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Introduzione

A Riccione Villa Mussolini, edificio che il Comune di Riccione sta acquistando dalla Fondazione Carim per restituirlo definitivamente al patrimonio pubblico, offre ai visitatori l’opportunità di confrontarsi con uno dei più completi e significativi affreschi fotografici dell’Italia dei primi anni Sessanta, grazie al reportage che il fotografo francese di origine marocchina Bruno Barbey (1941-2020), effettuò tra il 1961 e il 1964.
Promossa dal Comune di Riccione e organizzata da Rjma Progetti Culturali e Creation, la mostra è curata da Caroline Thiénot-Barbey e Alberto Rossetti.

Emilia Romagna region, Italy, 1966. © Bruno Barbey, Magnum Photos)

(Emilia Romagna region, Italy, 1966. © Bruno Barbey, Magnum Photos)

La mostra

All’epoca studente di fotografia in Svizzera, Barbey attraversa più volte il confine con il suo Maggiolino per attraversare tutta l’Italia con la sua macchina fotografica, dando vita a un lungo reportage capace di cogliere l’anima di un Paese sospeso tra le ferite della guerra e le nuove speranze: il Sud impegnato nella difficile ricostruzione e il Nord proiettato verso il sogno metropolitano. Mendicanti, aristocratici, suore, bambini di strada, contadini, operai e borghesi popolano immagini dense di umanità in cui emergono teatralità, senso di comunità, resilienza e gioia di vivere. Le fotografie in bianco e nero, selezionate dallo stesso Barbey poco prima della sua scomparsa, restituiscono tutti gli strati della società — l’Italia delle cerimonie religiose e delle feste di paese, del boom economico e delle tradizioni antiche, degli operai e dei contadini, dei nuovi ricchi e, soprattutto, degli umili che con la loro fierezza incarnano la più profonda identità italiana.

Palermo, Sicily, Italy, 1963. © Bruno Barbey_Magnum Photos

(Palermo, Sicily, Italy, 1963. © Bruno Barbey, Magnum Photos)

Calabria region, Italy, 1966. © Bruno Barbey_Magnum Photos

(Calabria region, Italy, 1966. © Bruno Barbey, Magnum Photos)

In molti scatti sembra di intravedere i personaggi di una moderna Commedia dell’Arte, gli stessi che popolavano anche il cinema di Pasolini, Visconti e Fellini. Nella visione in bianco e nero di Barbey riaffiora così la memoria di un’epoca che, dopo la guerra, cercava di ricostruire non solo le città ma soprattutto una rete di relazioni, legami e storie capaci di tenere unito un popolo.

Con il titolo Les Italiens, Barbey presentò il progetto all’editore francese Robert Delpire, che avrebbe voluto pubblicarlo come terzo volume di una ideale trilogia, dopo Les Américains di Robert Frank (1958) e Les Allemands di René Burri (1962). Le circostanze dell’epoca impedirono la realizzazione del libro. Il portfolio fu comunque determinante: nel 1964 convinse la prestigiosa agenzia Magnum Photos a invitarlo a collaborare. Il progetto editoriale vedrà la luce solo molti anni dopo, nel 2002, grazie alle Editions de La Martinière e, nel 2022, in Italia con il volume postumo Gli Italiani pubblicato da Contrasto.

Rome, Italy, 1964. © Bruno Barbey_Magnum Photos

(Rome, Italy, 1964. © Bruno Barbey, Magnum Photos)

Naples, Italy, 1964. © Bruno Barbey_Magnum Photos

(Naples, Italy, 1964. © Bruno Barbey, Magnum Photos)

Il percorso espositivo si apre con la proiezione di un video di dieci minuti curato da Caroline Thiénot-Barbey, moglie dell’artista e accompagnato dalle musiche di Nino Rota che evocano il mondo di Federico Fellini. Le fotografie di Barbey sono accostate tematicamente e dialogano con citazioni di grandi scrittori e intellettuali – da Pier Paolo Pasolini a Elsa Morante, da Cesare Pavese a Italo Calvino, da Alberto Moravia a Natalia Ginsburg, fino a Michelangelo Antonioni e allo stesso Fellini – che restituiscono lo spirito di un Paese già attraversato da profonde trasformazioni.

Rome, Italy, 1966. © Bruno Barbey_Magnum Photos

(Rome, Italy, 1966. © Bruno Barbey, Magnum Photos)

Generazione Riviera

Accanto al percorso espositivo, Comune di Riccione, Rjma Progetti Culturali e Creation, in collaborazione con l’Associazione culturale AMAREA danno vita a Generazione Riviera, un’iniziativa partecipativa ispirata all’Italia degli ultimi decenni, a partire da quella raccontata da Barbey, ancora viva nella memoria collettiva del Paese, vissuta direttamente o conosciuta attraverso il cinema e la musica. Cittadini e turisti sono invitati a contribuire alla costruzione di una memoria condivisa della vita a Riccione e in Riviera a partire da quegli anni. Potranno portare in mostra fino a due fotografie analogiche provenienti dai propri album di famiglia: le immagini saranno digitalizzate e ristampate per entrare a far parte di una raccolta in progress esposta, intorno ad una realizzazione artistica dell’Associazione Amarea, in uno spazio dedicato all’interno della Villa, visitabile gratuitamente. Ai partecipanti sarà riservato l’ingresso alla mostra con biglietto ridotto.

(Rome, Italy, 1964. © Bruno Barbey, Magnum Photos)

Informazioni

Orari di apertura:

Fino al 28 giugno 2026: dal martedì al venerdì: 10.00–13.00 / 15.00–19.00; 1° giugno, 2 giugno, sabato, domenica e festivi: 10.00–20.00

Dal 30 giugno al 6 settembre 2026: dal martedì al venerdì: 10.00–13.00 / 17.00–23.00

Dall’8 al 27 settembre 2026: dal martedì al venerdì: 10.00–13.00 / 15.00–19.00. Sabato, domenica e festivi: 10.00–20.00

Chiuso tutti i lunedì non festivi, ad eccezione del 1° giugno.

Per tutti i dettagli rimandiamo al sito web dedicato alla mostra

Venice, Italy, 1962. © Bruno Barbey_Magnum Photos

(Venice, Italy, 1962. © Bruno Barbey, Magnum Photos)

Ultimo aggiornamento: 22-05-2026, 14:25