venerdì,  8 aprile 2022

Photos! Capolavori della Collezione Julián Castilla

Cartier-Bresson, Doisneau, Capa, Man Ray e i più grandi fotografi del ’900 a Palazzo Albergati a Bologna, dall’8 aprile al 2 ottobre 2022

Il piano terra di palazzo Albergati a Bologna ospita, fino al 2 ottobre, un viaggio imperdibile nella storia della fotografia. Con oltre 70 scatti memorabili dei più grandi fotografi del Novecento, immagini entrate ormai nell’immaginario collettivo, la collezione fotografica di Julián Castilla, uno dei più ricchi archivi fotografici spagnoli,  arriva per la prima volta in Italia.  "La collezione Julián Castilla - spiega Cristina Carrillo de Albornoz, curatrice della mostra - rappresenta una preziosa testimonianza con cui immergersi nei movimenti artistici fondamentali dell'arte moderna e contemporanea. Dalle avanguardie del surrealismo e dell'astrazione, passando per il movimento pop e l'arte concettuale, fino all'arte digitale.” 

Suddivisa in 9 sezioni, la mostra ripercorre 120 anni di fotografie di tutti i nomi più grandi: Alfred Stieglizt, Man Ray, Henri Cartier-Bresson, Vivian Meier, Robert Capa, André Kertèsz, Alberto Korda e Robert Doisneau, nonché fotografi spagnoli come Carlos Saura, Ramón Masats, Oriol Maspons, Isabel Muñoz, Cristina García Rodero o Chema Madoz, e molti altri. 
In apertura, la foto più antica della collezione, del 1902, è "La mano dell'uomo" di Alfred Stieglitz, padre della fotografia moderna e pioniere del concetto di fotografia come arte. Si vede una locomotiva sfrecciare sui binari della stazione di Long Island City, a dimostrazione di quanto la macchina fotografica potesse trasformarsi in uno strumento per fare arte se guidata dalla sensibilità di un artista.

Non poteva mancare Man Ray e, tra le opere, ricordiamo l'immagine simbolo della mostra, "Le Violon d’Ingres [Il violino di Ingres]" del 1924. Ammiratore dei dipinti di Jean-Auguste Dominque Ingres, Man Ray scattò una serie di fotografie ispirate ai suoi languidi nudi, coinvolgendo la celebre modella KiKi de Montparnasse. Qui il corpo di Kiki si trasforma in un violino, secondo lo spirito avanguardista e surreale, dipingendo sulla stampa fotografica i fori di uno strumento a corda. Quasi a suggerire che se il passatempo preferito di Ingres era il violino, giocare con KiKi era il passatempo preferito di Man Ray.

Potentissima è l'immagine di Che Guevara realizzata dal fotografo cubano Alberto Korda nel 1960. Il "Guerrillero heroico [Guerrigliero eroico]" è una delle immagini simbolo del XX secolo, forse la più riprodotta in assoluto. Fu scattata il 5 marzo 1960 al funerale delle vittime del sabotaggio del battello La Coubre. Korda dichiarò che fu attratto dall'espressione facciale del Che, capace di mostrare "assoluta implacabilità" insieme a rabbia e dolore.

Altra immagine tra le più conosciute e discusse a livello mondiale è "Death of a Militiaman" di Robert Capa. Scattata nella città andalusa di Espejo il 5 settembre 1936, mostra Federico Borrell Garcia, un soldato repubblicano, che cade mentre tiene ancora in pugno un'arma. "Probabilmente è stata la foto migliore che io abbia scattato - dichiarò in seguito Capa - Ero lì in trincea con una ventina di miliziani. Ho messo la macchina fotografica sopra la testa e senza guardare ho cliccato". Nacque così l'immagine emblematica della guerra civile spagnola.

Dopo le immagini a forte impegno politico è d'obbligo citare un altro scatto iconico presente in mostra,  "Le Baiser de l’hôtel de Ville [Il bacio dell’hôtel de Ville]" di Robert Doisneau, realizzato in una strada parigina nel 1950 e considerata una delle fotografie più romantiche e popolari mai realizzate. Pubblicata sulla rivista "Life", è una foto "costruita": i due protagonisti accettarono di baciarsi di nuovo davanti alla fotocamera, dopo che Doisneau li aveva notati per strada. Le cronache ci dicono che la loro storia durò pochi mesi, ma quel bacio sarà per sempre il simbolo dell'eterno amore.

Tra le strade di Parigi ci portano anche le immagini di Henri Cartier-Bresson, padre nobile della street photography e del fotogiornalismo, tra i fondatori nel 1947dell'Agenzia Magnum. In "Rue Mouffettard" del 1954 immortala un bambino per strada, seguendo il suo credo, "il momento decisivo", ovvero catturare l'istante in cui ha luogo il fatto decisivo di un'azione. 

Con Carlos Saura si apre il ricco capitolo della fotografia d'autore spagnola. Saura, prima di diventare un famoso regista cinematografico, si dedicò alla fotografia, documentando con la sua Leica la realtà sociale del paese. Insieme a lui sono presenti anche i lavori di Gerardo Vielba, Ramon Masats, Cesar Lucas e Oriol Maspons. Figure spagnole essenziali nella storia della fotografia e nel rinnovamento stesso della fotografia spagnola come disciplina artistica autonoma.

Arriviamo infine alla fotografia spagnola degli ultimi decenni. "La Movida madrilena - scrive Cristina Carrillo de Albornoz - fu un esplosivo movimento controculturale che prese piede principalmente a Madrid negli anni ottanta durante la transizione spagnola verso la democrazia, guidato, tra gli altri, dal regista Pedro Almodovar e animato dalla libertà e dal desiderio di trovare una nuova identità senza tabù. Annunciava un nuovo modo di vivere, di creare, di vestire, e perfino di bere".

La “regina” dei fotografi, colei che ritrasse quel panorama madrileno nella sua massima espressione, fu Barbara Allende, meglio conosciuta come Ouka Leele, e molte delle sue fotografie rivelano quello spirito di libertà estrema. Accanto a lei, si distinguono anche le opere di Alberto Garcia-Alix, i cui ritratti sono di straordinaria forza espressiva.

Tutte le informazioni per organizzare la visita alla mostra sono sul sito: https://www.palazzoalbergati.com/photos/

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