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Introduzione

Alla Biblioteca civica d’arte e architettura Luigi Poletti di Modena, dal 7 marzo al 6 giugno 2026, una mostra ripercorre l’attività professionale di Ada Defez (Napoli 1931-Modena 2002). Sono esposti per la prima volta materiali selezionati dal suo archivio, donato dagli eredi al Comune di Modena nel 2007, conservato alla Biblioteca Poletti e oggetto di un recente intervento di riordino e inventariazione.

Un'architetta per Modena

Non tutti sanno che le “Piramidi” di via Morane, l’Hotel Raffaello, alcune architetture del Villaggio Giardino, entrati ormai nell’immaginario della Modena moderna, sono opera di Ada Defez . Grazie al lavoro di riordino e ricerca sul suo archivio, la mostra “Ada Defez. Progetti, architetture, impegno civile” restituisce voce e spazio a una protagonista della trasformazione urbana del secondo Novecento.
La mostra è curata da Andrea Costa, Francesco Fantoni e Silvia Sitton e trae origine dalla call for abstract Donne in architettura promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, alla quale hanno partecipato Andrea Costa, Francesco Fantoni e Silvia Sitton con un saggio su Ada Defez, pubblicato nel volume Donne e progetto. Figure dell'architettura e del design nell'Italia contemporanea (presentazione 7 marzo, alle ore 16. Segue, alle 17.30 l'inaugurazione ufficiale della mostra).
L’esposizione si inserisce nel più ampio lavoro di conoscenza e valorizzazione dei fondi di architettura moderna conservati dalla biblioteca Poletti, che custodisce anche gli archivi di Roberto Corradi, Tiziano Lugli, Saverio Muratori, Franca Stagi e Vinicio Vecchi. 

Progetto di concorso per l'Istituto Tecnico Femminile Fermo Corni a Modena (1962)

(Progetto di concorso per l'Istituto Tecnico Femminile Fermo Corni a Modena (1962)

Complesso residenziale Le Piramidi, Modena (1976)

(Complesso residenziale Le Piramidi, Modena (1976)

Scuola elementare di Montale Rangone

(Scuola elementare di Montale Rangone)

Nata a Napoli nel 1931, segnata da bambina dalla discriminazione delle leggi razziali, Ada Defez si forma con personalità come Ludovico Quaroni e firma i primi progetti a Napoli insieme al marito Vittorio Caruso. Arriva a Modena nel 1962 dopo aver vinto il concorso per la progettazione della sede femminile dell’Istituto Corni. La scuola alla fine non viene realizzata, ma lei resta. Si inserisce in una città che cambia rapidamente, attraversata da espansioni e nuovi quartieri, e si afferma in un ambito professionale allora quasi esclusivamente maschile. È insieme a Franca Stagi una delle prime donne a esercitare stabilmente la professione di architetta a Modena, mentre insegna disegno tecnico all’Istituto Corni e partecipa attivamente alla vita politica e associativa, aderendo al PCI all’Udi – Unione Donne Italiane.

Ada Defez e Vittorio Caruso a Napoli (1957)

(Ada Defez e il marito Vittorio Caruso a Napoli (1957)

Negozio in Via Roma, oggi via Toledo, a Napoli (1958)

(Negozio in Via Roma, oggi via Toledo, a Napoli (1958)

Complesso di abitazioni a Procida (1960-1961)

(Complesso di abitazioni a Procida (1960-1961)

L'archivio Ada Defez e Vittorio Caruso

L' archivio di Ada Defez, donato dagli eredi al Comune di Modena nel 2007 e conservato alla Biblioteca Poletti è stato oggetto di un recente intervento di riordino e inventariazione.
L’intervento è stato promosso dalla Biblioteca Poletti e ha descritto l’Archivio Ada Defez e Vittorio Caruso, fondo che riunisce gli archivi professionali e personali dei due coniugi, entrambi architetti, che giunsero a Modena, come già anticipato, nel 1962 a seguito dell'assunzione di Vittorio Caruso quale funzionario del comune della città e vi si stabilirono per tutto il resto della loro esistenza.

La loro carriera fu distinta sin dagli esordi: Ada Defez fu una libera professionista e si occupò principalmente di progettazione per l'edilizia pubblica e privata, mentre il marito ricoprì il ruolo di funzionario pubblico lavorando dapprima per il Comune di Modena e in seguito presso la Regione Emilia-Romagna, e si occupò in prevalenza di urbanistica e viabilità, coltivando in parallelo una passione per il design d'interni. L’archivio comprende principalmente documentazione relativa ai progetti, sia di natura tecnica che amministrativa, e ai convegni e seminari cui ciascuno prese parte. In misura minore sono presenti anche carte personali, che nel caso di Ada Defez sono collegate alla sua militanza nell’UDI oltre ad alcune testimonianze relative alle origini ebraiche.

L’inventario è stato realizzato mediante la piattaforma regionale di descrizione archivistica con la consulenza scientifica dell’Area Biblioteche e Archivi del Settore Patrimonio culturale ed è consultabile online nel Sistema informativo Archivi ER. Nel Sistema è disponibile inoltre l'inventario dell'archivio professionale dell'architetta Franca Stagi.
Per approfondire:

Informazioni e iniziative intorno alla mostra

L'esposizione è aperta a ingresso libero fino al 6 giugno 2026, con i seguenti orari: lunedì dalle 14.30 alle 19, da martedì a venerdì dalle 8.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 19, sabato dalle 8.30 alle 13.
Nel corso dei mesi sono in programma ulteriori appuntamenti di approfondimento (si veda il programma in allegato), visite guidate in occasione della Notte Europea dei Musei sabato 16 maggio e una visita speciale per la Notte degli Archivi venerdì 5 giugno.

Il catalogo è disponibile in biblioteca al prezzo di 5 euro, mentre la versione digitale è pubblicata dalla casa editrice del Comune di Modena Il Dondolo e scaricabile gratuitamente online dal sito www.ildondolo.it. Per informazioni e prenotazioni delle visite guidate è possibile contattare la biblioteca Poletti: 059 2033372
biblioteca.poletti@comune.modena.it

Ada Defez nella sua abitazione di Modena nel Villaggio Giardino (metà anni '80)

(Ada Defez nella sua abitazione di Modena nel Villaggio Giardino (metà anni '80)

Documenti

Ultimo aggiornamento: 05-03-2026, 09:13