"Prendere posizione": il corpo sulla pagina

A Bologna, fino al 5 gennaio, quattro voci originali del fumetto contemporaneo per una mostra collettiva dedicata al corpo e alle sue rappresentazioni

Durante le festività natalizie è ancora possibile visitare una delle mostre principali di Bilbolbul, il Festival internazionale di Fumetto, che si è chiuso il 5 dicembre scorso. Si tratta di "Prendere posizione. Il corpo sulla pagina", in corso alla Fondazione del Monte di Bologna fino al 5 gennaio 2022 con accesso gratuito.

E' una mostra collettiva, a cura dell'Associazione Hamelin,  in cui quattro autori riflettono attraverso i loro disegni sulla rappresentazione del corpo:  Émilie Gleason, nata in Messico nel 1992 ma parigina d'adozione; il tattoo artist e fumettista italiano Nicoz Balboa; Rikke Villadsen, fumettista di Copenhagen e, infine,  Alice Socal, che ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Bologna e ora vive a Berlino.

In totale sono esposte 150 tavole  che guidano il visitatore alla scoperta dei mutamenti del corpo, indagando il modo in cui i personaggi dei fumetti vivono la propria fisicità. Ogni storia a fumetti comincia infatti con un corpo disegnato, anzi con più corpi. È proprio caratteristica del linguaggio fumettistico ripetere le figure, modularle, moltiplicarle e mescolarle.

Gleason, Balboa, Villadsen e Socal hanno messo il corpo al centro della loro arte, riflettendo sulla sua rappresentazione attraverso stili, voci e generi letterari diversi, a partire dal comico con cui Émile Gleason affronta il tema della disabilità. Rikke Villadsen usa la metafora per ribaltare le convenzioni narrative legate all’identità di genere, con corpi che cambiano senza sosta mettendo in discussione ogni certezza. Nicoz Balboa utilizza la forma diaristica come strumento di ricerca del sé e lente d’ingrandimento sul mondo, su come lo abitiamo e come lo trasformiamo attraverso il nostro sguardo. Alice Socal cattura la fragilità delle relazioni umane attraverso visioni di metamorfosi dei corpi e allucinazioni visive, dando forma concreta a ciò che non lo ha, la tristezza per la fine di una storia o la paura di crescere. Una narrazione che in tutti e quattro gli artisti parte spesso da vicende autobiografiche per toccare temi universali quali l'amore, le relazioni e i condizionamenti della società. 

Come scrive l'Associazione Hamelin nella pubblicazione che accompagna la mostra "Il fumetto è un'arte di corpi che disegnano corpi. Dall'ineludibile fisicità dell'atto creativo al portato simbolico del racconto...raccontare a fumetti significa quindi sempre, forse in primo luogo, raccontare il corpo".

Sede: Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Via delle Donzelle, 2, Bologna
Orari: da lunedì a domenica ore 10 – 18 | 25 dicembre e 1° gennaio h 14 - 18
Ingresso libero. Per accedere è necessario esibire il Green Pass.

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