Si fa presto a dire “Comune”

Il completamento dell’inventariazione nell’Archivio storico del Comune di Galeata

Quando si dice “Comune”, e si pensa all’ente territoriale in cui si svolge ogni giorno la nostra vita civile, è facile dimenticare quante lotte e quanti cambiamenti siano occorsi per arrivare alla forma amministrativa che oggi conosciamo. La documentazione stratificata nell’Archivio storico del Comune di Galeata è così antica che permette di ricostruire queste vicende pressoché per intero, coprendo un varco temporale lungo ben cinque secoli, dalle origini medievali fino all’età contemporanea.

La storia ha inizio nei primi anni del 1400, quando Galeata entrò a far parte del Granducato di Toscana (al quale appartenne fino al 1860), e racconta tutte le trasformazioni che hanno portato dal conflitto con il potere ecclesiastico, a lungo rappresentato dalla potente abbazia di Sant’Ellero, fino alle riforme amministrative volute dal granduca Pietro Leopoldo alla fine del 1700, passando poi per l’epoca della municipalità rivoluzionaria e napoleonica, quella della restaurazione e quella dell’unità nazionale. Il Comune fece parte della provincia di Firenze fino al 1923, quando venne assegnato alla provincia di Forlì (oggi Forlì-Cesena).

Nel 2015 sono stati realizzati gli inventari dei documenti prodotti tra il 1411 e il 1945 e dei numerosi archivi aggregati preunitari, già conservati nel sottotetto del Palazzo del Podestà e gestiti per il servizio al pubblico dal Museo civico “Monsignor Domenico Mambrini”. Dopo l’intervento di riordino la documentazione antica è stata collocata definitivamente nelle sale restaurate del Palazzo, scelto come sede dell’Archivio storico comunale. Il nuovo intervento di inventariazione, finanziato dalla Legge regionale 18/2000, completa quello precedente e interessa la documentazione successiva al 1946, conservata nella torre del Municipio, negli armadi e nei soppalchi degli uffici. L’intervento prevede tra l’altro:

> La ricognizione volta a individuare e organizzare per serie la documentazione da destinare all’archivio storico o all’archivio di deposito, e a separare il materiale passibile di scarto.

> L’aggiornamento dell’inventario già pubblicato con la descrizione ex novo della documentazione comunale successiva al 1945 e con l’integrazione di quella pertinente, anche precedente, eventualmente reperita durante la ricognizione.

> L’inventariazione degli archivi aggregati, sia di quelli che è già stato possibile identificare nella fase istruttoria dell’intervento (Congregazione di carità; ECA - Ente comunale di assistenza; Patronato scolastico; UNRRA - United Nations Relief and Rehabilitation Administration), sia di quelli che eventualmente dovessero emergere nel corso della ricognizione.

> Il completamento della descrizione dei soggetti produttori degli archivi (forme autorizzate delle denominazioni; date di esistenza; storia; bibliografia), da mettere in relazione non solo con gli archivi prodotti, ma anche con le descrizioni di altri soggetti produttori e di altre risorse informative correlate.

L’intervento si concluderà con l’individuazione delle unità eventualmente passibili di scarto, la riorganizzazione fisica in contenitori adatti alla conservazione e l’etichettatura definitiva delle unità di conservazione.


Galleria fotografica 

Valuta il sito

Non hai trovato quello che cerchi ?

Piè di pagina