mercoledì,  22 giugno 2022

A Wound in a Dance with Love

Al MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna, fino al 9 ottobre 2022, un'ampia retrospettiva dell'artista dublinese Sean Scully, di ritorno in città 26 anni dopo la prima personale a Villa delle Rose. Con un omaggio a Giorgio Morandi

Sean Scully torna a Bologna con un'ampia retrospettiva 26 anni dopo essere stato protagonista di una personale alla Galleria d'Arte Moderna, nella sede di Villa delle Rose, nel 1996.
Nato a Dublino nel 1945, l'artista attualmente vive e lavora tra New York e la Baviera. Tra i massimi esponenti della pittura contemporanea, le sue opere fanno parte delle collezioni di quasi tutti i principali musei del mondo. Nel 2014 è stato l'unico artista occidentale ad aver tenuto in Cina una mostra retrospettiva di tutta la sua carriera, cosa che lo ha portato a ricevere il premio International Artist of the Year a Hong Kong nel 2018.
La mostra, in corso al MAMbo fino al 9 ottobre 2022 e curata da Lorenzo Balbi, è basata sulla mostra Sean Scully: Passenger – A Retrospective, curata da Dávid Fehér e organizzata dal Museum of Fine Arts – Hungarian National Gallery di Budapest (14 ottobre 2020 – 30 maggio 2021), successivamente ospitata al Benaki Museum di Atene, e arriva a Bologna in una versione rinnovata.
Circa 70 le opere esposte (dipinti a olio, acrilici, acquerelli, disegni e una scultura monumentale): dalle prime sperimentazioni figurative degli anni ’60 e le opere minimaliste degli anni ’70 fino al lavoro attuale, A Wound in a Dance with Love documenta, tra astrattismo e pittura figurativa, i più importanti sviluppi di una pratica sempre coerente con i propri presupposti eppure capace di variare significativamente nel corso del tempo, in relazione a esperienze emotive ed evoluzioni esistenziali come ad affetti e lutti.
La Sala delle Ciminiere, grazie ai suoi volumi imponenti, fornisce la collocazione ideale per la scultura Opulent Ascension (2019), allestita in precedenza nella chiesa di San Giorgio Maggiore, in occasione della 58° Biennale Arte di Venezia, monumentale esempio delle più recenti trasposizioni su scala tridimensionale delle intuizioni dell'artista. Ai lati, tra le tante opere in mostra, è collocato The Bather (1983), ispirato a un dipinto di Henri Matisse, evocato solo intuitivamente con una tavolozza gioiosa e una vibrante resa della luce. Con questo dipinto Scully avvia la conciliazione tra le ricerche dello stesso Matisse, di Piet Mondrian e di Mark Rothko, tra le fonti dichiarate di ispirazione della sua pittura. Vincent (2002) è invece un' opera ispirata dalla pittura di Vincent van Gogh, mentre Empty Heart (1987) rievoca uno dei periodi più drammatici nella vita dell'artista, colpito dalla morte del primo figlio diciannovenne Paul.
Un ultimo spazio è infine riservato alla più recente e significativa svolta dell'opera di Scully, il ritorno alla pittura figurativa che l'artista aveva brevemente frequentato ai suoi esordi. I dipinti della serie Madonna, eseguiti tra il 2018 e il 2019, raffigurano la moglie e il figlio dell'artista intenti a giocare con la sabbia, riportando in luce un tema da sempre caro a Scully come quello della madre con il bambino.

L’artista ha inoltre scelto di rendere omaggio a Giorgio Morandi con l’esposizione di due opere negli spazi del Museo Morandi, al primo piano dell’Ex Forno del Pane.

La prima, che appartiene all'iniziale fase figurativa, è Cactus (1964), opera che, pur raffigurando con precisione alcune piante richiamate nel titolo, mostra già tratti caratteristici della successiva ricerca astratta - come per esempio le strisce sullo sfondo - e il cui soggetto ha un singolare valore simbolico per Scully, per il quale il cactus è una pianta “indistruttibile e degna di ammirazione. Come metafora rispecchia perfettamente la vita di un pittore. È in grado di sopravvivere all’aridità, e fiorisce quando è pronta " (Sean Scully, 11 agosto 2004).

La seconda è il dittico Two Windows Grey Diptych (2000), inserita in perfetto accordo tra le più rarefatte opere tarde del maestro bolognese.

In occasione della sua retrospettiva a Bologna, Sean Scully donerà al MAMbo un’opera, Aix Wall 4 (2021), che affiancherà Long Light (1998), già appartenente alla collezione permanente del museo.

La mostra è accompagnata dal catalogo Sean Scully. A Wound in a Dance with Love (Edizioni MAMbo, 2022), contenente tutte le immagini delle opere in mostra, oltre a una selezione di altri lavori dell’artista a corredo dei saggi. Il volume si apre con un’intervista esclusiva di Lorenzo Balbi a Sean Scully, sorta di “piccola mostra/testo” che vede l’artista rispondere a ogni domanda con un’opera, prosegue con i saggi di Dávid Fehér, Raphy Sarkissian e Danilo Eccher e si chiude con un importante testo di Scully del 2005, Giorgio Morandi: resistenza e persistenza, qui pubblicato per la prima volta nella traduzione in lingua italiana.

Tutte le informazioni utili per la visita: http://www.mambo-bologna.org/





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