Sciolta o cucita: la Commedia di Vindelino in Archiginnasio

In restauro i due esemplari dalle raccolte librarie della Biblioteca bolognese

Le Celebrazioni per il settimo centenario dalla morte di Dante sono state, per molte biblioteche, l’occasione per un’indagine approfondita sulle raccolte dantesche e sul loro status conservativo. Tra le istituzioni che hanno attivato una ricognizione conservativa sul proprio patrimonio si segnala la Biblioteca comunale dell’Archiginnasio di Bologna che ha candidato ai Piani 2021 – L.R. 18/2000 un progetto di restauro per due esemplari della Commedia stampata a Venezia da Vindelino da Spira nel 1477. Si tratta di un’edizione accompagnata dal commento, risalente al periodo fra il 1324 e il 1328, di Iacomo della Lana, il primo a illustrare l’intero poema. Tuttavia, nell’edizione del 1477 il commento fu erroneamente attribuito al più famoso Benvenuto da Imola. I due esemplari sono in condizioni conservative molto diverse.

Il primo è stato privato della coperta, scucito e ora si presenta in fascicoli sciolti (fig. 1), che però conservano al loro interno alcune tracce della legatura perduta: sulle carte sono visibili i fori di due successive cuciture; all’interno della piega dei fogli ci sono frammenti di filo impiegato per la seconda (figg. 2 e 3). Sul dorso sono visibili residui di adesivo, oltre che di una carta azzurra utilizzata per l’indorsatura o la coperta, a riprova del fatto che il volume ha ricevuto una seconda legatura, con dorso incollato e attondato. Dopo la cucitura, il taglio delle carte è stato colorato di blu.

Una parte delle carte è andata perduta, probabilmente perché l’esemplare non era più tenuto insieme dalla cucitura. I fogli presentano alterazioni di varia natura. Alcuni danni sono riconducibili all’uso del volume che è stato fatto nel tempo: l’irrigidimento della carta, in corrispondenza della piega, è dovuto ai residui di adesivo  impiegato per la legatura, poi rimossa; le macchie di natura grassa nell’angolo inferiore delle carte sono dovute al gesto meccanico dello sfogliare le pagine; su alcune carte sono presenti vecchie riparazioni, maniculae e altre annotazioni manoscritte a inchiostro (figg. 4 e 5), in questo caso tracce materiali che vanno preservate.

Il secondo conserva invece la legatura originaria in pergamena rigida; i capitelli sono in filo di seta bicolore; le carte sono cucite su quattro nervi in canapa, il dorso è incollato e attondato, il taglio dei fogli è colorato. Alcune carte lacunose sono state integrate con riparazioni d’epoca (fig. 6). La combinazione di materiali con caratteristiche fisiche molto diverse, come pergamena e cartone, dà origine a una legatura dalla tipica fragilità strutturale, che si accentua con l’invecchiamento. Le criticità conservative sono quelle ricorrenti: distacco della coperta e lacerazioni della pergamena in corrispondenza delle zone più sollecitate (cuffia, cerniera); rottura del filo di cucitura dei capitelli (fig. 7) e allentamento del filo di cucitura dei primi fascicoli.

Per quanto riguarda le carte, la prima e l'ultima, bianche, mancano; il primo fascicolo è stato composto senza rispettare la coerenza delle carte. I fogli presentano danni di diversa natura, macchie di natura grassa all’angolo inferiore, imbrunimento di una parte delle carte, gore, tracce di infezione fungina inattiva. L’adesivo impiegato in passato ha attirato i tarli, di cui sono visibili i camminamenti (fig. 8); la colla distribuita sul dorso ha provocato l’irrigidimento della carta in corrispondenza della piega dei fogli.

Il progetto di restauro è stato redatto da Irene Ansaloni, restauratrice dell’Archiginnasio, ed eseguito con la supervisione della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell'Emilia-Romagna, così che i due esemplari di pregio possano godere di una piena restituzione.

 

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pubblicato il 2022/05/12 14:25:58 GMT+1 ultima modifica 2022-05-12T14:25:58+01:00

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