L’impegno della Regione Emilia-Romagna nello sviluppo del welfare culturale nasce come evoluzione naturale di un percorso pluriennale dedicato all’accessibilità del patrimonio culturale in ambito museale.

Il welfare culturale è un modello integrato di promozione del benessere e della salute di individui e comunità attraverso pratiche fondate sulle arti visive, performative e sul patrimonio culturale. (Treccani, 2020).

Le evidenze scientifiche internazionali, in particolare quelle pubblicate dall’OMS nel 2019, riconoscono il valore delle pratiche culturali come fattori determinanti della salute degli individui e delle comunità intesa in senso olistico: non solo assenza di malattia, ma benessere complessivo che include relazioni sociali significative, inclusione, qualità della vita, salute mentale e fisica. 

La partecipazione ad attività culturali e creative si è dimostrata una risorsa importante per contrastare isolamento sociale, disuguaglianze e marginalizzazione delle fasce più fragili della popolazione, oltre che favorire l’invecchiamento attivo, sostenere i percorsi di cura, supportare i caregivers e rafforzare la coesione sociale. Questi effetti risultano particolarmente rilevanti nell’affrontare le sfide sociali contemporanee, messe in evidenza anche dalla crisi pandemica.

Patrimonio culturale come spazio vivo e di cura

Coerentemente con questa visione, il Settore Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna considera musei, biblioteche, archivi, siti storici, teatri e spazi culturali non solo come istituti di conservazione e trasmissione della memoria, ma come luoghi vivi e condivisi, parte integrante della vita delle comunità.

Il patrimonio culturale diventa così una risorsa attiva per la coesione sociale, l'inclusione e il benessere delle persone e dei territori: uno spazio abilitante, aperto e accessibile, capace di rispondere ai bisogni reali delle comunità.

Ne è esempio la rete MADER, nata in Emilia-Romagna tra musei accomunati dalla condivisione del valore del welfare culturale e del lavoro di comunità. La rete sviluppa progetti sul patrimonio culturale dedicati alle persone che vivono in condizione di demenza e ai loro caregivers.

La nascita di nuove collaborazioni intersettoriali

Il modello del Welfare Culturale promuove una collaborazione stabile tra il settore culturale, sociale e sanitario, superando la tradizionale separazione tra settori diversi in favore di una interconnessione sinergica. L'obiettivo è una co-progettazione che integri competenze e risorse differenti per rispondere in modo più efficace ai bisogni della comunità, attraverso un ecosistema in cui enti pubblici, soggetti privati e organizzazioni del terzo settore costruiscono insieme reti diffuse di servizi e opportunità per il territorio.

In questa prospettiva, nell'ottobre 2024 è stato presentato il Manifesto condiviso per lo sviluppo del Welfare Culturale, elaborato dalla Regione Emilia-Romagna insieme alla Regione Toscana e a Promo PA Fondazione, con l'obiettivo di favorire il riconoscimento normativo del welfare culturale e sviluppare azioni congiunte tra le aree culturale, educativa, sociale, sanitaria e formativa.

Un manifesto per il welfare culturale

Risorse e strumenti

Progetti sostenuti dalla regione

Contatti
Cristina Ambrosini

Dirigente del Settore Patrimonio culturale

Silvia Ferrari

EQ Sistema museale regionale

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