venerdì,  28 aprile 2023

Un piede nell’Eden. Luigi Ghirri e altri sguardi. Giardini in Europa e L’Architettura degli Alberi

Al Palazzo dei Musei a Reggio Emilia una mostra propone un'ampia riflessione sulle sperimentazioni fotografiche intorno al tema della natura, partendo dall’opera di Luigi Ghirri. Fino al 25 febbraio 2024

“Un piede nell’Eden": mai titolo fu più azzeccato per questo dialogo in cui tre esperienze autonome, avvenute all'incirca negli stessi anni, riflettono sull'elemento naturale, coinvolgendo fotografia, disegno e grafica. Succede al Palazzo dei Musei di Reggio Emilia nell'esposizione curata da Ilaria Campioli, che parte dall'opera di Luigi Ghirri, uno dei più grandi maestri della fotografia italiana, per esaminare diverse sperimentazioni fotografiche intorno al tema della natura. 

Inaugurata in concomitanza con il festival di Fotografia Europea, la mostra è suddivisa in tre sezioni: nella prima
, dedicata appunto all’opera di Luigi Ghirri, sono presentate 59 immagini realizzate prevalentemente in parchi e giardini fra il 1984 e il 1988, luoghi in cui, secondo l’autore, è possibile rivivere e sperimentare un sentimento di appartenenza con la natura. Fin dagli inizi, la ricerca fotografica di Luigi Ghirri si caratterizza per un forte interesse verso l’elemento naturale del quale non manca di cogliere e mettere in luce le numerose contraddizioni. Da Colazione sull’erba, serie realizzata fra il 1972 e il 1974, in cui Ghirri opera una potente riflessione sulla trasformazione della natura in puro elemento decorativo, attraverso Un piede nell’Eden, che accoglie lavori realizzati fra il 1984 e il 1988 in diversi parchi e aree verdi d’Italia e d’Europa, l’antropizzazione dell’elemento naturale e la progressiva scomparsa delle aree verdi alle porte delle città lo guidano alla ricerca di una nuova immagine in grado di restituire la complessità di un paesaggio in via di sparizione. Tutte le opere in mostra sono stampe vintage ad eccezione delle sei relative a Colazione sull’erba e delle sette immagini appartenenti alla ricerca su Versailles. 

Nella seconda sezione è invece riallestita una selezione di 81 fotografie provenienti da Giardini in Europa, mostra collettiva realizzata nel 1988 con la curatela di Luigi Ghirri e Giulio Bizzarri, in cui sono presentati gli esiti delle ricerche condotte da tredici artisti internazionali (Andrea Abati, Olivo Barbieri, Giovanni Chiaramonte, Joan Fontcuberta, Mimmo Jodice, Gianni Leone, Francesco Radino, Olivier Richon, George Tatge, Ernesto Tuliozi, Fulvio Ventura, Verena Von Gagern e Cuchi White) in aree verdi in Italia e all’estero. L’obiettivo – come dichiara lo stesso Ghirri nel testo introduttivo del piccolo catalogo che accompagna la mostra – non risiede nella ricerca di un’unità stilistica ma, soprattutto, di “sentimenti” per rimettere al centro il senso di appartenenza nei confronti di quei luoghi, riconoscendone così l’importanza e la centralità per la vita delle città e delle comunità. 

Nella terza parte della mostra L’Architettura degli Alberi di Cesare Leonardi e Franca Stagi, opera monumentale pubblicata nel 1982 per lo studio e la conoscenza della struttura degli alberi, racconta l’enorme sforzo messo in campo dai due architetti per il riconoscimento delle caratteristiche proprie di ogni essenza e per il corretto inserimento degli alberi nei progetti di giardini e aree naturali. Il volume, realizzato in occasione della mostra allestita a Reggio Emilia nel 1982, è considerato ancora oggi un insuperato strumento per la progettazione del verde e presenta gli straordinari disegni di oltre 212 specie arboree in scala 1:100. La fotografia è un tassello sostanziale del lavoro che porta Leonardi e Stagi alla realizzazione dei 370 disegni a china su acetato in scala 1:100 che compongono l’opera L’Architettura degli Alberi. 

L’insieme delle ricerche proposte in mostra testimoniano di un rinnovato interesse che si sviluppa a partire dalla fine degli anni Settanta nei confronti delle aree verdi, in cui il giardino riappare nel suo spessore ideologico ed ecologico ma anche mnemonico, storico e culturale, come espressione di una nuova forma di sensibilità nei confronti della natura e del passato, oggi definibile come “Patrimonio verde”, secondo la felice espressione coniata dalla sociologa Françoise Dubost.

La mostra vede anche la preziosa collaborazione di Mariella Stagi Scarpa, Paolo Stagi, Stefano Stagi e la Biblioteca Civica d’Arte Luigi Poletti di Modena. La grafica della comunicazione e della mostra è curata da Isia Urbino.

Per tutte le informazioni e gli eventi organizzati intorno alla mostra:
https://www.musei.re.it/
L'ingresso è libero

 

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ultima modifica 2023-04-28T15:20:04+01:00
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