Al Museo Temporaneo Navile di Bologna la mostra "EPISTEME. Distinguere senza separare"

Dall'8 ottobre al 5 novembre 2021 una esposizione collettiva che coinvolge tre artiste: Marina Gasparini, Martina Roberts e Silvia Vendramel

mtn | museo temporaneo navile di Bologna, centro sperimentale dedicato all’arte nel cuore del quartiere Navile che dal 2019 si propone di valorizzare le potenzialità di una delle zone più popolate e multietniche della città, dall'8 ottobre ospita una mostra dal titolo "EPISTÈME. Distinguere senza separare", visibile fino al 5 novembre.

La mostra si propone di indagare il concetto del fare arte oggi attraverso il lavoro di tre artiste, Marina Gasparini, Martina Roberts e Silvia Vendramel, oscillando tra una dimensione strettamente artistica e un’altra legata all’artigianato, al lavoro manuale e alla sapienza dei materiali. Si tratta di fibre tessili per Marina Gasparini (docente all'Accademia delle Belle Arti di Bologna), fili disegnati o dipinti che generano trame per Martina Roberts, e sculture in metallo e cemento per Silvia Vendramel.

La loro ricerca sembra riuscire a distinguere senza separare, a riconciliare gli opposti. Anche la felice oscillazione tra una dimensione strettamente artistica e un’altra legata all’artigianato, al lavoro manuale e alla sapienza dei materiali, racconta di una ricerca calata nel mondo e nella sua multiformità, in alcun modo ostaggio di rigide ortodossie.

“Nel suo testo ‘Le parole e le cose’, il filosofo Michel Foucault descrive i ‘codici fondamentali’ che fondano una cultura e che influenzano non solo il modo di pensare corrente, e quindi la gestione di determinate situazioni, ma anche l’esperienza stessa dell’essere al mondo. Evidente, allora, come sia idealmente opportuno, oggi più che mai, un esercizio epistemico, condiviso e diffuso, e non una cultura dei pochi che domina paternalisticamente sui molti come direbbe Cesare Zavattini”, scrive Marcello Tedesco, curatore dell'evento.

Come da un anno a questa parte, il progetto espositivo è pensato principalmente per essere visto dall’esterno di mtn | museo temporaneo navile, attraverso le sue monumentali vetrate, un modo per suggerire che sono le opere a dover andare oggi verso il pubblico e non viceversa. Inoltre, in questo modo la mostra è democraticamente esperibile da chiunque in qualsiasi momento del giorno o della notte, in autonomia, e gratuitamente.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito: 
https://www.museotemporaneonavile.org/

Le artiste 

Marina Gasparini (Gabicce Mare, vive e lavora a Bologna) basa la sua pratica artistica principalmente sull’Marini_Gasparini_Chercher de sources, Creuseur, Porteur dÔÇÖEau sacree¦Ç, 2019.jpginstallazione site-specific, partendo dalla riformulazione di iconografie provenienti da epoche e culture diverse in dialogo con lo spazio pubblico. L’uso della scrittura e dell’emblema visivo e l’utilizzo delle fibre tessili, sono elementi con cui intrattiene un rapporto privilegiato e costante pur se assoggettato a continue riformulazioni. Ha esposto in gallerie e musei in mostre personali e rassegne internazionali di fiber art. Ha tenuto workshops e residenze artistiche in Spagna, Belgio, Finlandia, Stati Uniti, India, Giappone, Turchia. È docente all’Accademia di Belle Art di Bologna.

Martina_Roberts_Improvvisazione nel vuoto #1, 2021, olio su lino, 35x48 cm.jpgMartina Roberts (Torbay, UK, 1970, vive e lavora a Bologna) si è laureata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Ravenna e ha frequentato la University of the West of England, Bristol (UK). Insegna Decorazione del tessuto all’Accademia di Belle Arti di Rimini. Nel 2019, vince, in gruppo con l’artista Antonio Violetta, il concorso pubblico per la realizzazione di due opere d’arte per la nuova sede del Compartimento Regionale e Sezione Provinciale della Polizia Stradale di Bologna. Del suo lavoro scrive: “Come un baco da seta produco un filo, disegnato o dipinto per esplorare l’ignoto. Sono improvvisazioni nel vuoto, uno spazio aperto all’imprevisto, dove tessere forme figurative e astratte. È una trama generatrice, una rete simbolica che fa emergere e fluire l’esperienza”.

Silvia Vendramel, Altrove, Figura opulentaSilvia Vendramel (Treviso 1972) si dedica alla scultura e all’installazione assemblando elementi di diversa natura e incorporando un ampio raggio di materiali di tipo domestico, industriale e naturale. Le sculture in metallo e cemento in mostra, realizzate di recente, recano come filo conduttore la presenza di elementi cuneiformi che richiamano l’idea di passaggio. Vendramel si serve di manufatti da lei realizzati e di elementi incontrati e collezionati nel tempo, assemblandoli come fossero snodi o giunzioni che attraversano lo spazio alludendo all’idea di flusso. Uno dei tratti caratteristici delle sue sculture è il forte contrasto tra brutalità e delicatezza dato dall’impiego di elementi modellati grossolanamente insieme a dettagli e fregi di tutt’altra natura: tale contrasto porta alla luce una sorta di ambiguità formale che è per lei strategia per portare lo spettatore vicino al lavoro invogliandolo a entrare in stretto contatto con l’opera.

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