Giorno della memoria

Il 27 gennaio, anche in Emilia-Romagna, i luoghi della cultura ricordano lo sterminio e la persecuzione del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti

Venerdì 27 gennaio 2023 si rinnova anche in Emilia-Romagna l’appuntamento con il “Giorno della memoria”, in cui si ricordano lo sterminio e la persecuzione del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti e si rende omaggio a chi protesse i perseguitati e salvò loro la vita a rischio della propria.

Tra le numerose iniziative organizzate nei luoghi della cultura da Rimini a Piacenza se ne segnalano alcune, rimandando alla sezione “MemoriaNovecento” del portale “EmiliaRomagnaCultura” per una panoramica complessiva.

Il Museo ebraico di Bologna propone tre esposizioni in altrettanti sedi, a cominciare dalla propria, in via Valdonica, dove fino al 12 marzo, si può venire a conoscere “La Shoah a Bologna nelle carte dell’archivio Sinigaglia”: lettere, documenti, foto, piccoli diari e testimonianze orali permettono di ripercorrere la storia di una famiglia dal 1938 al 1945.
A Palazzo d’Accursio, fino al 6 febbraio, la mostra “Mario Finzi. Un ragazzo fantastico” ricostruisce le vicende di un giovane musicista bolognese che fu arrestato come sospetto sovversivo, non nascose il suo antifascismo e fu deportato ad Auschwitz, dove morì poco più che trentenne.
Nella sede dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, fino al 27 gennaio, è allestita l’esposizione documentaria “Insegnare narrando storie. Laura Orvieto e il suo mondo”, che approfondisce il percorso di vita e formazione dellautrice delle “Storie della Storia del Mondo”: dalla sua infanzia milanese alla collaborazione con Rosa Errera, pioniera dei primi doposcuola per bambini poveri, dall’arrivo a Firenze alle persecuzioni razziali, fino al ritorno alla scrittura dopo la guerra.

L’Istoreco, Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Reggio Emilia, ha in programma per sabato 28 gennaio un itinerario alla scoperta delle pietre di inciampo di Novellara e dintorni, con partenza alle 10 dalla rocca della città. Alle pietre di inciampo (i sampietrini d’ottone posati vicino alle abitazioni di persone deportate o morte a causa delle persecuzioni nazifasciste e collegati dal progetto internazionale dell’artista tedesco Gunter Demnig) l’Istituto reggiano ha dedicato un sito web con la mappatura del territorio provinciale.

Domenica 29 gennaio, alle 15, l’Istituto storico di Modena chiama a raccolta per un trekking urbano alla scoperta di luoghi e storie della comunità ebraica modenese, che fino al 1938 era fortemente integrata nel tessuto sociale ed economico della città emiliana, per poi trovarsi improvvisamente discriminata con l’applicazione delle leggi razziali. Il percorso, con ritrovo davanti alla Sinagoga, dura circa un’ora e mezza ed è adatto a tutti; occorre prenotarsi scrivendo a iniziativeculturali@istitutostorico.com.

La Regione Emilia-Romagna, con la legge 3/2016, promuove e sostiene attività di conservazione, diffusione, ricerca, didattica e formazione volte a mantenere viva e a divulgare la memoria degli avvenimenti, delle persone e dei luoghi coinvolti dalle vicende del Novecento. Unica nel panorama nazionale, la legge interviene a sostegno delle attività sia degli istituti storici regionali, sia di soggetti pubblici e privati.

La Shoah a Bologna: due mostre per non dimenticare

RadioEmiliaRomagna: i podcast dedicati al “Giorno della memoria”

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ultima modifica 2023-01-27T09:55:05+01:00
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