L’eredità dell’IBC

L’inventariazione dell’archivio dell’Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna

“L’Istituto per i beni culturali nacque in un momento di grande fervore e si affermò come un progetto d’avanguardia per una Regione che aveva fatto dell’indagine sulla propria realtà e sulla propria cultura una parte della propria scoperta della modernità”: sono le parole con cui Ezio Raimondi definiva il principio di fondo che ha dato linfa all’IBC in oltre quarant’anni di vita e “il principio era che non si può parlare di beni culturali se non si rapportano a un insieme”.
Creato nel 1974 dalla Regione Emilia-Romagna come organo tecnico-scientifico e strumento della programmazione, l’Istituto per i beni artistici culturali e naturali è stato soppresso alla fine del 2020 e le sue funzioni sono state attribuite al nuovo Servizio Patrimonio culturale.

L’archivio storico dell’IBC racconta quindi una lunga attività conoscitiva e operativa, fatta di indagini, ricerche, pubblicazioni, mostre, interventi di conservazione e valorizzazione, e di esercizio quotidiano delle funzioni amministrative assegnate dalle leggi regionali in materia di biblioteche, archivi storici, musei e beni culturali.

L’intervento di inventariazione, avviato prima della soppressione e finanziato dalla Legge regionale 18/2000, prevede tra l’altro:

> Il completamento, fino all’anno 2020, della ricognizione dell’archivio già effettuata per il materiale prodotto fino al 2004; la verifica e la ridefinizione delle serie archivistiche. La ricognizione comprende tutta la documentazione prodotta dall’IBC nel corso della sua attività, anche documenti di natura differente dalle carte che solitamente costituiscono l’archivio di un ente pubblico, e tuttavia significativi per ricostruire la memoria documentaria dell’Istituto, come le pubblicazioni e gli apparati comunicativi relativi a mostre.

> L’inventariazione analitica dell’intero complesso archivistico 1974-2020, ovvero la descrizione di serie e unità archivistiche con denominazione o titolo, data, consistenza, ambiti e contenuto.

> La descrizione del soggetto produttore dei complessi, completa di: tipologia; forma autorizzata del nome; date di esistenza; storia, luoghi, funzioni occupazioni, ecc.; bibliografia; relazioni con altri soggetti produttori e con altre risorse. Potranno così emergere il patrimonio di risorse informative accumulato e le specificità di un archivio particolarmente ricco di relazioni con il territorio, che intreccia la propria memoria documentaria con quella delle istituzioni e dei soggetti pubblici e privati che a diversi livelli istituzionali sono stati interlocutori dell’Istituto.

> L’intervento si concluderà con l’individuazione delle unità eventualmente passibili di scarto, la riorganizzazione fisica in contenitori adatti alla conservazione, e l’etichettatura definitiva delle unità di conservazione.


Galleria fotografica

Valuta il sito

Non hai trovato quello che cerchi ?

Piè di pagina