Giallo, nero o color fantascienza?

La catalogazione del fondo di letteratura poliziesca e “science fiction” nel Centro culturale polivalente - Biblioteca comunale di Cattolica

“«A. si voltò di scatto, tendendo l’orecchio. Il rumore si ripetè». Una storia che contenga una frase come questa, teoricamente può essere dì qualsiasi genere; ma in pratica si può scommettere che sarà o poliziesca o di fantascienza. E già questo dimostra l’affinità tra i due generi di narrativa. Nell’uno, il rumore sarà in relazione con un delitto; nell’altro, con un arrivo di marziani e magari con la fine del mondo; ma in entrambi i casi la faccenda in relazione col rumore è un’incognita: ed è quest‘ultima – non A., né qualsiasi altro personaggio – la vera protagonista del libro”.
Le parole di Carlo Fruttero e Franco Lucentini sono la colonna sonora ideale per entrare dentro il Centro culturale polivalente - Biblioteca comunale di Cattolica, che conserva un cospicuo fondo di letteratura poliziesca e fantascientifica.

Il fondo è composto da materiali diversi per natura e provenienza. Circa 12.000 pezzi sono legati alla storia del “MystFest - Festival internazionale del Giallo e del Mistero”: oltre a 9.000 romanzi polizieschi, che documentano la produzione editoriale gialla italiana fin dalle origini, il fondo raccoglie cataloghi, saggi, documenti, tesi di laurea, carteggi, manifesti, cartoline e audiovisivi relativi a convegni e dibattiti su questo genere letterario.
A questi si aggiungono i 4.000 romanzi di fantascienza della collezione “Anelli”, che documenta la produzione fantascientifica italiana dalle origini al 1985, e i 661 titoli di fumetti che coprono la produzione editoriale italiana di questo genere dai primi anni Sessanta fino agli anni Ottanta del Novecento.

L’intervento finanziato dalla Legge regionale 18/2000 e promosso dal Servizio Patrimonio culturale della Regione Emilia-Romagna interessa circa 7.500 monografie: si tratta per lo più di romanzi provenienti da diverse donazioni e di documentazione relativa al “MystFest”.
La catalogazione di questi documenti richiede l’elevato livello di dettaglio con cui è già stata catalogata una parte del fondo:
> Oltre ai dati della copia (possessori, note manoscritte, stato di conservazione, descrizione legature originali e di pregio) e alle note di esemplare (dediche, legatura con altre edizioni, inserti), le notizie devono essere complete di indicizzazione per autore, con dati di authority e rinvii (nel caso di pseudonimi), inseriti sulla base dei repertori del settore.
> Per la corretta identificazione degli autori (compresi quelli delle illustrazioni di copertina) e per la ricostruzione del relativo reticolo vanno effettuate apposite ricerche bibliografiche.
> I falsi titoli in lingua straniera, presentati come originali, vanno registrati come varianti del titolo uniforme.
> Infine va effettuato un attento spoglio dei contenuti: spesso, infatti, nello stesso volume venivano pubblicate più opere e a volte si tratta di prime edizioni italiane.

Le ragioni di tanta attenzione stanno nella natura particolare di questi generi e nelle vicende della loro “traduzione” nel nostro paese. Spesso, infatti, soprattutto nel caso del giallo, i romanzi erano opera di autori italiani (a volte redattori delle case editrici, a volte esterni) ma per ragioni di mercato i nomi in copertina erano pseudonimi di sapore anglosassone e si fingeva di pubblicare la traduzione di un romanzo straniero: da qui, talvolta, i titoli originali falsificati. Di incognita in incognita, insomma, a chi è chiamato a catalogare tocca risolvere un giallo dentro il giallo.


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