giovedì,  15 settembre 2022

Il Talmùd: storia, prospettive e suggestioni del pensiero ebraico

In occasione della ventitreesima Giornata europea della Cultura ebraica, al Museo Ebraico di Bologna si apre una mostra dedicata alla genesi, alle edizioni e alle vicende storiche di una delle colonne portanti dell’ebraismo. Fino all'8 gennaio 2023

Si apre il 18 settembre 2022 al Museo Ebraico di Bologna, in occasione della ventitreesima Giornata europea della Cultura ebraica, la mostra “Il Talmùd. Storia, prospettive e suggestioni del pensiero ebraico”.
Il Talmùd, una delle colonne portanti, assieme alla Bibbia ebraica, dell’ebraismo, è strutturalmente diverso dal modello tradizionale di libro al quale istintivamente si pensa. Non è semplicemente un libro, ma piuttosto una collezione di tradizioni e commenti attorno cui, nel corso di più di un millennio di studio, individui e comunità hanno costruito riletture e attualizzazioni. È quindi la testimonianza di un incessante lavoro di rinnovamento interpretativo alla ricerca di una sempre più soddisfacente aderenza della norma alle casistiche del presente, nel rispetto e nel mantenimento dei precetti generali di una tradizione che affonda le sue radici in un tempo ormai remoto. Una risorsa irrinunciabile, dunque, alla quale ricorrere per fronteggiare anche l’inaspettato.
Se però non c’è ebreo ortodosso che non sappia di cosa si parla quando si accenna al Talmùd, la stessa cosa non accade per la maggior parte di tutti gli “altri”. La mostra del MEB, quindi, rivolta a un pubblico eterogeneo, si propone di ripercorrere la genesi di questo corpus letterario, le sue edizioni e le sue vicende storiche attraverso una serie di pannelli testuali nei quali si è cercato di coniugare alla correttezza dell’informazione un tono divulgativo e non pedante. Attraverso l’ingrandimento di una pagina dell’edizione Bomberg, si analizza ed evidenzia il particolare layout del testo, mentre due brevi excursus, uno ispirato a Yentl, il personaggio dell’omonimo racconto di Isaac Bashevis Singer, e uno che prende spunto dal saggio di Jonathan Rosen ll Talmud e Internet, vanno rispettivamente a sbirciare con un po’ di ironia nella relazione tra Talmùd e mondo femminile e nella modernità di un testo che appare organizzato in maniera sorprendentemente simile agli attuali dibattiti dei social network.

Oltre alla lettura si avvertiva inoltre l’esigenza di offrire al pubblico anche un’esperienza visiva. Relativamente a un’opera tanto carica di significato ma rimasta fondamentalmente aniconica nelle sue varie edizioni, non sembrava sufficiente ricorrere a mere illustrazioni o scatti fotografici di vita ebraica nelle scuole talmudiche, tanto visti da risultare ormai stereotipati. Per cercare di recuperare e comunicare il legame anche emotivo che gli ebrei, come popolo e individualmente presi, sentono nei confronti del Talmùd, sono stati scelti sei lavori di altrettanti artisti nati e cresciuti nell’alveo dell’ebraismo - Ariela Böhm, Arza Coen, Barbara Nahmad, Tobia Ravà, Hana Silberstein e Danièle Sulewic. Le opere, alcune preesistenti a questa mostra, altre prodotte ad hoc, rappresentano libere interpretazioni di contenuti talmudici o evocazioni di situazioni legate allo studio e all’esegesi.

Artisti e Talmud: il pieghevole (pdf6.01 MB)

Completa infine la mostra un filmato a cura di Sorgente di vita, programma televisivo RAI, dedicato al Progetto Talmùd, il lungo lavoro di traduzione dei trattati talmudici dall’ebraico e dall’aramaico iniziato undici anni fa grazie alla collaborazione tra la Presidenza del Consiglio, l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, il Collegio Rabbinico Italiano e il CNR e giunto quest’anno alla pubblicazione del settimo volume, decimo della collana, dedicato al trattato Meghillà.

La mostra, a cura di Ilaria Briata dell’Università di Amburgo, per quanto riguarda i testi, e di Vincenza Maugeri e Caterina Quareni del MEB per quanto riguarda il progetto allestitivo, rimarrà aperta fino all’8 gennaio nei giorni e negli orari abituali del Museo Ebraico di Bologna.

Per informazioni:
www.museoebraicobo.it

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