Giorno della Memoria

Il 27 gennaio, anche in Emilia-Romagna, mostre, spettacoli, pubblicazioni e iniziative culturali ricordano le vittime della Shoah e dei crimini nazisti

Giovedì 27 gennaio 2022, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz nel 1945, ricorre il "Giorno della memoria", istituito per ricordare chi fu vittima della Shoah e delle leggi razziali, chi mise a rischio la propria vita per proteggere i perseguitati ebrei e chi fece parte dei deportati militari e politici italiani nella Germania nazista. 

Su EmiliaRomagnaCultura, la piattaforma multimediale dell’Assessorato alla cultura e paesaggio della Regione Emilia-Romagna, il canale "Memoria del Novecento" raccoglie le iniziative organizzate da enti locali, istituzioni culturali e associazioni tra Piacenza e Rimini. Tra gli appuntamenti in programma se ne segnalano alcuni. 

A Cesena - dove tra il 1943 e il 1944 furono arrestate nove persone, poi deportate ad Auschwitz e assassinate - vengono posate nove "pietre d’inciampo" sul selciato delle strade cittadine. La città malatestiana si aggiunge così alle numerose località europee che dal 1992 hanno abbracciato il progetto dell’artista tedesco Gunter Demnig e delle sue "Stolpersteine", le pietre che, spuntando dalla pavimentazione stradale, sollecitano a ricordare. Ognuna di esse riporta il nome della persona arrestata e deportata, l’anno di nascita, il giorno e il luogo di deportazione, e la data di morte.

Il 27 gennaio, al Teatro Comunale di Carpi, va in scena Segnale d'allarme - La mia battaglia VR, l’opera teatrale in realtà virtuale scritta da Elio Germano e Chiara Lagani e realizzata dalla Fondazione Fossoli. Nella stessa giornata il Teatro comunale “Claudio Abbado” di Ferrara, propone Senza confini. Ebrei e zingari, recital di canti, musiche, storie rom, sinti ed ebraiche, con l’attore Moni Ovadia e i musicisti Paolo Rocca, Albert Florian Mihai, Marian Serban e Petre Naimol. In entrambi i casi le recite sono due: una al mattino per le scuole, una serale per il pubblico.

Fino al 6 marzo il Museo Ebraico di Bologna propone la mostra “I Giusti in Emilia-Romagna. Piccole e grandi storie di Salvatori e Salvati”. I “Giusti tra le Nazioni” sono coloro che durante la Seconda guerra mondiale salvarono gli ebrei dallo sterminio nazista e lo fecero in modo disinteressato, mettendo a rischio la vita propria e quella dei loro familiari. Grazie anche al supporto della Regione Emilia-Romagna e della legge regionale sulla Memoria l’archivio dei "Giusti Emiliano-Romagna" si è arricchito fino a contarne 76: attraverso documenti, foto, testimonianze e video originali la mostra, curata da Vincenza Maugeri e Caterina Quareni, racconta chi sono e cosa fecero.

Dal 27 gennaio al 18 febbraio lAssemblea legislativa dell’Emilia-Romagna allestisce nella sua sede di Bologna la mostra fotografica “Stelle senza un cielo. Bambini nella Shoah”, ideata dal museo Yad Vashem di Gerusalemme e dedicata all’infanzia travolta dalle deportazioni nazifasciste. Nell'occasione l'Assemblea legislativa propone anche un documentario web realizzato dal Servizio Informazione e Comunicazione e dedicato ai “Viaggi della Memoria” organizzati nell’ambito dell’applicazione della legge regionale sulla Memoria, viaggi che dal 2013 hanno visto la partecipazione di quasi trentamila giovani, tra studenti e studentesse. 

L'Ordine degli Architetti del capoluogo regionale propone il documentario "Lettere dall’Archivio. Storie di architetti e ingegneri ebrei vittime delle leggi razziali a Bologna", nato dalla collaborazione tra Ordini Architetti, Ingegneri, Comunità Ebraica e Archivio di Stato di Bologna. 

Fino al 20 febbraio, nella Biblioteca comunale "Antonio Baldini" di Santarcangelo di Romagna, si può visitare la mostra "Árpád Weisz, una storia di sport e razzismo"realizzata dal Museo ebraico di Bologna a partire dal volume a fumetti “Arpad Weisz e il Littoriale” di Matteo Matteucci (Edizioni Minerva). Nelle tavole illustrate è narrata la vicenda dell’allenatore ebreo ungherese che, dopo i successi sulle panchine di Inter e Bologna (con tre scudetti), con l’entrata in vigore delle leggi razziali fu costretto a lasciare l’Italia, per essere poi deportato ad Auschwitz, dove morì nel 1944. 

In ambito audiovisivo, sono una quindicina i documentari sulla Resistenza e sulla Shoah disponibili gratuitamente sul sito web Documentando, la neonata piattaforma digitale di conservazione e visione dei documentari italiani realizzata dall’Associazione Documentaristi dell’Emilia-Romagna in collaborazione anche con la Regione. Tra i documentari in programma, “Sulle tracce di Dossetti. Il racconto di Monteveglio” di Giulio Filippo Giunti, Caserme Rosse - Il lager di Bologna di Danilo Caracciolo e Roberto Montanari e la Trilogia della Memoria di Primo Giroldini, una raccolta composta da tre documentari frutto del progetto “Archivi audiovisivi della memoria”: Io sono ancora là (sulla deportazione a Mauthausen), Patrioti, ribelli (sulla lotta di liberazione in provincia di Parma) ed Eravamo donne ribelli (sulla resistenza al femminile).

Su RadioEmiliaRomagna, la radio web della Regione Emilia-Romagna, sono liberamente disponibili per l’ascolto numerosi podcast relativi al “Giorno della Memoria”:

> “Dipinti a voce”: testo tratto dal libro omonimo di François Le Lionnais (sottotitolo: “Sopravvivere con l’arte in un lager nazista”, a cura di Roberto Alessandrini, Bologna, Marietti 1820, 2021)

> “Considerate i gigli... Lettere a Liliana Segre”: testi di Marco Belpoliti, Paolo Fresu e Magda Indiveri tratti dal libro omonimo (a cura di Mattia Fontanella, Bologna, Pendragon, 2020)

> “Si sente? esattamente il contrario”: testi tratti dal libro di Paolo Nori “Si sente? Tre discorsi su Auschwitz” (Milano, Marcos y Marcos, 2014)

> “Dallo scudetto ad Auschwitz”: testo tratto dal libro omonimo di Matteo Marani (Reggio Emilia, Aliberti Editore, 2011) / prima puntata + seconda puntata

> “Una storia nella Storia”: testo tratto dal libro omonimo di Gilberto Salmoni (sottotitolo “Ricordi e riflessioni di un testimone di Fossoli e Buchenwald”, a cura di Anna Maria Ori, Torino, EGA, 2005)

> “Ravensbrück, 1945”: testi tratti dal libro di Lidia Beccaria Rolfi “L’esile filo della memoria. Ravensbrück, 1945 un drammatico ritorno alla libertà” (Torino, Einaudi, 1996)

> “I ragazzi di Villa Emma”: la storia di una settantina di giovani ebrei in fuga dallo sterminio, protetti dalla gente di Nonantola / prima puntata + seconda puntata

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pubblicato il 2022/01/21 16:53:00 GMT+2 ultima modifica 2022-01-27T13:26:24+02:00

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