Il Servizio

Dal 1 gennaio 2021 le funzioni regionali in materia di patrimonio culturale confluiscono dall’Istituto beni artistici, culturali e naturali direttamente al nuovo "Servizio Patrimonio culturale" all'interno dell'Assessorato cultura e paesaggio della Regione, con l’obiettivo di rafforzare il lavoro avviato e consolidato in tutti questi anni dall’Ibacn. E’ quanto previsto dalle Legge regionale numero 7 del  26 novembre 2020 "Riordino istituzionale e dell'esercizio delle funzioni regionali nel settore del patrimonio culturale".  Sempre dal 1 gennaio, la Regione acquisisce anche le proprietà e le risorse strumentali, e il personale dipendente in forza all’istituto è riassegnato alla Regione stessa. E’ previsto che gli organi dell’Istituto decadano dai loro incarichi, a eccezione del Revisore unico.


I contenuti della riforma

Con la legge, di 19 articoli, la Regione riprende la Convenzione di Faro, recentemente ratificata dal Parlamento italiano, per promuo­vere una comprensione più ampia del patrimonio culturale e del suo rapporto con le comunità.
La Regione assume le funzioni già assegnate all’Ibacn nel settore del patrimonio culturale materiale e immateriale del territorio regionale, ossia dell’insieme dei beni artistici, culturali, architettonici, naturali e paesaggistici e, più in generale, delle risorse ereditate dal passato che le comunità regionali identificano come riflesso ed espressione dei loro valori, credenze, conoscenze e tradizioni.

In particolare, realizzerà attività conoscitiva e di ricerca, per la valorizzazione e la conservazione e la promozione del patrimonio culturale, gestendo inoltre l’inventario regionale. Promuoverà interventi di conservazione, restauro, manutenzione e valorizzazione; metterà a disposizione del pubblico, anche attraverso una biblioteca specializzata e una fototeca, la documentazione scritta, iconografica, cartografica, audiovisiva e multimediale, consentendo la consultazione delle banche dati relative al patrimonio culturale; realizzerà iniziative espositive e progetti con particolare riguardo all’educazione e alla sensibilizzazione della cittadinanza e delle giovani generazioni.
In materia di biblioteche, archivi storici, musei e beni culturali la Regione potrà attuare interventi diretti, stipulare accordi o convenzioni con soggetti pubblici e privati, acquistare e concorrere all’acquisto di beni, fondi, raccolte e collezioni di valore artistico. La Regione potrà tra l’altro definire la costruzione, ristrutturazione e restauro di edifici adibiti (o da adibire) a sedi di istituti culturali; la costituzione e lo scambio di banche dati e sistemi informativi per biblioteche, archivi e biblioteche; interventi per l’incremento, catalogazione, digitalizzazione e restauro del patrimonio culturale; la promozione del libro e della lettura; il restauro di sedi bibliotecarie, museali o archivistiche.

Un Comitato scientifico per il patrimonio culturale, istituito dalla Giunta e composto dalle migliori competenze del territorio, avrà il compito di qualificare le politiche regionali sulla relativa materia.
Anche l’attuazione della legge regionale per la salvaguardia e valorizzazione dei dialetti dell’Emilia-Romagna torna in capo alla Giunta regionale, che potrà quindi assegnare incarichi per studi e ricerche, stipulare accordi o convenzioni con università, centri di documentazione e ricerca pubblici o privati, concedere contributi per progetti in relazione al tema, istituire e assegnare premi per le tesi di laurea e di dottorato, in continuità con quanto già realizzato dall’Ibacn.

Il Servizio Patrimonio culturale ha sede a Palazzo Bonasoni in via Galliera 21, Bologna.

Info: patrimonioculturale@regione.emilia-romagna.it

Azioni sul documento

pubblicato il 2020/12/31 11:48:00 GMT+1 ultima modifica 2021-02-17T17:03:38+01:00

Valuta il sito

Non hai trovato quello che cerchi ?

Piè di pagina