Chalk & Vermilion LLC / SIAE.

(Erté - Romain de Tirtoff (1892-1990), Testa di manichino per Pierre Imans in "La Reine de Saba", 1927, tempera su carta, cm 38,5 x 28,2, Collezione Franco Maria Ricci, Labirinto della Masone, Fontanellato (Pr), © Chalk & Vermilion LLC / SIAE)

L’allestimento, a cura di Valerio Terraioli con l'organizzazione di Elisa Rizzardi, immerge il visitatore all’interno dell’universo visivo di Erté, in un viaggio che si articola in sezioni tematiche per approfondire i principali ambiti dell’attività dell’artista: dai figurini al teatro e al Music Hall, passando per le importanti collaborazioni editoriali.

Erté - Romain de Tirtoff (1892-1990), Le Génie Lumineux de la Lampe d’Aladin, “Mille et Deuxième Nuit de Bagdad”, L’Orient Merveilleux, 1917, Tempera su carta

(Erté - Romain de Tirtoff (1892-1990), Le Génie Lumineux de la Lampe d’Aladin, “Mille et Deuxième Nuit de Bagdad”, L’Orient Merveilleux, 1917, Tempera su carta, cm 27 x 21, Collezione privata, Milano, © Chalk & Vermilion LLC / SIAE)

La mitologia di Erté è così pura, così piena che non si sa più (e non ci si domanda) se egli abbia creato la donna della sua epoca o se l’abbia genialmente captata, se sia testimonio o fondatore di una storia, eroe o mitologo.” - scrive Roland Barthes nella monografia del 1970.

Erté - Romain de Tirtoff (1892-1990), Gruppo che avanza davanti a Salomé, progetto per "Bacchanale", 1927, tempera su carta

(Erté - Romain de Tirtoff (1892-1990), Gruppo che avanza davanti a Salomé, progetto per "Bacchanale", 1927, tempera su carta, cm 38,5 x 28,5, Collezione Franco Maria Ricci, Labirinto della Masone, Fontanellato (Pr), © Chalk & Vermilion LLC / SIAE)


Le sue invenzioni grafiche sono divenute icone di un Déco sfavillante in cui convivono modernità ed esotismi, popolato da eleganze impossibili, figurini di donne contemporanee come di femme fatale, ma anche costumi per il teatro e per il cinema, dalle Folies Bergère alle Ziegfeld Follies. Al tempo stesso, Erté fu uno straordinario testimone del proprio tempo, capace di cogliere con gusto raffinatissimo e eccentricità il mutare delle mode, l'inarrivabile mondo delle “dive”, il dialogo tra alta eleganza e cultura di massa, mantenendo sempre una rigorosa coerenza stilistica.
“Il rapido degenerarsi degli equilibri politici europei e lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale - commenta Valerio Terraioli, curatore delle mostra - sanciscono la scomparsa definitiva dei valori formali ed estetici del Déco e con essi anche di quel mondo splendido e fiabesco, disimpegnato e irresponsabile, luccicante e disinibito, fatuo e ambiguamente erotico, raffinato e seducente, che Erté ha saputo impersonare sia nelle propria vita sia nelle proprie creazioni che divengono, per ciò stesso, uno degli emblemi più raffinati e organici dell’Art Déco.”

Erté - Romain de Tirtoff (1892-1990), Les Fleurs du Mal: Les Gousses de Vanille, 1916, china e tempera su cartone

(Erté - Romain de Tirtoff (1892-1990), Les Fleurs du Mal: Les Gousses de Vanille, 1916, china e tempera su cartone, cm 27 x 18,5, Collezione Franco Maria Ricci, Labirinto della Masone, Fontanellato (Pr), © Chalk & Vermilion LLC / SIAE)

Le "creazioni" di Caterina Crepax

Le opere di Erté parlano ancora oggi alla contemporaneità, del resto con il suo inimitabile stile continuò a lavorare fino agli anni Ottanta del Novecento. Le sue opere sono state fonte di ispirazione per tre creazioni dell’artista Caterina Crepax , allestite nel percorso espositivo. Architetto di formazione e cresciuta in un ambiente ricco di fervore creativo, Crepax realizza abiti di carta che si manifestano come vere e proprie sculture, pezzi unici in cui la carta assurge il ruolo di tessuto prezioso le cui trame danno forma a opere indossabili. In occasione della mostra, Crepax ha realizzato tre nuovi abiti ispirati a tre bozzetti di Erté, omaggiando così questo maestro dello stile.

(Abito di carta realizzato da Valentina Crepax in occasione della mostra. Foto C. Tovoli)

(Abito di carta realizzato da Caterina Crepax in occasione della mostra. Foto C. Tovoli)

Informazioni

La mostra, corredata da una nuova monografia/catalogo per le edizioni Franco Maria Ricci, è aperta tutti i giorni, inclusi i festivi, tranne il martedì, dalle 10:30 alle 19:00, ultimo ingresso alle ore 17:30. Fino al 28 giugno 2026
Per tutti i dettagli: sito web Labirinto della Masone

Il Labirinto Della Masone

Il Labirinto più grande del mondo nasce a Fontanellato da un’idea di Franco Maria Ricci – editore, designer, collezionista d’arte, bibliofilo – e da una promessa da lui fatta nel 1977 allo scrittore argentino Jorge Luis Borges, affascinato da sempre dal simbolo del labirinto sia in chiave esoterica che come metafora della condizione umana.
Il Labirinto della Masone, aperto dal 2015, è un dedalo elegante e seducente. Un luogo di cultura, disteso su otto ettari di terreno, da lui progettato con gli architetti Pier Carlo Bontempi, che ha eseguito i sorprendenti edifici, e Davide Dutto che ha progettato la geometria del parco.

Ultimo aggiornamento: 02-04-2026, 13:51