A chi si rivolge la masterclass

Ordinare il patrimonio culturale che si conserva in deposito nei musei dell’Emilia-Romagna: criteri e requisiti per partecipare alla formazione

Il museo del terzo Millennio è una realtà sofisticata e complessa sulla ribalta di un palcoscenico internazionale che invita a interpretare questo nostro tempo con metodologie operative all’altezza delle sfide. I depositi museali sono, come è noto, una riserva di grandi proporzioni e per questo la loro gestione è un asset strategico nella vita stessa del museo.

La Regione Emilia-Romagna, prima con IBC e ora con il Servizio Patrimonio culturale, svolge un ruolo di primo piano nella definizione dei LUQ-Livelli Uniformi di Qualità per l’accreditamento dei musei nel Sistema Museale Nazionale attraverso lo snodo regionale. Una masterclass RE-ORG – in prima nazionale – per l’aggiornamento della metodica di gestione dei depositi museali è l’impegno assunto dalla Regione nella definizione progettuale sviluppata da Antonella Salvi e Margherita Sani e sostenuta con convinzione proprio durante la pandemia 2020-2021 quando ogni spinta in avanti pareva scoraggiata dagli interrogativi posti dall’emergenza sanitaria.  

Il corso, realizzato in collaborazione con ICCROM (International Centre for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property) con metodo RE-ORG, è gratuito e si rivolge a 10 realtà della Regione Emilia-Romagna che gli esperti ICCROM hanno selezionato fra le 34 candidature, tante sono le istituzioni che hanno risposto alla chiamata del Servizio Patrimonio culturale regionale. La selezione tiene conto del criterio di rappresentanza, territoriale e istituzionale, assicurando i presupposti di rete per il Sistema Museale Regionale, così come del carattere di urgenza, considerando prioritario l’intervento nei contesti che più di altri necessitano di un riordino sistematico secondo criteri di qualità.

La masterclass è strutturata in 14 lezioni collettive di fitup e pratical advocacy su ZOOM tenute da Gaël de Guichen, consigliere speciale del DG ICCROM, coadiuvato da Giorgia Bonesso e da Sonia Caliaro consulenti progetto RE-ORG Emilia-Romagna e in cabina di regia per la piattaforma digitale, e con l’assistenza di Chiara Valagussa e la supervisione per ICCROM di Isabelle Verger. Per la Regione, l’intero percorso formativo è monitorato da Alberta Fabbri, per cogliere necessità delle istituzioni partecipanti e seguire l’andamento formazione-apprendimento di un metodo innovativo e che rivoluziona le “consuetudini” di messa a deposito.

La prima edizione del Corso RE-ORG si svolge fra i mesi di aprile e giugno del 2021 e vede la partecipazione di 20 operatori museali – 2 per istituzione – aggregati in 5 team composti dai rappresentanti di due musei affiancati per prossimità territoriale così da favorire un confronto anche in futuro. Per ogni team c’è una “guida” che, oltre ad avere la gestione del corso, promuove il confronto e la supervisione con l’azione di mentoring nei confronti della squadra assegnata. (Scarica il calendario delle lezioni (pdf179.66 KB))

Seguendo la direttrice della via Emilia, questi i musei selezionati:

> Museo diocesano di Fidenza

> Musei civici di Modena

> Musei civici di Cento

> MamBo di Bologna

> Raccolte Lercaro di Bologna

> Museo della civiltà contadina – Villa Smeraldi di Bentivoglio

> Musei civici di Forlì

> Museo etnografico delle genti di Romagna di Santarcangelo

> Museo casa Pascoli di San Mauro Pascoli

> Museo Archeologico di Cesena

L’ampia rappresentatività dei musei allarga la riflessione alla varietà tipologica dei beni in deposito rendendo possibile l’applicazione del metodo RE-ORG a una casistica assortita di contesti.

Nel museo civico il deposito può essere localizzato in ambienti di servizio, a piano terra o nel sottotetto, quando non in aree esterne non sempre funzionalizzate in continuità con gli spazi espositivi. Ancora troppo spesso si ricorre impropriamente al deposito come area di decompressione per materiali di allestimento o di manutenzione e tanto altro.

Il museo archeologico, che per la natura delle collezioni presenta esigenze di sistematicità nella collocazione, più di tutti avverte l’esigenza di una metodica per l’accoglienza dei reperti che tenga conto di un setting operativo nel quale poter affrontare pulitura e rilievi prima di procedere all’inventariazione e alla collocazione.

Le raccolte di beni demoetnoantropologici necessitano di grandi spazi, solitamente individuati in capannoni esterni al percorso espositivo permanente. La serialità degli oggetti, in molti casi assortiti per grandi numeri, pone il tema dell’ingombro. Carri, telai, macchine, materiali lignei e in metallo, sollecitano il tema dell’ordine.

Le collezioni d’arte sacra, nella varietà dei beni di cui dispongono, incontrano la fragilità del tessuto nel paramento liturgico, così come la preziosità di manifatture di oreficeria che adornano gli altari. Le diverse esigenze poste dai materiali impongono una riflessione sulle diverse modalità conservative e di gestione dell’ingombro.

Per tutti la localizzazione è lo snodo che assicura la transizione da una gestione empirica a una scientifica. E’ il metodo RE-ORG! L’urgenza di allineare i musei del Sistema Museale Regionale alle best-practices di standard internazionali è ormai un obiettivo indifferibile alla luce dei provvedimenti Next generation EU. L’orizzonte non può dunque essere che quello generazionale con l’ambizione di allargare l’esperienza a tutti i musei dell’Emilia-Romagna. 

 

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pubblicato il 2021/06/21 10:57:05 GMT+1 ultima modifica 2021-06-21T10:57:05+01:00

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