RE-ORG Emilia-Romagna: i risultati della prima edizione

La prima edizione italiana del corso sul riordino dei depositi museali ha coinvolto dieci musei del territorio

Il Settore Patrimonio culturale della Regione Emilia-Romagna insieme ad ICCROM e con la collaborazione di ICOM Italia hanno realizzato per la prima volta in Italia, tra il 2020 e il 2021,  un ambizioso progetto formativo rivolto alle realtà museali del territorio regionale in uno dei momenti più difficili per il mondo culturale italiano e internazionale degli ultimi decenni.

La metodologia  “RE-ORG”, brevettata da ICCROM, è stata la protagonista di un corso di formazione dedicato al riordino dei depositi museali e interamente finanziato dal Settore Patrimonio culturale. Complessivamente sono stati coinvolti 10 musei del territorio

Per tutti i partecipanti il corso ha avuto il merito di poter fare esperienza di riordino elevando a modello una prassi da consolidare: si parte da una ricognizione sistematica sulle condizioni generali dei depositi e delle collezioni a riserva per arrivare a spazi riorganizzati che consentono la reperibilità di ogni oggetto nel tempo massimo di 3 minuti. Per alcuni, l’attività di investimento ha innescato processi dagli esiti davvero sorprendenti che meritano una riflessione a parte sulle potenzialità del sistema RE-ORG. 

Tutti i 10 musei partecipanti hanno quindi realizzato un Piano di Riordino personalizzato per il proprio contesto; i depositi di 2 musei sono stati completamente riorganizzati in presenza dalla squadra RE-ORG; 4 musei hanno perseguito l’applicazione del Piano di riordino in autonomia; 20 professionisti culturali hanno un nuovo bagaglio formativo da mettere a frutto e da condividere.
Questi risultati sono stati resi possibili anche grazie alla forma online del corso, che ha permesso a tutti di partecipare senza doversi allontanare dai propri musei e con la possibilità di creare legami con gli altri colleghi partecipanti, nonostante i lockdown e le limitazioni Covid.

In occasione del Salone del Restauro il 9 giugno 2022 sono stati presentati in un convegno i casi più significativi.

Per il Museo civico di Modena, che ha offerto l’ospitalità a tutti i partecipanti per la sperimentazione in squadre alle operazioni di riordino, il corso ha permesso di riorganizzare gli spazi in modalità sistematica con una revisione degli accorpamenti tipologici dei beni (accompagnata da un loro contestuale condizionamento) e, in taluni casi, dal rinvenimento di reperti documentari che concorrono all’accrescimento delle conoscenze in vista del nuovo museo.

Esempio di qualità è il Museo Casa Pascoli di San Mauro Pascoli (FC) per il quale l’esperienza di RE-ORG ha attivato risorse progettuali funzionali all'allestimento dei nuovi spazi con un progetto che si è conquistato il riconoscimento dell’Art Bonus. Il caso di San Mauro Pascoli dimostra come la progettualità, se applicata in una visione strategica, permetta di apprezzare risultati di lungo periodo, in questo caso concorrendo alla definizione dei futuri assetti verso il nuovo Centro di Documentazione Pascoliano.

Come accostare reperti della civiltà contadina con la civiltà urbana contemporanea è la sfida che si assunta l’Istituzione Villa Smeraldi - Museo della Civiltà contadina di Bentivoglio (BO) con un progetto di valorizzazione innovativo dentro una cornice di dialogo urbana come la corte interna di Palazzo Malvezzi a Bologna che ha ospitato l’installazione di alcuni oggetti seriali di scarto, in occasione di Art City Bologna 2022.

Il coraggio delle domande scomode ma necessarie è stata l’esperienza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Ravenna in occasione del riordino del Museo Archeologico San Domenico di Cesena. Nell’affrontare il riordino di un deposito di concentrazione si è trovata di fronte alla domanda sulla vexata quaestio dello scarto che apre alla riflessione su come coniugare le questioni metodologiche che investono la disciplina con la gestione operativa secondo protocolli condivisi dei molti reperti che non hanno effettiva rilevanza se non quella di studio.

Immagini dal convegno

L’impegno della Regione Emilia-Romagna è di proseguire la formazione permanente degli operatori museali, promuovendo una seconda edizione del Corso RE-ORG ER per capitalizzare e strutturare i risultati raggiunti  e consolidare l'impianto di una metodica condivisa per il riordino dei depositi.

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