giovedì,  14 ottobre 2021

Torna la Biennale Foto/Industria per raccontare il "Food"

A Bologna, dal MAST alle esposizioni in centro città, 11 mostre su cibo e alimentazione per un secolo di storia. Protagonisti 11 artisti di fama internazionale. Fino al 28 novembre

La quinta edizione di Foto/Industria, la prima Biennale al mondo dedicata alla fotografia dell'industria e del lavoro, a Bologna con ingresso gratuito dal 14 ottobre al 28 novembre (martedì-domenica 11-19), è dedicata al tema del "Food". Oltre 600 immagini (e altrettanti oggetti) in 11 mostre sparse per la città ci raccontano, dagli anni Venti ad oggi, il tema del cibo e dell'industria alimentare come fatto culturale, come linguaggio che ci parla di storia, geografia, biologia, economia, demografia, ecologia e politica. "Il cibo è un fondamentale indicatore per analizzare e comprendere intere civiltà - dichiara il direttore artistico della Biennale, Francesco Zanot -. Le modalità attraverso cui gli alimenti vengono prodotti, distribuiti, venduti, acquistati e consumati sono in costante cambiamento e racchiudono pertanto alcuni caratteri distintivi di un'epoca, un periodo storico o un ambito culturale e sociale...il cibo è linguaggio".

E' un itinerario lungo un secolo raccontato da 11 fotografi di fama internazionale (di cui tre italiani), che approcciano il tema in diversi modi, appartenendo a epoche e a culture diverse.

Il nostro tour parte dalla sede del MAST che ospita la mostra "Fototeca". protagonista è Ando Gilardi, tra le figure più importanti della storia della fotografia italiana, anche come teorico e curatore. E grande archivista di immagini. La sua Fototeca Storica Nazionale, fondata nel 1959,  ne comprende oltre 500.000: in mostra sono state selezionate quelle relative al cibo, insieme a reportage fotografici sul lavoro di  contadini e operai, letture sociali di un'epoca. 
Gli altri due protagonisti italiani sono Maurizio Montagna e Lorenzo Vitturi, che espongono rispettivamente al Museo di Zoologia e a Palazzo Pepoli Campogrande. Montagna propone "Fisheye", progetto realizzato appositamente per la Biennale, dedicato al fiume Sesia e alla sua valle, zona di pesca sportiva con una tradizione secolare alle spalle. Vitturi in "Money Must Be made"  fotografa Balogun, in Nigeria, uno dei mercati all'aperto più grandi del mondo, e lo fa dall'alto di una torre, o concentrandosi sui prodotti in vendita: alimenti, tessuti, oggetti spesso in plastica, quasi sempre Made in China. Sign of the Times...
Otto artisti stranieri: Hans Finsler, fotografo svizzero, è tra i padri della fotografia oggettiva degli anni Trenta. A San Giorgio in Poggiale  le sue immagini realizzate per una fabbrica di cioccolata nel 1928. 
Di Herbert List, fotografo tedesco membro della Magnum, è esposta la serie "Favignana" : 41 immagini sulla mattanza e la lavorazione dei tonni, scattate nel 1951 (Palazzo Fava, salone di Giasone e Medea). Il francese Bernard Plossu (sempre a Palazzo Fava, nella sala di Enea), fotografa dagli anni Sessanta la vita, il cibo e la quotidianità di gente di tutto il mondo. Allo Spazio Carbonesi il progetto di Mishka Henner che lavora con immagini trovate nella rete (zone di allevamento intensivo, capannoni, animali)  e le ricompone o le deforma con particolari software; il giapponese Takashi Homma al padiglione dell'Esprit Nouveau in Fiera propone due lavori: un confronto tra le facciate dei MCDonald's nel mondo e la testimonianza attraverso le tracce di sangue della tradizionale caccia la cervo in Giappone. L'olandese Hank Wildschut a Palazzo Paltroni indaga sulle relazioni tra cibo e tecnologia (massimizzazione della produzione, ma anche nuovi protocolli, attenzione all'igiene, etc). L'artista americana Jan Groover, nota per le sue nature morte,  dialoga al MAMbo con le opere di Giorgio Morandi nella prima grande retrospettiva a lei dedicata in Italia. In mostra anche un "viaggio" nella sua cucina, con gli utensili in primo piano. 
Infine arriva un messaggio di speranza dall'artista e attivista palestinese Vivien Sansour: negli scatti il suo progetto di salvaguardare antiche varietà di semi e di proteggere così la biodiversità e le tradizioni.
Le mostre, tutte gratuite, sono accompagnate da una pubblicazione a metà tra libro fotografico e di ricettario: lo chef Tommaso Melilli dedica ad ogni mostra una ricetta originale.

La Biennale prevede anche un ricco programma di eventi, sempre gratuiti su prenotazione. tutte le info sul sito https://www.mast.org/

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