venerdì,  18 novembre 2022

Verità e illusione. Figure in cera del Settecento bolognese

Al Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini di Bologna un ampio e dettagliato panorama dell’officina ceroplastica a Bologna durante il Settecento. Fino al 12 marzo 2023

Forma artistica scarsamente indagata dal circuito accademico per via dell’antico pregiudizio verso una materia metamorfica considerata priva di valore estetico e una tecnica in bilico tra arte e artigianato, proprio nel capoluogo emiliano, durante il XVIII secolo, la ritrattistica scultorea in cera ebbe un ruolo di primaria importanza godendo di fortuna e apprezzamento come rappresentazione congeniale ad una triplice funzione: la trattazione delle discipline scientifiche avviata nella rinomata scuola di anatomia umana dell’Università, la raffigurazione del potere e la devozione religiosa.
La mostra "Verità e illusione", dedicata alla memoria di Andrea Emiliani, tra i primi a ridare dignità artistica a questo patrimonio, riunisce per la prima volta 18 opere, di cui 16 figure in cera e 2 terrecotte, di notevole fattura, presenti in raccolte museali ed edifici di culto cittadini, e anche in collezioni private e dunque raramente visibili.
Accanto al Ritratto del conte senatore Paolo Patrizio Zambeccari (1670-1756) di Nicola Toselli esposto unicamente nella Mostra del Settecento Bolognese curata da Guido Zucchini nel 1935 a Palazzo d’Accursio, sono 3 i manufatti inediti visibili per la prima volta: la testa di Cristo in cera policroma, attualmente conservata presso il Museo provinciale dei Cappuccini di Bologna e attribuita a ceroplasta emiliano, e i due busti di San Carlo Borromeo e San Filippo Neri riferibili a Luigi Dardani, provenienti dal coretto della chiesa di Santa Maria di Galliera.

Il percorso espositivo, a cura di Massimo Medica, Mark Gregory D’Apuzzo, Ilaria Bianchi e Irene Graziani, si estende, naturalĭter, nella seconda sede del Museo di Palazzo Poggi dove si trova la “Camera della Notomia” dell’Istituto delle Scienze con la serie di otto statue in cera - di cui due nudi raffiguranti Adamo ed Eva, quattro Spellati e due scheletri - progettate ed eseguite tra il 1742 e il 1751 dal pittore, scultore e architetto Ercole Lelli su commissione del Cardinale Prospero Lorenzo Lambertini, asceso al soglio pontificio nel 1740 con il nome di Benedetto XIV.

Nella Bologna di Papa Benedetto XIV la ceroplastica si ritagliò un ampio spazio di affermazione, quasi a concorrenza con le altre arti tradizionali (la pittura, la scultura in terracotta), riuscendo a soddisfare le richieste di una committenza sedotta dall’alto potenziale di verosomiglianza garantito dalla modellazione in cera associata ad altri materiali.

In mostra troviamo il busto raffigurante Anna Maria Calegari Zucchini (1643-1741), tessitrice di modeste origini e analfabeta che ebbe fama di donna devota e in odore di santità, commissionato allo scultore Angelo Gabriello Piò ma eseguito dall’allievo Filippo Scandellari, che ne rivendicò la paternità dichiarandosi il primo ad aver introdotto a Bologna l’uso di realizzare figure in cera colorata. 

Si diffonde anche una produzione di soggetti religiosi (Santa Famiglia, Ecce Homo, Maria Addolorata, santi), e soprattutto di busti a grandezza naturale che raffigurano personaggi dalla condotta di vita esemplare di cui si vuole promuovere il culto, come nel caso del busto di Padre Ercole Maria Giuseppe Isolani di cui è artefice lo stesso Scandellari.

Perfettamente rispondenti ad un’esigenza di aderenza al “vero” e al “vivo”, le figure in cera conquistano anche la dimensione mondana come nel caso dei magnifici ritratti degli aristocratici Francesco e Paolo Patrizio Zambeccari, appartenenti a una delle famiglie più importanti a Bologna.
Anche la “testa di carattere” o “testa d’espressione” è una tipologia affrontata dalla ceroplastica, come i due fanciulli della Fondazione Cavallini Sgarbi, di autore ancora ignoto.

Alcune cere non bolognesi del Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini consentono di estendere lo sguardo sulla ceroplastica europea coeva all’epoca qui considerata. Dalla Germania provengono il Filosofo morente e il Matematico di Caspar Bernhard Hardy modellatore molto ammirato dai contemporanei, tra cui Johann Wolfgang Goethe. Dalla Francia proviene invece il medaglione con Profilo femminile, probabile ritratto della principessa di Lamballe o della regina Marie-Antoinette, eseguito da un ignoto settecentesco verosimilmente negli anni della Rivoluzione francese.

Il catalogo della mostra, a cura di Mark Gregory D’Apuzzo e Massimo Medica, viene pubblicato da Silvana Editoriale.

L'ingresso alla mostra è gratuito. Il biglietto dà diritto alla tariffa ridotta ai Musei di Palazzo Poggi.
Per tutte le informazioni e per il calendario di visite guidate, laboratori e conferenze:
www.museibologna.it/arteantica





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