Riapre al pubblico il magico mondo dei burattini nel museo "Leo Preti" di Crevalcore

Riconsegnato a Crevalcore, grazie anche al sostegno della Regione Emilia-Romagna, un importante spazio espositivo sul teatro di figura che, per le caratteristiche e il valore storico delle sue collezioni, è da considerarsi unico a livello nazionale.

Sabato 15 maggio alle 16,30 sarà presentato nel Cinema Teatro Verdi di Crevalcore il riallestimento del museo Leo Preti, il "museo più piccolo del mondo" dedicato appunto alla famiglia Preti che per oltre centocinquanta anni è stata protagonista del teatro dei burattini emiliano.

Nonostante le piccole dimensioni (la sala del museo è grande poco più 25 metri quadrati) lo spazio espositivo sul teatro di figura, per le caratteristiche e il valore storico delle sue collezioni, è da considerarsi unico a livello nazionale. La storia della famiglia Preti è tra quelle meglio documentate: il museo dispone infatti di una settantina di burattini completi, un centinaio di abiti, 110 fondali, due sipari, senza contare gli oggetti di scena e i manoscritti. Oltre ovviamente al teatrino originale di Leo Preti.

Estrema cura è stata prestata alla preservazione degli oggetti esposti, piuttosto fragili: è stata eliminata la luce naturale, per impedire il degrado dei pigmenti colorati, mentre per l'ambiente è stato scelto un fucsia molto vivace e accattivante, ottenuto campionando uno dei fondali della famiglia Preti.

Il progetto ha valore simbolico molto forte per il Comune di Crevalcore perché la collezione, a seguito del terremoto del 2012, era stata portata altrove e rischiava di essere dispersa nel tempo, compromettendone la conservazione e la fruibilità da parte del pubblico.

La ricchezza della collezione fa sì che i pezzi mostrati ruoteranno, mantenendo vivo quindi l'interesse nel pubblico che troverà un'esposizione dinamica, che si rinnoverà e che di volta in volta presenterà qualche novità: questa inaugurazione si presenta non come un traguardo ma semmai come il punto di partenza di un percorso culturale alla riscoperta di questa tradizione.

I fondali in particolare sono delle vere e proprie opere d'arte: grandi circa 2,40x1,30 metri, dipinti su carta o tela, rappresentavano le scenografie delle commedie che venivano portate in scena. Anche se bisogna tenere presente che solo in epoca più recente il teatro dei burattini si è sposato con i toni più leggeri della commedia: originariamente le storie erano piuttosto cupe, a tinte fosche, tendenti addirittura all'orrido, con una forte influenza del melodramma nei decenni successivi.

Gli spettacoli, infatti, non erano necessariamente rivolti ad un pubblico di bambini, per i quali ovviamente le storie venivano adattate. A proposito delle storie, poi, non c'è da sorprendersi se i manoscritti e i copioni che pure sono presenti in mostra non descrivono nei dettagli le battute, ma si limitano semmai a elencare una serie di scene. Questo è dovuto al fatto che il teatro dei burattini è figlio della commedia dell'arte e come tale lascia molto spazio all'improvvisazione.

Il progetto di riallestimento del museo “Leo Preti”, sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna, è stato curato e realizzato da Agen.Ter e, in particolare, da Fabio Lambertini con la consulenza di esperti come Remo Melloni, Giampaolo Borghi e del burattinaio crevalcorese Mattia Zecchi.

Dalle prossime settimane il museo sarà visitabile con regolarità dal pubblico, con l’auspicio di poterlo aprire anche alle scuole a partire dall’autunno.

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pubblicato il 2021/05/13 17:09:00 GMT+2 ultima modifica 2021-05-14T09:23:24+02:00

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