martedì,  26 aprile 2022

Un'invincibile estate: al via Fotografia Europea 2022

Dal 29 aprile al 12 giugno Reggio Emilia torna capitale internazionale della fotografia con la XVII edizione del Festival, ispirato quest'anno a una celebre frase di Albert Camus

A Reggio Emilia la XVII edizione del Festival di fotografia torna con una fortissima spinta propulsiva, data dal titolo, Un'invincibile estate, frase celebre di Albert Camus che racchiude potentemente l’immagine di come le nostre forze interiori, pur nel cuore dell’Inverno, tendano inevitabilmente a sprigionarsi infine nel trionfo e nel continuo rinnovarsi della vita. Una metafora quanto mai attuale visto il recente passato e il presente che ci stanno accompagnando.

Questa suggestione ha accompagnato la direzione artistica del Festival, composta da Tim Clark e Walter Guadagnini, che ha selezionato i lavori dei protagonisti di quest’anno combinando sguardi internazionali e sensibilità differenti, mai banali, che non mancano di cogliere, anche di sorpresa, i visitatori.
I Chiostri di San Pietro, Palazzo da Mosto,  i Chiostri di San Domenico, Biblioteca Panizzi, Galleria Santa Maria,  Lo Spazio Gerra, i Musei Civici, la Collezione Maramotti, la Fondazione I Teatri e gli spazi del Circuito OFF accolgono anche quest'anno mostre di grandi maestri e di giovani esordienti. 

Come sempre, sono le sale monumentali dei Chiostri di San Pietro a fare da fulcro del Festival, ospitando ben dieci esposizioni. La mostra "storica" di questa edizione è ospitata nelle sale affrescate del piano terra dei Chiostri di San Pietro ed è dedicata a Mary Ellen Mark, fotografa documentarista che dal 1964 fino alla sua morte nel 2015, realizza saggi fotografici intensamente vividi e rivoluzionari che esplorano la realtà delle persone, soprattutto donne, in una varietà di situazioni complesse e spesso difficili, dolorose, a volte quasi impossibili.
Tra gli altri artisti ricordiamo Nicola Lo Calzo con il progetto intitolato Binidittu, riflessione sulla condizione delle persone migranti nel Mediterraneo attraverso la figura di San Benedetto il Moro, il primo santo nero della storia moderna considerato un’allegoria dei nostri tempi: luogo d’incontro tra il Mare Nostrum e il mondo, tra la memoria e l’oblio, tra il razzismo banalizzato e l’humanitas condivisa. E poi Hoda Afshar che, attraverso gli scatti del complesso progetto Speak The Wind svela gli straordinari paesaggi dell’Iran, la sua gente e i loro rituali, fotografando il vento e gli intrecci di tradizioni e credenze che porta con sé, per formare una registrazione visibile dell’invisibile attraverso l'occhio dell'immaginazione. Jonas Bendiksen, invece, diffonde il caos nella comunità del fotogiornalismo con The Book of Veles, progetto che accorpa le fake news generate nella piccola e sconosciuta cittadina macedone di Veles per dimostrare - attraverso un misto di reportage classico, modelli di avatar 3D e sistemi di generazione di testo con intelligenza artificiale - che la disinformazione visiva confonde anche i professionisti dei media addestrati. 
Nella sede di Palazzo da Mosto trovano posto gli scatti della nuova produzione di Fotografia Europea, affidata a Jitka Hanzlovà. Scopo di questo progetto è raccontare come le forze di resilienza degli adolescenti siano oggi particolarmente sollecitate dai risvolti sociali che la situazione sanitaria impone loro da due anni a questa parte.
Nel trentennale della scomparsa di Luigi Ghirri, a Palazzo dei Musei, la mostra In scala diversa. Luigi Ghirri, Italia in miniatura e nuove prospettive, a cura di Ilaria Campioli, Joan Fontcuberta e Matteo Guidi, partendo dalla serie In scala realizzata da Luigi Ghirri in più riprese, dalla fine degli anni Settanta alla prima metà degli Ottanta, nel parco divertimenti Italia in Miniatura di Rimini, approfondisce i temi del doppio, della finzione e dell’idea stessa di realtà, creando un dialogo con la raccolta - disegni, cartoline, documenti e immagini provenienti dall’archivio del parco  - accumulatasi dalla metà degli anni Sessanta a seguito dei numerosi viaggi del fondatore Ivo Rambaldi lungo tutta la penisola, allo scopo di raccogliere quanta più documentazione visiva possibile per la costruzione dei plastici.
I Chiostri di San Domenico ospitano invece la nona edizione di Giovane Fotografia Italiana, progetto del Comune di Reggio Emilia che valorizza i talenti della fotografia italiana contemporanea under 35.
Lo Spazio Gerra presenta il progetto In Her Rooms di Maria Clara Macrì in cui l’autrice esplora il rapporto tra empatia, intimità e rappresentazione contemporanea delle donne.
La Biblioteca Panizzi con la mostra Vasco Ascolini: un’autobiografia per immagini a cura di Massimo Mussini, racconta la vita artistica e lavorativa del fotografo reggiano attraverso 40 anni di scatti in un percorso coraggioso, fatto di incontri importanti e di grande determinazione.
La Collezione Maramotti dedica la sua mostra al fotografo Carlo Valsecchi che nelle quarantaquattro fotografie di grande formato che costituiscono Bellum, racconta il conflitto ancestrale tra uomo e natura e tra uomo e uomo. 
Teatro e fotografia entrano ancora in relazione nel nuovo progetto che Fondazione I Teatri, con Reggio Parma Festival e Collezione Maramotti hanno affidato ad Arianna Arcara, invitandola a una lettura e interpretazione del lavoro della Compagnia di danza Peeping Tom al Festival Aperto Reggio Emilia 2021.
Circa 200 le mostre del Circuito OFF che arricchiscono anche quest'anno il Festival.
Un calendario di appuntamenti accompagna inoltre i visitatori non solo per le tre giornate inaugurali – 29, 30 aprile e 1 maggio – ma anche nelle settimane successive fino al 12 giugno: conferenze, incontri con gli artisti, presentazione di libri, letture portfolio, workshop, un bookfair dedicato agli editori indipendenti e spettacoli pensati per alimentare un confronto culturale che partendo dalla fotografia affronti anche temi trasversali.
Tutte le informazioni sul sito:
https://www.fotografiaeuropea.it/

 

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