giovedì,  28 luglio 2022

Vasco Ascolini, Capitali della Cultura

A Parma l’ex chiesa di San Ludovico raccoglie gli scatti del fotografo reggiano che, con il suo punto di vista e stile inconfondibili, ha colto i dettagli di città capitali della cultura nazionali e internazionali

Vasco Ascolini nasce a Reggio Emilia nel 1937 e nella sua lunga carriera, avviata nel 1965, ha avuto incarichi dai più prestigiosi musei del mondo.  Dai primi anni Ottanta, dopo essersi occupato di fotografia di spettacolo, in particolare per il teatro "Romolo Valli" di Reggio Emilia, si interessa e fotografa i beni culturali, con una particolare attenzione ai luoghi e ai musei dove si conserva e si espone l'arte. E' l’unico fotografo italiano di cui abbiano scritto lo storico dell’arte sir Ernst H. Gombrich e il grande medievalista Jacques Le Goff. Le sue fotografie sono state definite “eccezionali” dal critico Federico Zeri, la sua poetica è stata collegata alla messa in scena della scultura e ai gesti del teatro Kabuki dallo storico dell’arte Arturo Carlo Quintavalle.  Dal  2000 è Cavaliere delle Arti e delle Lettere della Repubblica Francese. 
Dopo la mostra retrospettiva che nel 2007 gli dedicò la sua città natale, a cura di Sandro Parmiggiani e Fred Licht, lo sguardo di Vasco Ascolini torna a Parma, città nella quale, negli anni Settanta, ha iniziato la sua formazione artistica. 
Nella mostra "Capitali della Cultura", a cura di Amedeo Palazzi e Cesare Di Liborio, in corso fino all'11 settembre nello Spazio dell'ex Chiesa di San Ludovico a Parma, Ascolini con il suo originale punto di vista coglie i dettagli di città capitali della cultura nazionali e internazionali, come Arles, Berlino, Il Cairo, Ginevra, Versailles e la stessa Parma. Le immagini di sculture, musei, chiese, palazzi e giardini che si incontrano nella quotidianità sono proiettate su un maxischermo al centro della navata. In sottofondo, una selezione di suoni registrati in presa diretta in tutti i luoghi fotografati. Non una mostra tradizionale, dunque, ma una sorta di film, con un inizio e una fine, il visivo associato all’audio, gli spettatori seduti e il buio in sala. Un'esperienza diversa e totalizzante, dove gli scatti selezionati per la mostra perdono la scala, e il loro senso è modificato da un nero potente, che confligge con la luce.

La mostra è accompagnata dal catalogo edito Electa Vasco Ascolini, Capitali della Cultura. Fotografie 1980-2013, a cura di Amedeo Palazzi e Cesare Di Liborio. Il volume contiene, oltre alle fotografie della mostra, gli scambi epistolari con illustri nomi della fotografia internazionale, con i curatori di prestigiosi musei e il nuovo saggio di Quintavalle dedicato al fotografo oltre a quelli già editati di Ernst H. Gombrich e Jacques Le Goff.

La mostra è aperta il sabato e la domenica dalle 11 alle 18. Fino all'11 settembre 2022.
sito web: https://parma2020.it/it/

 

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