mercoledì,  13 aprile 2022

Klimt. L’uomo, l’artista, il suo mondo

A Piacenza una grande mostra dedicata al maestro della secessione viennese, per festeggiare il "ritorno a casa" del "Ritratto di Signora". Fino al 24 luglio 2022

E' oramai considerata l'icona moderna della città di Piacenza. Si tratta del "Ritratto di Signora", realizzato da Gustav Klimt tra il 1916-17, che il nobile piacentino Giuseppe Ricci Oddi acquistò da un antiquario milanese per 30.000 lire nel 1925 per arricchire la propria raccolta d'arte, poi confluita nell'omonima Galleria, aperta al pubblico dal 1931. E' nota la storia incredibile di questa tela: nel 1996 una studentessa di un liceo piacentino, Claudia Maga, intuì quello che le attente analisi scientifiche dimostrarono in seguito. Klimt ridipinge sopra un precedente ritratto, ritenuto dalla critica perduto, raffigurante una donna dallo stesso volto e nella stessa posa, ma diversamente abbigliata e con un grande cappello. Le modifiche apportante accentuano in quello sguardo uno stato quasi febbrile e le vesti, pennellate velocemente, sembrano sfaldarsi, come quel mondo che sta per essere inghiottito dagli orrori della Prima guerra mondiale. Un'opera in cui  Klimt si abbandona a un approccio più emozionale, realizzata poco tempo prima di morire della pandemia di quell'epoca, l'influenza spagnola, il 6 febbraio 1918. Peraltro è  tra le pochissime opere dell'artista conservate in un museo italiano. Sono tre: il "Klimt di Piacenza" (e la Galleria Ricci Oddi conserva anche un suo disegno, "Testa di vecchio" del 1917-18), la Giuditta II di Ca' Pesaro a Venezia e Le tre età della donna, opera custodita alla Galleria nazionale d'arte moderna di Roma. 
Ma le sorprese non finiscono. Il 22 febbraio 1997 la tela viene rubata dalla Galleria Ricci Oddi. Per ben 22 anni cresce il clamore su questo furto, tra false richieste di riscatto, mitomani, esoterismo, fino al 10 dicembre 2019, quando durante lavori di giardinaggio all'esterno del museo piacentino, in un piccolo vano del muro, è rinvenuto un sacchetto di plastica che contiene l'opera. La tela può tornare finalmente a casa, avvolta nel mistero del suo casuale ritrovamento.

Con la mostra "Klimt. L’uomo, l’artista, il suo mondo" , in corso negli spazi di XNL- Piacenza Contemporanea, di fianco alla Galleria Ricci Oddi, fino al 24 luglio, la città "festeggia" la sua icona che si circonda per l'occasione di oltre 160 opere d'arte, tra dipinti, sculture, grafica e manufatti d'arte decorativa provenienti dal Belvedere e dalla Klimt Foundation di Vienna, oltre che da diverse collezioni pubbliche e private.  Alla stanza dedicata alla "Signora" si approda dopo aver attraversato otto sezioni che ci insegnano a leggerla nel contesto viennese ed europeo dell'epoca, partendo dalla nascita del simbolismo, da cui Klimt prende le mosse, per introdurci nel mondo dell'artista, con le prime opere e i suoi primi compagni, i fratelli Georg e Ernst, e l'amico Franz Matsch. Ci si addentra poi nella Secessione viennese da lui fondata insieme ad altri artisti nel 1897. Un focus è dedicato ai suoi compagni di strada, Schiele e Kokoschka, e alle opere d'arte decorativa delle Wiener Werkstatte. Una splendida sezione ci mostra come importanti artisti italiani trovarono ispirazione nell'artista viennese, con opere di Felice Casorati, Adolfo Wildt e Vittorio Zecchin (una intera parete è dedicata al suo ciclo de Le mille e una notte, realizzato dal muranese Zecchin nel 1914 per la sala da pranzo dell'Hotel Terminus a Venezia, oggi non più esistente, e conservato in parte a Ca' Pesaro). 
Chiude la visita, dopo la suggestiva "visione" della "Signora" di Piacenza, esaltata grazie a una sapiente illuminazione, la riproduzione del monumentale fregio di Beethoven, presentato alla mostra della Secessione nel 1902. Il percorso comprende anche una sala "immersiva" dove si viene letteralmente avvolti dai colori delle opere di Klimt, regno dell'immancabile selfie.

"Con questa mostra e le tante iniziative in corso e in programma - ha dichiarato l'assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori,  durante la conferenza di apertura - Piacenza si conferma a pieno titolo tra le  'città creative' d’Italia. La Regione è a fianco delle istituzioni cittadine, pubbliche e private, che stanno promuovendo questa azione di rinascita degna di una  'città ambiziosa',  capace di competere con le principali mete culturali nazionali.”

La mostra, curata da Gabriella Belli ed Elena Pontiggia, con il coordinamento scientifico di Lucia Pini, direttrice della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza e la collaborazione di Valerio Terraroli e Alessandra Tiddia, è anche un'occasione unica per vedere in Italia così tante opere di Klimt poiché il governo austriaco ha deciso, al loro ritorno in patria al termine della mostra, di non farle circolare almeno fino al 2028. Il catalogo è edito da Skira.

Tutte le informazioni per organizzare la visita e seguire il ricco calendario di eventi intorno alla mostra è disponibile sul sito:
https://www.arthemisia.it/it/klimt-piacenza/

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