Passioni di famiglia

L’inventariazione degli archivi “Zauli Naldi” e “Clara e Antonio Corbara” nella Biblioteca comunale Manfrediana di Faenza

La Biblioteca comunale Manfrediana di Faenza conserva numerosi fondi archivistici e documentari: si tratta di archivi, raccolte e carteggi preziosi, che riguardano in gran parte famiglie e personaggi legati alla storia della città. Tra questi ci sono gli archivi della famiglia Zauli Naldi e quello di Clara e Antonio Corbara, oggetti di un intervento finanziato dalla Legge regionale 18/2000 e promosso dal Servizio Patrimonio culturale della Regione Emilia-Romagna.

Pervenuto per lascito e tuttora conservato tra le lastre di legno delle antiche scansie originali, l’archivio “Zauli Naldi” racconta le vicende di un albero genealogico che affonda le sue radici nell’anno 1000 e che annovera, tra i suoi lunghi rami, diversi protagonisti della storia culturale faentina: come il monsignore Domenico Zauli, che nel Seicento fece parte della Santa Inquisizione, o l’abate Giacomo Zauli, che nel secolo successivo mise su carta, in lingua erudita, le memorie cittadine.
Una storia proseguita poi, tra Otto e Novecento, sulle fronde più laiche di due esponenti del casato Zauli Naldi: Domenico, antesignano dell’archeologia preistorica in Romagna, e Luigi, raffinato bibliofilo e intenditore d’arte. Non a caso all’archivio è intrinsecamente legata una biblioteca ricca di ben diciassettemila titoli, che spaziano dalla religione alla storiografia.

Il richiamo che la bellezza artistica esercita sui faentini è testimoniata anche dall’esempio di Antonio Corbara, medico, studioso e uomo di cultura che, dagli anni Trenta agli Ottanta del secolo scorso, si è dedicato alla salvaguardia del patrimonio artistico romagnolo, interpretando a pieno il ruolo di ispettore onorario, figura prevista dalla legge statale per coadiuvare le soprintendenze nel campo della tutela.
Il suo archivio, donato dalla moglie Clara, oltre a libri, opuscoli, riviste e giornali, conserva gli strumenti di lavoro dell’appassionato d’arte che opera sul campo: una raccolta di dossier suddivisi per toponimi e/o periodi storici dell’arte, con oltre ventimila schede dattiloscritte e una vasta fototeca (10 album di fotografie della seconda metà dell’Ottocento e dei primi del Novecento; più di diciottomila fotografie realizzate in gran parte da lui stesso; cinquemila cartoline e oltre seimila negativi). Fa parte integrante del fondo la corrispondenza che documenta i rapporti di Corbara con i maggiori storici dell’arte del suo tempo, da Roberto Longhi a Federico Zeri.

L’inventariazione avviata prevede:

> Per l’archivio “Zauli Naldi”: l’inventariazione analitica dell’intero complesso, con la ricostruzione della sedimentazione originaria delle carte, in parte documentata da inventari sette-ottocenteschi. Sarà così possibile riportare alla luce le diverse provenienze delle carte delle varie famiglie che si sono via via intersecate (Zauli, Zauli Naldi, Bertoni, dal Pane, Pasolini, Taroni, Magnaguti Rondinini, Calderoni, Azzurrini). Con la compilazione delle diverse schede di soggetti produttori, da mettere in relazione fra di loro, si potrà anche disegnare la ragnatela di legami di una famiglia così influente nella realtà faentina.

> Per l’archivio “Clara e Antonio Corbara”: l’identificazione e la descrizione delle serie che lo compongono, per individuare chiavi di lettura che ne facilitino la consultazione, con una particolare attenzione ai dossier, predisposti da Corbara per documentare la propria attività, e alla corrispondenza.

> Per entrambi gli archivi: la segnalazione delle unità di descrizione che richiedono interventi conservativi; la condizionatura ove necessario; l’etichettatura delle unità di conservazione e la loro collocazione ordinata su scaffali predisposti dal conservatore.


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