Il Maestro del Coro degli Scrovegni

Un restauro per celebrare Dante

Il progetto di natura conservativa del prezioso dipinto rientra in un percorso di valorizzazione del patrimonio delle collezioni del MAR e trova spazio in un ambizioso percorso espositivo nell’ambito delle celebrazioni per il VII centenario della morte di Dante Alighieri in programma a Ravenna.

Si tratta della tavola “Madonna con il Bambino e Santi e quattro storie di Cristo”, attribuita al Maestro del Coro degli Scrovegni. Una straordinaria opera che giunge nelle collezioni della Galleria dell'Accademia di Belle arti di Ravenna nel 1829, a seguito della soppressione del Monastero camaldolese di Classe del 1798. La Galleria dell'Accademia di Ravenna, che aveva sede presso il complesso Classense in città, viene in seguito trasferita nel 1972 presso il Monastero di Porto, sede della Pinacoteca Comunale, oggi Museo d'Arte della città.

Al centro è raffigurata una Madonna con Bambino in trono con guglie gotiche e, tra queste, è ritratta l’Annunciazione, sopra la quale e grazie al restauro, è possibile ora leggere la scritta Ave Gratia Plena. Ai lati si trovano le quattro storie di Cristo: la Natività, l’Adorazione dei Magi, la Crocifissione e la Resurrezione.

Ai piedi del trono sono raffigurati San Francesco d’Assisi con una monaca clarissa e San Ludovico da Tolosa.

Nel riquadro della Crocifissione si trovano il gruppo delle pie donne e Sant’Antonio da Padova, come si ricava dall’indicazione posta in alto, sopra ogni figura.

Non sono note le circostanze della committenza, ma la presenza dei tre Santi francescani, a cui si aggiunge la donatrice con l’abito delle Clarisse, indica una destinazione legata all’ordine, a Ravenna riconducibile al complesso conventuale di S. Chiara, fondato intorno al 1250 da una comunità di Clarisse tra le quali Chiara da Polenta.

I Da Polenta, signori di Ravenna dal 1275 con Guido il Giovane, a cui successe il nipote, Guido Novello (1310-1330), noto per aver ospitato Dante Alighieri nell’ultima fase del suo esilio, erano devoti a San Francesco, come testimonia anche la cappella che fecero realizzare presso la Chiesa di San Pier Maggiore, oggi Basilica di S. Francesco.

Sulla base di queste considerazioni, in occasione delle celebrazioni dantesche, si è ritenuto opportuno inserire il dossale del Maestro del Coro degli Scrovegni nel percorso espositivo della mostra “Dante. Gli occhi e la mente. Le arti al tempo dell’esilioin corso presso la Chiesa di S. Romualdo a Ravenna fino al 4 luglio 2021. (Nota 1)

Lo stato conservativo del dipinto presentava criticità di vario ordine: crepe e cadute di colore e di oro, tracce di bruciatura, integrazioni e stuccature dovute a un precedente restauro, e anche, purtroppo, un attacco massivo di insetti xilofagi che ne avevano indebolito il supporto già fragile, tanto da rendere ben visibile una spaccatura del legno che dal margine sinistro terminava in prossimità del volto della Madonna.

L’intervento conservativo, non più rinviabile, è stato inserito nel quadro degli interventi promossi nel Piano Museale 2020 (L.R. 18/2020) da IBC, ora Servizio Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna.  Il delicato lavoro di restauro è stato affidato alla ditta Salemme restauri di Imola (BO) che ha curato le diverse fasi dell’operazione, a partire della saldatura della pellicola pittorica, per proseguire con il risanamento ligneo, la pulitura dell’opera e infine il ritocco pittorico.

Il restauro ha permesso una migliore leggibilità del dipinto, in particolare alcuni dettagli, ad esempio i nomi dei santi, i soldati romani nella scena della Resurrezione e il promontorio sotto la croce di Gesù nella scena della Crocifissione, il Golgota, sotto cui si scorge il teschio inumato di Adamo. L’analisi della tavola ai raggi infrarossi ha inoltre rivelato un probabile ripensamento sul posizionamento del braccio della Madonna.

Una volta ultimato il restauro, l’intervento è stato completato con delle riprese fotografiche digitali ad alta risoluzione del dipinto, eseguite dalla ditta Equipe foto studio di Bologna, con la precisa finalità di disporre di una documentazione idonea per lanciare iniziative di divulgazione e di valorizzazione dedicate alla preziosa opera.  

Nota 1

La mostra “Dante. Gli occhi e la mente. Le arti al tempo dell’esilio curata da Massimo Medica, direttore del Museo Civico Medievale di Bologna, intende ripercorrere le tappe che hanno segnato il viaggio di Dante al tempo dell’esilio attraverso le testimonianze giunte a noi, tra le quali il dipinto “Madonna con il bambino e santi con quattro storie di Cristo” attribuito al Maestro del Coro degli Scrovegni, attivo a Padova nella prima metà del XIV secolo, facente parte della collezione permanente del Museo.

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pubblicato il 2021/06/25 12:56:27 GMT+2 ultima modifica 2021-06-25T12:56:27+02:00

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