Una piccola patria sulla duna

L’inventariazione dell’Archivio “Alfredo Panzini” nella Biblioteca comunale di Bellaria Igea Marina

Archivio-Alfredo_Panzini_Biblioteca-comunale-Bellaria-Igea-Marina_10_600x400.jpgLa Casa Rossa di Alfredo Panzini a Bellaria Igea Marina, oggi annoverata tra le “Case e studi delle persone illustri dell’Emilia-Romagna”, nei primi quattro decenni del Novecento è stata luogo di rifugio, laboratorio di scrittura e osservatorio appartato sul mondo per un letterato che è stato l’autore di opere a suo tempo apprezzate sia dal pubblico sia dalla critica, da Il padrone sono me! fino al celebre Dizionario moderno.

Alla fine del secolo scorso, grazie all'intervento dell'artista Claudio Ballestracci, l'amministrazione comunale ha riportato in vita questo luogo, salvandolo dallo stato di abbandono in cui si trovava. “Una piccola patria in cui mettere radici per ritrovare un appiglio solido in mezzo allo scompiglio generale”: è così che l’italianista Marco Antonio Bazzocchi, già direttore scientifico della casa museo, ha definito questo “cubo di mattoni in cima a una duna di sabbia, esposta al vento del mare e al rumore della ferrovia, solida ma aperta agli spazi della fuga: il mare, il treno, la strada, la bicicletta”.

Del patrimonio culturale della Casa Rossa, oltre alla collezione museale esposta al suo interno, fa parte anche l’archivio conservato nella Biblioteca comunale di Bellaria Igea Marina, intitolata allo stesso Panzini. Grazie a un intervento finanziato dalla Legge regionale 18/2000 e promosso dal Settore Patrimonio culturale della Regione Emilia-Romagna, questo archivio, che oltre a documenti contiene libri, fotografie e cimeli dello scrittore e dei suoi familiari, è oggetto di inventariazione.

Archivio-Alfredo_Panzini_Biblioteca-comunale-Bellaria-Igea-Marina_08_600x400.jpgL’intervento, che coinvolge in particolare la parte documentaria e quella fotografica, riguarda materiali di grande interesse culturale, tra cui
> la corrispondenza intercorsa tra Panzini e scrittori, artisti ed editori del suo tempo: Sibilla Aleramo, Antonio Baldini, Massimo Bontempelli, Grazia Deledda, Filippo De Pisis, Marino Moretti, Ada Negri, Giovanni Pascoli, Margherita Sarfatti, Renato Serra, Emilio Treves;
> copie o ritagli stampa dei periodici e quotidiani in cui sono stati pubblicati i racconti e diversi articoli di opinione;
> i manoscritti e i dattiloscritti di racconti, novelle e romanzi: Il padrone sono me!, Viaggio di un povero letterato, I giorni del sole e del grano, Io cerco moglie!, Il ritorno di Bertoldo, 15 giorni in prima classe, La pulcella senza pulcellaggio;
> i materiali preparatori per il Dizionario moderno.

L’ampia raccolta di materiali relativi ai rapporti personali e sociali della famiglia Panzini testimonia inoltre della vita dei genitori dell’autore, Emilio Panzini e Filomena Santini, della moglie Clelia Gabrielli e della sua famiglia di origine, per concludersi con le vicende personali dei figli Emilio, Piero, Umberto e Matilde.


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